Bagno Vignoni

La Via Francigena sull’Amiata

Un percorso suggestivo in montagna tra natura e individualità

Un viaggio da intraprendere da soli, in compagnia dei propri amici fidati o – perché no? – in bicicletta: la Via Francigena è molto più di un’esperienza, una lezione di vita che porta a scoprire angoli di naturale splendore. E il Senese, alle pendici del Monte Amiata, offre davvero molti momenti per riflettere e ammirare ciò che ci circonda.

Da San Quirico d’Orcia, inizia un nuovo tragitto lungo salite e discese sulle colline. Si raggiunge così il piccolo borgo fortificato di Vignoni, per poi scendere a Bagni Vignoni, la location da sogno famosa per la vasca termale di importanza monumentale che, già nel Rinascimento, veniva frequentato dallo stesso Lorenzo il Magnifico.

L’itinerario prosegue poi lungo l’antica via Cassia su un tratto in saliscendi nelle valli dei fiumi Orcia e Paglia; si passa quindi per le Briccole, ospedale e stazione di ristoro citata già da Sigerico come Abricula.

Prima di giungere a Radicofani (che corrisponde al punto tappa della Francigena), si incontra prima Bagni San Filippo, altra località resa celebre dalle acque termali curative.

Esiste poi una bella variante del pellegrinaggio lungo la Francigena (raggiungibile sempre dalla Cassia prendendo a destra verso il Monte Amiata) che, dalla valle, saliva fino all’Abbazia di Abbadia San Salvatore, costeggiando il corso del torrente Pagliola. Il monastero possedeva nel Medioevo alberghi e spedali in tutta la  Val di Paglia ed era dunque un punto di sosta importante per i viaggiatori. Di grande interesse anche la copia anastatica della Bibbia Amiatina (l'originale è conservato a Firenze), scritta nel monastero inglese di Jarrow a cavallo tra i secoli VI e VII. Accanto al monastero, la Castellina è il nucleo più antico dell'abitato.

Ancora oggi, nel piccolo Teatro Servadio, situato nel centro storico, è allestito un punto di accoglienza e informazioni per i viandanti.

Da quest'ultima località la Via Francigena si fonde con la Via Cassia nel suo procedere verso Roma, ormai prossima.

Cosa mangiare

Ci troviamo alle pendici del Monte Amiata, ritenuto per molti aspetti il polmone verde della Toscana. Tra le ricchezze del territorio ricordiamo la castagna, che viene impiegata per la realizzazione delle antiche ricette della polenta, del castagnaccio, del fiandulone (il pane dei boscaioli).

Nel bosco troviamo anche funghi, altra prelibatezza del bosco amiatino, che sono anche l’elemento principe per preparare zuppe, tagliatelle, crostoni e altri piatti tipici.

Da assaggiare infine citiamo il fagiolo del Monte Amiata (una varietà coltivata da sempre sul territorio), la ricciolina (dolce di forma circolare, nato ad Abbadia San Salvatore, secco all’esterno e morbido all’interno, realizzato con cioccolato e mandorle) e i pici (una sorta di spaghetti fatti a mano, da condire con sughi di carne o vegetali).