Eremo di Casella

In cammino lungo l'Appennino Tosco-Emiliano, seconda tappa

Da Caprese Michelangelo a Chiusi della Verna, attraverso la valle solcata dal Tevere, percorrendo circa 22Km in 5,30 ore

La tappa ripercorre in parte vecchi itinerari francescani che da Caprese Michelangelo salivano all’Eremo di Casella e al Santuario della Verna.
Partendo dal paese natale di Michelangelo scendiamo un poco verso la frazione di Lama da dove comincia la graduale salita lungo le pendici dell’Alpe di Catenaia. Questo massiccio che si distende lungo la sponda destra del fiume Tevere separa la Valtiberina dal Casentino. Una giornata di sole accompagna i nostri passi e oltre al caldo facciamo un po’ di fatica ad imboccare il sentiero 20 A , coperto dai rovi, che iniziando dalla Chiesina del paese, attraversa alcune piane e va ad incontrare dopo poche centinaia di metri la strada asfaltata per Fragaiolo. L’incontro con diverse case abitate disposte lungo la via ci fa capire di essere arrivati nella piccola frazione aretina. La Chiesa segna nuovamente il punto di inizio della strada bianca che perdendosi in bellissimi boschi di castagni e querce porta al nascosto Eremo di Casella. Il percorso è di circa sei chilometri e copre un dislivello di 500 metri . Man mano che saliamo la vegetazione intorno comincia a cambiare e i castagni o ‘alberi del pane’ come qui ancora avvolte vengono chiamati, lasciano il posto a boschi di faggi, di abeti e pini. Il sentiero affronta in modo molto graduale le coste dell’Alpe di Catenaia e corre quasi in piano. Un lento e lungo cammino di ascesa immerso nella più viva natura forse è il modo migliore per raggiungere l’Eremo da cui secondo leggenda San Francesco, nel suo viaggio di ritorno ad Assisi, volle salutare per l’ultima volta l’amata rupe della Verna con queste parole: ‘Addio monte di Dio, monte Santo, addio monte Alvernia.’.
Dopo quasi un’ora e mezzo guadagniamo il crinale. Il piccolo e semplice Eremo, costruito con pietra di un bel grigio chiaro, è formato da una cappella dedicata al Santo e da un ricovero sempre aperto dove è possibile accendere il fuoco e farsi da mangiare, mentre l’acqua è reperibile da una sorgente che si trova qualche centinaio di metri prima sulla strada che proviene da Fragaiolo.
Da questa altezza (mt.1262) la vista, come un tempo quella del ‘poverello’, può spaziare nella vastità di paesaggi superbi: in lontananza la Verna , dalla parte opposta le sagome del Sasso di Simone, del Simoncello e tutta la catena dell’Alpe della Luna. Facciamo una lunga sosta nei bellissimi prati dominati da una croce di legno in fronte all’Eremo prima di ripartire verso il Paese di Chiusi. Il cammino è cambiato e adesso segue il sentiero di crinale che tagliando prati verdi d’alta quota corre lungo la dorsale dell’Alpe. La sacralità del percorso ci viene ricordata dalle croci che incontriamo durante il tragitto, come la Croce della Malcima e quella del Varco. Una volta superate comincia una più veloce discesa attraverso Poggio Assunzione, da cui è possibile avere un bello scorcio su Chiusi. Il sentiero dopo aver incrociato la strada asfaltata risale leggermente e attraverso campi coltivati permette di raggiungere il piccolo centro del paese dove una strana fontana della Campari colpisce la nostra attenzione ( La Campari durante gli anni cinquanta aveva fatto una originale campagna pubblicitaria costruendo in tutta Italia fontane). Sorto in connessione al santuario francescano come ricovero per i pellegrini, l’abitato del Paese mantiene una struttura medievale anche se molte delle case sono state ricostruite dopo la seconda guerra mondiale. A causa dei numerosi turisti che durante il corso di tutto l’anno vengono a visitare il convento di la Verna il complesso ricettivo del Paese è molto sviluppato e offre non solo diversi alberghi ma anche un campeggio. Siamo molto fortunati non solo perché capitiamo durante i festeggiamenti della sagra del tartufo che si svolge il 12 13 e 14 agosto ma anche perché troviamo ospitalità per la notte nella casa di Aldimiro e Pasquina, simpatici e caratteristici abitanti di questo piccolo centro appenninico
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