Il passo della Futa

In cammino lungo l'Appennino Tosco Emiliano, settima tappa

Da Casaglia al Passo del Giogo fino al Passo della Futa, attraverso i boschi del Mugello percorrendo circa 30 Km in otto ore

Sicuramente una delle tappe più lunghe e faticose di quelle percorse da noi in Toscana: oltre infatti ai continui sali e scendi del tracciato, la fangosità dei sentieri per la pioggia della notte passata ha reso più difficoltoso il cammino. Percorrendo la strada asfaltata che da Casaglia porta all’omonima Colla riusciamo a dare uno sguardo sulla bella valle del Lamone e sul monte la Faggeta che con la sua forma allungata sembra abbracciare e proteggere il piccolo paese appena lasciato alle spalle. La colla di Casaglia (mt. 913) unisce la Romagna (valle del Lamone) con il Mugello (val di Sieve). I contrafforti della catena appenninica principali degradano verso questa conca alluvionale, questa Romagna fiorentina, lasciando il posto ad una dolce trama di coltivi, frutteti, vigneti ed oliveti che si alternano con boschi e rupi, paesaggi che probabilmente hanno ispirato le pitture di Giotto, del Beato Angelico o di Andrea del Castagno, che qui sono nati. Il Mugello è sempre stato una terra di confine, strategicamente importantissima, e per questo contesa, le cui testimonianze sopravvivono nei numerosi castelli e nelle ‘terre murate’; un territorio ancora lavorato dove oltre all’agricoltura ci si occupa anche di allevamento e artigianato.

Le distanze percorse a piedi sull’asfalto sembrano molto più lunghe rispetto a quelle percorse in montagna e per questo non facciamo volentieri il km di strada restante, in direzione Palazzuolo che ci divide dal sentiero 00. Arrivati finalmente sulla strada bianca che porta al Giogo, riusciamo a riparaci dalla pioggia sotto la folta chioma dei faggi. Fino al Passo, il percorso rimane pianeggiante, facile da fare anche a cavallo, e alterna tratti di bosco ad ampi pascoli coltivati ad erba medica e fieno come sul Monte Pratone (mt.1081) e lungo il Poggio dei Prati Piani. Dopo due ore di cammino dall’inizio della sterrata raggiungiamo finalmente il Giogo di Scarperia, facilmente riconoscibile da chi percorre la Statale che lo fiancheggia, per il grande albergo-ristorante che qui sorge. Assaggiamo un buon formaggio riposandoci un poco e riprendiamo il sentiero 00 che, attraversata la strada, continua per il Passo della Futa. Il tracciato si fa più stretto e ripido, diventando una piccola via di terra bagnata. Facendoci largo tra le felci e stando attenti a non scivolare (anche se a volte lo sforzo è inutile) saliamo faticosamente fino al Piaggione e Poggio Roncolombello. I numerosissimi corsi di acqua che nascono lungo le pendici di questa parte di crinale rendono la vegetazione particolarmente lussureggiante e rarissimi sono i punti non ricoperti dal fitto sottobosco. Scavalcato il Monte Castel Guerrino arriviamo al famoso Passo dell’Osteria Bruciata. Una leggenda, conosciuta in tutto l’alto Mugello, narra la storia di una malfamata osteria dove i viandanti erano attesi da una tristissima sorte. Nella notte infatti poteva capitare che i pellegrini fossero uccisi e serviti come carne per i clienti del giorno successivo. In effetti in varie guide è scritto che l’albergo fu incendiato perché con il tempo divenne sede di malfattori.

Tralasciando i racconti popolari sta di fatto che questo valico occupa una posizione strategica fondamentale tra la Toscana e l’Emilia e fu proprio quassù (per l’esattezza a Monte Altuzzo) che il 17 settembre 1944 le truppe alleate sfondarono la Linea Gotica costringendo i tedeschi a una veloce ritirata. È strano pensare che su queste pietre dell’Appennino, adesso ricoperte di verde e immerse nel silenzio, migliaia di ragazzi versarono il loro sangue pagando con la vita l’assurdità della guerra.

Riprendiamo la nostra fortunata passeggiata guadagnando con fatica la cima del monte Gazzaro (mt.1125) dove ci aspetta una grande croce e il libro di vetta. Lo splendido panorama ci permette di ammirare la valle del Mugello e la strada ancora da fare. Con il Cimitero Monumentale dei Tedeschi come punto di riferimento percorriamo gli ultimi chilometri sino a giungere al Passo della Futa. La bellezza del percorso odierno risulta essere in un certo senso tremenda quando, dopo aver visitato il sacrario del cimitero, scopriamo che solo tra le file dei tedeschi morirono in questi luoghi trentamila persone.  Stanchi e sporchi di fango abbiamo la forza di montare la tenda nell’unico campeggio nei pressi del Passo dove passeremo la notte.
Pensiero di viaggio

La Fatica
La fatica non è passata, è cambiata diventando gomma da masticare, compagna del respiro, la incontro sempre all’inizio di una ripida salita come una piccola sorella che vuol fare cavalluccio la porto in collo fin sulla cima, con affetto, la faccio scendere quando incontro il piano. Le gocce scendono dal viso bagnano gli occhi di sale. Ai passanti che incontro faccio un cenno di saluto, il fiato lo tengo tutto per me come un ricordo di famiglia. Alla fine un altro giorno è passato, la mattina e la sera unite dai miei passi.
&
Scopri questa zona turistica
Appennino
Neve e natura sono il binomio perfetto per descrivere una delle zone turistiche più amate della Toscana: l’Appennino e il celebre passo dell'Abetone, in assoluto la più nota stazione sciistica della Regione. ...
Scopri Appenninokeyboard_backspace