Orrido di Botri

L’acqua che scorre nell’Appennino lucchese

Itinerario tra meraviglie naturalistiche e leggende popolari

Seguendo il fiume Serchio nella sua discesa lungo l’Appennino si celano luoghi di antica bellezza: canyon scavati nella roccia, valli verdeggianti e terme. Secondo la tradizione popolare in questo paesaggio frastagliato trovano dimora folletti e streghe, angeli, draghi e persino il Diavolo.


Il viaggio comincia alle terme di Bagni di Lucca, che è attraversato dalla Lima (un affluente del Serchio) dove l’acqua sgorga a 54 gradi nello stabilimento Varraud e a 38 gradi nella fontana pubblica nel centro del paese. Nello stabilimento di Bagni Caldi, dove soggiornarono tra gli altri anche Lord Byron e Eugenio Montale, si trovano due grotte a vapore naturale: la "Grotta Grande" e la più piccola "Grotta Paolina", così chiamata in onore della sorella di Napoleone, nella quale la temperatura interna varia in base all'altezza.

La leggenda popolare vuole che sotto Bagni Caldi e la vicina Ponte a Serraglio esista un vulcano, al quale sarebbe dovuta l'attività termale. Secondo un’antica consuetudine gli stabilimenti aprivano solo il primo venerdì di marzo, quando l’Angelo delle terme ‘segnava’ le acque calde, rinnovandone le virtù terapeutiche.


Seguendo le leggende popolari arriviamo alle strette di Cocciglia, uno dei punti più tormentati del corso della Lima, segnato da vortici e mulinelli, sotto le cui rocce si dice che si nasconda un drago. Una leggenda che ritroviamo anche nell’Orrido di Botri, uno stretto canyon scavato dal Rio Pelago, sempre nel comune di Bagni di Lucca. Si può scendere nel canyon e immergersi in un paesaggio da Signore degli Anelli, dove nidifica persino l’aquila reale. Si dice che Dante passò da qui e si ispirò a questi luoghi per descrivere l’Inferno.


Per trovare una traccia del Maligno non serve allontanarsi molto, basta arrivare a Borgo a Mozzano, dove si trova il Ponte della Maddalena, meglio noto come "Ponte del Diavolo", che un tempo era l’unica strada per raggiungere Bagni di Lucca. Il ponte risale all’anno 1000 e ha le arcate asimmetriche: quella centrale è talmente più alta delle altre che sembra una sfida alla legge di gravità. Per questo gli abitanti raccontano che sia stato il Diavolo in persona a costruire quel ponte, chiedendo in cambio l’anima del primo passante. La leggenda racconta che i cittadini fecero passare sul ponte una capretta e così beffarono Belzebù.

 

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