La Setteponti

La Setteponti

Passato e presente sulla Cassia Vetus

Il percorso che proponiamo è un viaggio a ritroso sulle tracce di un passato e di un presente che ancora rimangono nell'arte, nella cultura, nelle tradizioni di questi borghi sorti lungo l'antica via che collegava Arezzo a Fiesole, la Cassia Vetus.

Leonardo da Vinci, nel '500 intraprese questo viaggio, lungo il Pratomagno, per studiare il corso dell'Arno e le Balze apparvero all'artista come "profonde segature de' fiumi".

Da Arezzo s'imbocca la SP 1 chiamata la "Setteponti" fino a Ponte Buriano, ponte romanico sull'Arno (XIII secolo).

Poco oltre si arriva a Castiglion Fibocchi, borgo costruito come castello a guardia della strada che dal Pratomagno conduceva in Casentino. Fuori l'abitato, lungo la strada a sinistra una sosta per ammirare, all'interno della chiesa di S. Maria a Pezzano, oggi cappella del cimitero, un affresco di scuola aretina raffigurante l'Annunciazione (XIV sec.).

Si prosegue verso Loro Ciuffenna, con una sosta alla Pieve di San Pietro a Gropina, romanica (XII sec.), uno degli edifici religiosi più antichi della diocesi aretina. Di particolare suggestione è l'interno, diviso in tre navate con colonne e capitelli, testimonianza  della grande arte del saper scolpire la pietra creando delle opere d'arte che si tramandano nel tempo. Un ambone istoriato a bassorilievi con raffigurazioni umane e animali (un leone, l'aquila e un diacono), sorretto da due colonne annodate e due pilastri, è il capolavoro scultoreo della chiesa.

Da Gropina si prosegue verso Loro Ciuffenna, borgo medievale già insediamento etrusco. Da visitare, nel centro storico, la chiesa di S. Maria Assunta con un trittico di Lorenzo di Bicci (XV sec.), e il Museo "Venturino Venturi", un omaggio all'artista che qui nacque nel 1918. Per chi da Loro Ciuffenna volesse seguire un itinerario alternativo, tra i boschi e le colline del Pratomagno suggeriamo una visita a Poggio di Loro e Rocca Ricciarda, borghi interamente restaurati da dove si avrà una vista suggestiva su tutto il Valdarno.

Continuando sulla Setteponti, da Loro Ciuffenna si segue l'indicazione per Castelfranco di Sopra, una delle "terre nuove" fondata nel 1299 dai Fiorentini. Di grande interesse è il disegno urbanistico del borgo, tradizionalmente attribuito ad Arnolfo di Cambio, con impianto regolare a scacchiera, una volta cinto da mura, torri e porte delle quali ne rimangono solo due. Da visitare l'Oratorio di San Filippo Neri (XVIII secolo) che qui nacque nel 1515.

Lasciato Castelfranco di Sopra l'itinerario prosegue verso Pian di Scò, con un sosta alla Badia di San Salvatore a Soffena, edificio religioso costruito nel XIV secolo su un preesistente castello, testimonianza della presenza della comunità vallombrosana nel Valdarno Superiore. All'interno pregevoli affreschi di Liberato da Rieti, Bicci di Lorenzo e Giovanni di Ser Giovanni detto lo Scheggia (XV secolo) fratello minore di Masaccio. Accanto alla Badia sorge il monastero, oggetto di recenti indagini archeologiche che hanno portato alla luce tombe medievali e rinascimentali.

Il viaggio termina a Pian di Scò, l'ultimo comune della provincia aretina, sviluppatosi lungo il fiume Resco (il toponimo sembra avere origine dal nome di questo). Nel centro storico sorge la pieve romanica di S. Maria, già citata in un documento del 1008. Arcate cieche e due monofore ornano la facciata. L'interno, a tre navate, è scandito da colonne con capitelli figurati. Sulla parete sinistra è visibile un affresco raffigurante una Madonna in trono con Bambino databile attorno al 1400, di Paolo Schiavo.
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