Non solo Francigena in Toscana In viaggio lungo la Via Pisana

La Via Romea che arriva in Val d'Elsa

La strada che portava a Pisa rappresentava per la Firenze del Medioevo un'arteria commerciale. Con l'Arno, che all'epoca costituiva una via fluviale, serviva a incanalare il flusso dei traffici con i grossi centri del contado che si trovavano nel Valdarno inferiore, oltre ai transiti che avevano come meta il porto di Pisa. Ma la strada era anche percorsa dai pellegrini, in quanto usata da chi s'imbarcava a Pisa (e più tardi a Livorno) diretto a Santiago de Compostela, e perché poteva anche fungere da raccordo con la Francigena, via peregrinalis per eccellenza, il cui tracciato veniva intercettato a sud-ovest di Empoli, in prossimità della confluenza dell'Elsa nell'Arno.

Dopo una parte iniziale di trasferimento, lungo la pista ciclopedonale che dal parco delle Cascine di Firenze conduce fino al parco dei Renai di Signa, il percorso sale lungo le colline dell'estremità occidentale del Chianti, rimanendo in riva destra dell'Elsa. Giunti in Val d'Elsa l'itinerario corre parallelo alla Via Francigena di Sigerico che può essere intercettata da Monterappoli, Castelfiorentino, Certaldo e dopo in località Acquaviva.

  • directions_walk
    Mezzo di trasporto consigliato
    A piedi
  • access_time
    Distanza da percorrere
    136 km
  • directions
    Durata
    7 giorni
Dati tecnici:

Partenza: Porta San Frediano (Firenze)
Arrivo: Piazza Duomo (Siena)
Lunghezza: 136 Km
Durata: 36h 50 min (a piedi)
Livello di difficoltá: Facile
Periodo consigliato: Inverno, Estate

Ospitalità lungo il cammino
La Via Francigena in Toscana
La Via Francigena in Toscana

Che la via per Pisa nel Medioevo fosse transitata da quei particolari fruitori della strada che furono i pellegrini basterebbe a dimostrarlo l'esistenza di tutta la serie di strutture ospitaliere che si succedevano lungo il suo percorso, già all'inizio dello stesso, in prossimità della Porta San Frediano a Firenze, dove sorgeva uno spedale in populo Sanctae Mariae de Verzaria iuxta stratam qua itur Florentia Pisas. Spedali si trovavano anche in borgo San Frediano, a Legnaia (l'Hospitale del Cappone), a Ponte a Greve e a Casellina (l'Hospitale Pontis de Grieve e l'Hospitale de Casellina). Proseguendo, s'incontravano: a Lastra a Signa lo spedale di Sant'Antonio, fondato nel 1411 per incarico dei consoli fiorentini dell'Arte della Seta, a Gangalandi e a Signa (lo spedale di San Francesco e quello della pieve). Altre istituzioni che servivano a ospitare i pellegrini erano poi a Montelupo (l'Hospitale Virginis Marie sive della Tagliata e uno spedale tenuto dai Domenicani), a Cerbaiola (Hospitale Sancti Leonardi de Cerbaiola) e soprattutto ad Empoli, dove nel Trecento è documentata l'esistenza di ben tre spedali: la Domus pauperum hospitalis, l'Hospitale Ecclesiae Sancti Augustini e l'Hospitale Societas Annunciate plebis.

Accanto a questi enti assistenziali esistevano le strutture commerciali di carattere ricettivo, che si addensavano nei principali centri attraversati dalla via. Ve ne erano soprattutto a Empoli, a Lastra a Signa e a Gangalandi ma, come risulta dallo Statuto dell'Arte degli Albergatori del 1334 hospitatores privati si trovavano anche a Lignaria, Scandicci, Pons ad Grevem, Planus Septimi, Ugnanus, Malmantile, Monslupus e Ponturmus.

La Via Quinctia
Cammino in Toscana
Cammino in Toscana - Credit: Ilaria Giannini

Il percorso medievale della via Pisana nelle sue linee generali doveva ripetere quello della strada Romana per Pisa: la via Quinctia. Ove si eccettui il rinvenimento di una pietra miliare, avvenuto nel 1752 nei pressi di Montelupo, non rimangono però in superficie materiali caratteristici della strada romana, cancellati da secoli di storia, e soprattutto dalle esondazioni e dai mutamenti di corso dell'Arno. A sua volta la strada moderna segue l'asse direzionale della medievale via per Pisa, la quale però è probabile si caratterizzasse per un percorso dallo svolgimento più pedecollinare, discostandosi maggiormente dal corso dell'Arno.

Comunque la successione degli abitati, molti dei quali si caratterizzano per avere la tipica conformazione urbana allungata dei "villaggi-strada" non lascia dubbi circa la sostanziale coincidenza tra il percorso moderno e quello medievale di una strada che, come afferma il Repetti, ancora nell'Ottocento era la più frequentata.

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