La Greta

In cammino lungo l'Appennino Tosco Emiliano, sesta tappa

Dalla Greta a Casaglia attraverso i boschi del Mugello: 25 km in 7 ore

L’odore di caffè sul fuoco mi regala un buon risveglio dalla Greta. Scendendo le scale di legno andiamo nella bella e unica terrazza che si affaccia su questa parte di valle dell’Acquacheta, dove una tavola con latte, miele e marmellata fatte in casa costituiscono il migliore inizio per una giornata di cammino.Con Jimmy e sua moglie, proprietari del casale, parliamo della loro volontà di vivere a contatto con la natura. Dei pannelli fotovoltaici per l’energia elettrica, l’allevamento di pecore e capre, due cavalli utilizzati per il trasporto della legna, la coltivazione dei campi e l’orto sotto casa, costituiscono il tentativo di rendere questo podere immerso nel bosco autonomo. Fino a poco tempo fa non esisteva neppure la strada bianca che porta fino qui e tutti i trasporti sia in estate che in inverno venivano fatti a piedi o con gli animali. Un posto tappa davvero particolare e più di questo, un vero e proprio stile di vita che potrà sicuramente essere apprezzato da chi, come noi, ama camminare sui monti.
Da Jimmy inoltre, scopriamo di trovarci a non più di un ora di cammino dalle famose cascate create dal fiume Acquacheta che ‘‘rimbomba la sovra San Benedetto de l’Alpe per cadere ad una scesa ove dovea per mille esser recetto’’ ( Dante Alighieri, Canto XVI dell’ Inferno ). La giornata è nuvolosa e il paese di Casaglia si trova in tutta altra direzione per cui decidiamo di non allungare ulteriormente il tragitto odierno. Prima di ripartire salutiamo con affetto gli amici incontrati che molto gentilmente ci chiedono se abbiamo bisogno ancora di qualcosa e ci danno suggerimenti su come tornare sul sentiero di crinale 00. Evitiamo infatti la strada sterrata fatta la sera precedente che ci riporterebbe al Passo di Val Capriglia e imbocchiamo il sentiero 411. Il cammino è abbastanza ripido ma in poco tempo ci permette di raggiungere il crinale evitando l’ancor più ripido Monte Peschiena. All’incrocio dei due sentieri notiamo un piccolo cartello di legno con scritto ‘ La Greta’, un luogo nascosto che ci siamo appena lasciati alle spalle ma che già comincia a mancare.
Con nuovi ricordi riprendiamo il percorso di crinale lasciato il giorno prima. Arrivati poco dopo al Giogo di Corella scendiamo a Porcellecchi, importante crocevia di sentieri che congiungono i due fondovalle del versante adriatico e di quello toscano. L’ambiente naturale è molto vario passando dai vasti e splendidi prati di alta quota ai rimboschimenti di faggi e di conifere, alle ceppaie, ai querceti, ai castagneti. Proseguendo per il Giogo di Villore ( mt. 1072 ), saliamo fino all’ Alpe di Vitigliano, dove troviamo un capanno aperto, detto ‘Baita del Faggino’. Tira un forte vento e la ‘baita’ creata come luogo di riparo per i viandanti svolge il suo dovere permettendoci di riposarci un attimo e mangiare qualcosa al caldo.
Per larghi prati giungiamo al poggio degli Allocchi da dove possiamo ammirare a destra la valle del Lamone e a sinistra tutto il Mugello. A questo punto lasciato il sentiero 00, prendiamo il tracciato che discende verso valle. Ancora quaranta minuti di cammino tra felci e sottobosco e finalmente arriviamo al paese di Casaglia. Gli abitanti di questo piccolo nucleo appenninico sono molto ospitali e gentili indicandoci un luogo dove poter montare la tenda. Il posto tappa segnato dalla stessa GEA è la ex scuola del Paese. Nel breve tempo trascorso a Casaglia riusciamo probabilmente a conoscere la maggior parte dei suoi abitanti e trascorrere una serata piacevole con qualche buon bicchiere di vino ovviamente offerto gentilmente.
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