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Il negozio di Marcellina ad Abbadia San Salvatore

Monte Amiata, terra di metalli, sapori e ceramica

Da Abbadia San Salvatore a Cetona, attraverso le foreste e i vicoli di Sarteano

Prima tappa
Abbadia San Salvatore
Il parco museo di Abbadia San Salvatore
Il parco museo di Abbadia San Salvatore

Abbadia San Salvatore sorprende il visitatore con la sua chiesa duecentesca, le numerose costruzioni medievali, le mura di cinta e gli splendidi sentieri che immettono nel bosco. Il territorio è noto da sempre per i suoi giacimenti minerari a cui, oggi, viene dedicato un museo. Il parco museo minerario di Abbadia San Salvatore testimonia la vita dei minatori, le tradizioni locali e gli attrezzi utilizzati per l'estrazione del mercurio.

Nel borgo amiatino, inoltre, in alcuni mesi dell'anno si svolge Polveri e tarli, il caratteristico mercatino dell’artigianato, antiquariato e collezionismo che espone i sapori e i sapori del territorio. Tra i prodotti tipici in mostra, non mancano mai funghi, castagne, esemplari di pera picciòla e il dessert per eccellenza: la torta ricciolina!

Seconda tappa
Sarteano
Sarteano
Sarteano

La rocca di Sarteano è un punto di riferimento geografico per il raggio di molti chilometri, e dà a questo bel paesino l’immediata connotazione di centro di origini medievali. Proprio a Sarteano è stata scoperta una tomba con affreschi d’incredibile bellezza, raffiguranti un’inquietante rappresentazione del demone Charun. 

Tra le stradine del centro storico, alcuni giovani artigiani hanno creato delle botteghe in cui sono riusciti a unire tradizione e innovazione, e dove è possibile ammirare e acquistare oggetti molto particolari. Nel borgo si può trovare un po’ di tutto: dalle ceramiche artistiche alle creazioni orafe, dai tessuti e ricami rigorosamente fatti a mano a vetri artistici realizzati con tecniche antichissime; e poi oggettistica, accessori di carta di altissimo design e tanto altro.

Terza tappa
Cetona

Concludiamo il nostro itinerario alla falde del Monte Amiata visitando il borgo di Cetona. Qui, accanto ai laboratori artistici e artigianali (specialmente del settore della ceramica), si trovano numerosi piatti tipici che meritano la nostra attenzione. L’altitudine, la lontananza dal mare, le caratteristiche chimico-fisiche del suolo assicurano un ambiente particolarmente favorevole alla coltivazione dell’olivo: da ogni pianta si ottengono poche olive ma sane, con una polpa fragrante e ricca di profumi; la temibile mosca olearia e gli altri parassiti non trovano qui un habitat adatto e ciò consente di evitare l'uso di fitofarmaci e mantenere integro l’ecosistema.

Oltre all'olio extravergine di oliva Terre di Siena DOP, si possono gustare i pastrignocchi, un tipo di pasta "povera", che veniva elaborata velocemente senza badare all'aspetto e consumata per lo più nei giorni lavorativi. Infine, il cuculo è un biscotto locale che anticamente costituiva lo spuntino pomeridiano dei mietitori, quando il cuculo cominciava ad emettere il suo inconfondibile suono.

&
Artigianato
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