Castelfiorentino

La Val d'Elsa: una terra fatta ad arte

Fin dall'antichità è stata un punto cruciale di uomini e di commerci

La storia si diverte spesso a giocare con le contraddizioni apparenti: e così se la Val d’Elsa è stata prima di tutto una via, negli ultimi cent’anni ha vissuto appartata perché penetrarla significa deviare dagli itinerari toscani più consueti. Questa sua riservatezza l’ha preservata e ancor più ingentilita in forza dell’ansia di continuare a ospitare che non è mercantilismo turistico, ma disponibilità all’incontro. Concentra in sé tutte le caratteristiche distintive dell’identità toscana che sono l’arte, il buon mangiare e il meglio bere, il paesaggio, le dimore contadine e definisce con nettezza le proprie identità particolari, per dirla con Machiavelli che visse non distante da qua.

Parallemamente al tracciato veloce della superstrada Firenze-Siena scorre quello della Cassia che da Monteriggioni ci offre l’opportunità d’aggirare la Montagnola, prendendo così contatto con una senesità primigenia e arrivando alla zona delle Caldane, le antiche terme etrusche che sfruttavano le acque calde dell’Elsa, risalire, costeggiato il monte Maggio, se si vuole fino a Casole, puntare su Radicondoli e, tornando un po’ sui propri passi, per una stradicciola innestarsi sulla via Volterrana all’altezza della torre di Montemiccioli che fu il remoto confine tra Volterra e la Val d’Elsa.

La 68 è la strada più panoramica per entrare nel territorio da Ovest verso Est. Ci si lascia alle spalle Volterra poi all’altezza di Castel San Gimignano si può decidere o di puntare direttamente su Colle Val d’Elsa oppure prendere il bivio a sinistra per San Gimignano passando accanto a Castelvecchio, un sito archeologico di assoluto fascino e, toccando San Donato e Pescille, giungere alla ‘città delle belle torri’ da dove poi proseguire per 7/8 km fino a Poggibonsi e risalire dopo altri 8 km fino a Colle Val d’Elsa.

Ma c’è un altro itinerario suggestivo che è quello che si snoda lungo la strada 429. La si prende poco oltre Firenze da Tavarnelle Val di Pesa e calando a Sud per una quarantina di km tra le ferrovia Empoli-Siena e l’Elsa si giunge a Poggibonsi. La 429 attraversa Castelfiorentino e Certaldo (la patria di Boccaccio) e la suggestione sta nel fatto che questa strada si snoda lungo il tracciato della Francigena, quella che all’altezza di Poggio Bonizio piegava per San Gimignano e poi ridiscendeva verso Colle e Monteriggioni.
 
"Terra fatta ad arte" è una definizione creata per la Val d'Elsa dal giornalista Carlo Cambi tratta da "Val d'Elsa / Terre di Siena", Apt Siena, 2004.