Battistero, Firenze

Itinerario “Le cattedre dei Vescovi”

San Lorenzo, San Salvatore al Vescovo, Battistero, Colonna di San Zanobi, Santa Reparata, Duomo “rilievo dell’Annunciazione”

SAN LORENZO
L’edificio attuale è la terza costruzione di San Lorenzo (metà del ‘400). La prima chiesa, situata fuori le mura su un piccolo rilievo fu consacrata da Ambrogio, Vescovo di Milano (393) e dedicata al Martire romano. Alla fine del IV secolo la comunità fiorentina aveva acquistato una propria identità, come documenta la visita del Vescovo di Milano, in quel periodo una delle capitali dell’impero; tuttavia anche a Firenze, già sede vescovile dopo l’editto di Costantino (313), gli insediamenti cristiani si svilupparono al di fuori della città “romana”.

Il primo vescovo documentato è San Zanobi (398-429) che scelse come sede San Lorenzo e la rese prima cattedrale di Firenze. La diffusione del cristianesimo si basa sulla testimonianza di fede dei credenti, ma il legame con la Chiesa universale si mantiene attraverso i successori degli apostoli, i Vescovi, e la sede vescovile (cattedra) diventa il punto di riferimento per i cristiani della Diocesi. Nell’affresco Il martirio di San Lorenzo (Bronzino, 1565-69) la localizzazione del martirio è indicata dall’edificio monumentale sullo sfondo e dalle colonne che fanno da quinta alla scena; simbolo della religione pagana sono le statue di divinità.

Sull’altare della terza cappella, il dipinto San Lorenzo e le anime del Purgatorio di Niccolò Lapi (sec. XVIII) è significativo di questa particolare devozione. Il Santo indossa la dalmatica, veste liturgica dei diaconi, e si presenta come tramite tra le anime del purgatorio e la Trinità che si scorge oltre gli angeli. La Basilica di San Lorenzo divenne presto meta di pellegrinaggi la cui affluenza determinò lo sviluppo del mercato.

SAN SALVATORE AL VESCOVO

La chiesa (1032), il nome, la struttura e le decorazioni testimoniano l’insediamento della residenza del Vescovo e della sua Curia entro le mura della città. Il palazzo vescovile è in asse con il Battistero e la nuova cattedrale di Santa Reparata (ora inglobata nel Duomo), e documenta l’affermarsi, anche sotto il profilo urbanistico, di un centro cristiano, di dimensioni analoghe all’antico “recinto sacro” pagano che, secondo i rilievi archeologici, si trovava in corrispondenza dell’attuale piazza della Repubblica. La facciata è l’unica struttura medievale all’interno del palazzo: lo stile è romanico fiorentino, di equilibrate proporzioni geometriche, con le caratteristiche decorazioni in marmo bicromo ed elementi architettonici di linguaggio tardo romano. Sotto l’arco centrale la decorazione è fortemente simbolica: i sette candelabri dell’Apocalisse, simbolo delle sette chiese d’Asia a cui Cristo parla, e la spartizione geometrica incentrata sul tre (la Trinità) e sul due (la doppia natura, divina e umana, di Cristo).

BATTISTERO
Per molto tempo si ritenne che la prima fondazione del battistero fosse quella di un tempio pagano dedicato a Marte, recenti studi invece hanno individuato l’esistenza di un disegno unitario che vedeva uniti in unico progetto e secondo un unico asse l’Episcopio, il Battistero e la Cattedrale di Santa Reparata. L’edificio venne rivestito di marmi pregiati (sec. XII) e fu dotato della cupola monumentale, della scarsella, delle prime porte, mentre le famose porte bronzee del Ghiberti sono della metà del ‘400. È probabile che nella stessa posizione sia esistito già in precedenza un battistero più piccolo, ma della stessa forma ottagonale: octava dies, l’ottavo giorno, è il tempo di Cristo risorto. Dopo i sette giorni della creazione, la risurrezione apre una nuova era e col battesimo il credente entra a far parte pienamente della comunità cristiana: nella notte di Pasqua, dopo il rito celebrato nel fonte battesimale, venivano aperte le porte del Battistero (“porte del Paradiso”) e della Cattedrale a cui i nuovi battezzati potevano accedere per la prima volta.

COLONNA DI SAN ZANOBI

Zanobi, appartenente alla chiesa fiorentina, scelto da papa Damaso per una missione a Costantinopoli, al suo ritorno fu designato vescovo di Firenze. Morì intorno al 429 e fu sepolto in San Lorenzo, dove aveva la sua “cattedra”; successivamente le sue reliquie furono traslate nella nuova cattedrale di Santa Reparata.

