Pista ciclabile a Prato

Lungo la ciclabile, nella Prato "che fu e che è"

Un insolito itinerario sul Bisenzio alla scoperta dei mille volti della città laniera

Un insolito itinerario da intraprendere in bicicletta sul Bisenzio alla scoperta dei mille volti e delle mille sfaccettature della città, famosa per la sua tradizione nel settore tessile
Per chi è innamorato di Prato e del Bisenzio, come lo era Curzio Malaparte, la pista ciclabile costruita sugli argini tra Mezzana e Santa Lucia rappresenta un itinerario di indubbio fascino. Si tratta di un percorso di una decina di chilometri che permette di apprezzare la città e il suo fiume da una prospettiva molto particolare, restituendo dettagli paesaggistici che lo sviluppo urbanistico ha finito per occultare agli occhi degli stessi residenti.

Partendo dall’ansa che lambisce la località di Gonfienti, con il suo antico borgo etrusco rinvenuto durante i lavori per la costruzione dell’Interporto, si arriva in prossimità del grande piazzale dove ogni anno a settembre si volge l'antica Fiera di Prato, o meglio quella parte delle celebrazioni della Festività della Madonna, dedicate ai fuochi e alle giostre.

Proseguendo lungo la striscia di asfalto rossa si arriva al ponte Petrino, uno dei più antichi attraversamenti sul Bisenzio, realizzato molto probabilmente intorno al I secolo a. C. e collegato all’antica via pedemontana che conduceva verso Vaiano e Vernio. Poco più in là, lungo la via Firenze si intravede lo stadio di calcio progettato nel 1939 e completato nel 1943 secondo i dettami dell’architettura razionalista dell’epoca.

Ancora oltre si arriva ai giardini alberati che conducono alla stazione di Prato, che fu inaugurata nel 1934 insieme alla ferrovia Direttissima. Si tratta di un edificio imponente costruito su tre piani, in cui spiccano le grandi vetrate poste sul fabbricato centrale. Il complesso rimanda agli stilemi dell’architettura ottocentesca, con forti richiami al classicismo, come si nota anche dal grande pavimento a mosaico decorato con il simbolo delle FS.

Il nostro percorso sulla ciclabile, prosegue tra il ponte alla Vittoria e Porta Mercatale, due snodi fondamentali della viabilità cittadina. Ci troviamo nella zona adiacente alle mura cittadine, in un’area in cui antico e moderno si integrano in maniera omogenea: da una parte i complessi residenziali e i centri direzionali di Viale Vittorio Veneto - la banca San Paolo di Torino costruita su progetto di Cristiano Toraldo di Francia in collaborazione di Fabrizio Natalini, del gruppo Superstudio di Firenze – dall’altro, l’imponente cortina trecentesca e i bastioni del XVI secolo che proteggono l’accesso a Piazza Mercatale.

Queste mura furono costruite per inglobare le zone che erano sorte fuori dalla prima cerchia e vennero messe a dura prova durante il terribile sacco dell’agosto del 1512. Superato il ponte della ferrovia, la ciclabile ci conduce ai giardini di Viale Galilei, in un tratto in cui il letto del Bisenzio si allarga prima di arrivare alle pescaia del Cavalciotto. Sulla destra del nostro senso di marcia si apre l’ampia Piazza del Mercato Nuovo, dove si svolge il consueto mercato settimanale del lunedì, sicuramente uno dei più grandi e interessanti della Toscana.

Proprio a fianco della piazza del Mercato Nuovo troviamo l’ex lanificio Calamai, uno dei più begli esempi di archeologia industriale del distretto pratese. La facciata monumentale introduce ad un’area di 16.000 metri quadrati, in parte ancora oggi adibita alla produzione. L’ingresso, con il grande arco a tutt'altezza e il torrino ad orologio, che evocano scenari urbani alla Fritz Lang, lascia intravedere la grande cisterna e la ciminiera posta sul lato opposto nonché i due grandi corpi di fabbrica che compongono il complesso.
Superato il ponte di ferro si entra in un’area verde attrezzata che costeggia il Bisenzio fino alla frazione di Santa Lucia. Siamo al già citato Cavalciotto, un sistema di sbarramento del fiume che dal Medioevo in poi ha consentito la deviazione delle acque nel grande sistema di gore, che s'irradia oltre il territorio comunale di Prato. Il sistema delle gore lungo 53 chilometri ha permesso il funzionamento di mulini e gualchiere, essenziali sia per le attività agricole che per l’industria tessile, settore che ha fatto grande il nome di Prato in tutto il mondo.
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In bicicletta