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Pineta lungo la costa da Pisa a Piombino
Photo ©Enrico Caracciolo

Risalendo la costa toscana: da Piombino a Pisa

In viaggio alla scoperta degli Etruschi in la Val di Cornia

Prima Tappa
Parco archeologico di Populonia
Parco Populonia
Parco Populonia - Credit: Allie Caulfield

Percorrendo la strada che costeggia il golfo, prima dell’arrivo a Baratti, si incontra sulla sinistra l’ingresso al Parco Archeologico di Populonia. Baratti oggi è una graziosa località turistica con un piccolo porticciolo, in età etrusca e romana era un centro importantissimo per il commercio e la lavorazione del ferro proveniente dall’Isola d’Elba.

All’interno del parco è possibile visitare la Necropoli di San Cerbone-Casone, la necropoli delle Grotte e l’acropoli di Populonia. All’ingresso del Parco si trova il Centro Visite dove è descritta la storia del territorio, attraverso pannelli esplicativi e proiezioni multimediali. Qui si può inoltre svolgere attività didattiche presso il Centro di Archeologia sperimentale che si trova al centro del Parco.

Seconda Tappa
Piombino
Museo Archeologico di Piombino in Val di Cornia
Museo Archeologico di Piombino in Val di Cornia - Credit: Paolo Biondi

Terminata la visita all’area archeologica ci spostiamo a Piombino per visitare il Museo Archeologico che raccoglie i più importanti reperti provenienti dal territorio.

L’edificio storico fu prima residenza degli Appiani e successivamente di proprietà di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone. Il museo raccoglie materiale archeologico che copre un arco temporale che va dalla preistoria all’epoca romana. Di notevole importanza i numerosi e ricchi corredi funebri delle tombe di Populonia e alcuni reperti romani di straordinaria bellezza come l’anfora d’argento di Baratti, IV sec. d.C., con medaglioni raffiguranti miti pagani e il mosaico dei pesci.

Terza Tappa
Cecina
Museo e Parco Archeologico di Cecina
Museo e Parco Archeologico di Cecina - Credit: Museo e Parco Archeologico di Cecina

Il viaggio prosegue in direzione Pisa con varie soste. A Cecina, si può visitare il Museo Civico Archeologico, che ha sede nella settecentesca Villa Guerrazzi, in località La Cinquantina. Nel percorso museale è illustrato il territorio della Val di Cecina attraverso reperti di straordinario interesse riferibili ad abitati, necropoli e attività artigianali, provenienti da Volterra, Casale Marittimo, Vada, Bibbona e Montescudaio. Si segnalano, in particolare, gli eccezionali reperti dalla necropoli di Casale Marittimo, le oreficerie di Belora e il cinerario di Montescudaio.

Sempre qui si trova il Parco Archeologico. Gli scavi effettuati sul sito archeologico, conosciuto fin dal Settecento, hanno permesso di ritrovare i resti di una grandiosa villa romana di età imperiale.

Quarta Tappa
Rosignano Marittimo
Castello di Rosignano Marittimo
Castello di Rosignano Marittimo - Credit: Etienne

Ubicato nei locali di Palazzo Bombardieri, il Museo archeologico Palazzo Bombardieri di Rosignano Marittimo consente di ripercorrere la storia antica del territorio che si estende dalle colline livornesi all’alta Val di Cecina. Nel museo sono conservati corredi provenienti da necropoli, elementi architettonici e suppellettili, un tempo decoro delle residenze “di lusso” ubicate lungo la costa e nell’interno.

Quinta Tappa
Castiglioncello
Castiglioncello, tramonto
Castiglioncello, tramonto - Credit: Giacomo Bindi

Merita una sosta anche Castiglioncello, la città sul mare immortalata nel celebre film Il Sorpasso, di Dino Risi. Qui si può visitare il Museo archeologico nazionale che, ubicato sul promontorio, presenta una vasta esposizione di reperti etruschi.

Sesta Tappa
Pisa
Tumulo del principe etrusco, in zona S. Jacopo, Pisa
Tumulo del principe etrusco, in zona S. Jacopo, Pisa - Credit: Alecobbe / Wikipedia

Il nostro viaggio alla scoperta degli Etruschi termina con il Museo dell’Opera del Duomo di Pisa che conserva anche alcuni oggetti etruschi, in particolare urne cinerarie in alabastro e tufo risalenti al III e II secolo a.C.

Infine, degno di nota è il tumulo del principe etrusco, collocato nell’area tra via San Jacopo e via Pietrasantina e databile tra l’VIII e il VII sec a.C. Il tumulo non è una vera e propria tomba ma un cenotafio per commemorare una persona sepolta in altro luogo. Al suo interno si sono rinvenuti i resti di un manufatto metallico di forma umana in sostituzione del defunto. Tra i reperti trovati nel cenotafio, spicca un tridente in ferro che collega il defunto ad attività legate al mare e i frammenti di un altare in pietra demolito, secondo il rito funebre, a colpi di mazza. Nella stessa area sono state rinvenute numerose sepolture di epoca posteriore.

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Arte e Cultura