Fu un importante momento religioso dal quale nacque la tradizione secondo cui un olmo disseccato rifiorì toccato dalle sante spoglie durante il trasporto. Nel 1384 per ricordare l’evento prodigioso, fu innalzata in quel luogo una colonna commemorativa presso la porta nord del Battistero.

DUOMO, RILIEVO DELL’ANNUNCIAZIONE
Non si conoscono l’autore né la collocazione originaria di questo rilievo marmoreo, ora sul fianco meridionale del Duomo, ma la sua iconografia e la sua attuale posizione ne attribuiscono la realizzazione al periodo di transizione tra la prima cattedrale di Santa Reparata e Santa Maria del Fiore (fine sec. XIII). Tra l’angelo e Maria è situato un edificio, un tabernacolo o tempio, costituito da due colonne che sorreggono un arco trilobato: nel simbolismo che si richiama alla Trinità (l’arco trilobato) e alla doppia natura di Cristo (le due colonne), si individua il momento dell’Annunciazione, quando Maria diventa tabernacolo e la forma arcaica del tempio diventa dimora dello Spirito Santo, cioè Chiesa.

L’identificazione tra l’edificio-chiesa e il corpo di Cristo si fa ancora più significativa se riferita alla chiesa cattedrale, dove il Vescovo, successore degli apostoli, risiede perché consacrato dal papa, vicario di Cristo.

SANTA REPARATA

La prima chiesa, di impianto basilicale a tre navate con un’abside, risale al periodo tardo romano (secc. IV-V): circa un terzo del Duomo attuale per lunghezza, era spostata verso il Battistero di otto metri. Distrutta durante le invasioni barbariche, fu ricostruita in età preromanica (secc. VIII-IX) con l’aggiunta di due cappelle laterali nell’abside. Intorno al 1150 fu costruito un coro rialzato al di sotto del quale fu creata una cripta dove rimasero fino al 1439 le spoglie del vescovo San Zanobi. Il progetto della nuova cattedrale fu affidato ad Arnolfo di Cambio (1294), ma le due chiese convissero per circa ottant’anni, prima dell’interramento definitivo della vecchia cattedrale (1375).

La dedicazione a Santa Reparata rimanda alla provenienza orientale dei primi cristiani di Firenze: Reparata subì il martirio a Cesarea in Palestina, durante le persecuzioni dell’imperatore Decio (250). La devozione per la Santa diede luogo a molte rappresentazioni artistiche: della più famosa, opera di Arnolfo, è visibile la riproduzione di una statua in marmo (originariamente nella lunetta del portale centrale di Santa Maria del Fiore), collocata nella parte recuperata e visitabile della vecchia cattedrale, sotto il pavimento del Duomo.

DUOMO
Alla fine del ‘200 Firenze, città ormai ricca ed evoluta in ambito sociale, politico e religioso, vuole dotarsi di una nuova cattedrale che rappresenti la magnificenza raggiunta dalla comunità, nella profondità della fede come nell’elevazione della dignità dell’uomo, e che primeggi sulle cattedrali delle altre città, che renda visibile a tutti che Firenze è il fiore più bello, più grande, più degno.

Santa Maria del Fiore interpreta questa aspirazione che si traduce, con la concretezza delle decorazioni all’esterno e all’interno della chiesa, nell’affidamento della città alla Madonna. Non si può non rimanere colpiti dalla grandiosità di questa domus dedicata alla Madonna vista nel suo destino glorioso: madre del Dio vivente, madre della Chiesa, madre di tutti i credenti, chiamati a partecipare della gloria cui la Vergine è stata elevata, Assunta in cielo, incoronata Regina. Anche nell’interno la sensazione spaziale è quella di una dimensione sovrumana in cui l’uomo non si sente schiacciato, ma accolto: lo sguardo può cogliere l’estensione dello spazio ed è condotto a volgersi verso la cupola, verso l’alto.

Il contenuto mariano si sviluppa dall’esterno all’interno quasi senza soluzione di continuità: sulla facciata medievale di Arnolfo, il timpano di ognuna delle tre porte recava un episodio della vita di Maria, cui corrisponde all’interno nella controfacciata, sul portale di mezzo, un mosaico con l’Incoronazione della Vergine (disegno di Gaddo Gaddi, inizio del ‘300); sopra il mosaico venne realizzata una vetrata con l’Assunzione (disegno del Ghiberti, inizio del ‘400) e, alcuni anni dopo, sopra l’altare maggiore, in asse col mosaico del Gaddi, la prima vetrata del tamburo della cupola, una Incoronazione di Maria disegnata da Donatello: il contenuto di fede espresso dalla figura di Maria era così importante, che nella sequenza narrativa delle vetrate non si rispetta l’ordine neotestamentario e l’Incoronazione è inserita tra la Resurrezione e l’Ascensione di Cristo.
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