Garfagnana
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Garfagnana trekking: Argegna e Tea

Camminando fra sentieri sterrati e antichi eremi

Un itinerario che attraversa la natura incontaminata e la cultura della Garfagnana. Un oasi paradisiaca dell'Appennino toscano che tocca eremi, castelli e la Via Francigena.

Punto di partenza: Giuncugnano 806 m
Tempo di percorrenza: 6 h
Dislivello: 820 m
Massima altitudine: 1060 m
Comuni: Giuncugnano, Minucciano

Il piccolo e suggestivo Santuario della Madonna della Guardia di Colle Argegna richiama da oltre un secolo i pellegrinaggi dai tre versanti (Serchio, Magra e Secchia), mentre l’Ospizio di S. Nicolao sul valico di Tea ancor prima assisteva pellegrini e mercanti. Vi transitava infatti una variante della Via Francigena che dalla Lunigiana portava a Lucca attraverso la Garfagnana. Una storia secolare in un paesaggio dolce e quasi collinare, campi e pascoli ritagliati da decine di siepi, a cavallo tra le valli del Serchio e dell’Aulella.

Dalla strada provinciale dei Carpinelli una breve deviazione sale a Giuncugnano 806 m, piccolo borgo raccolto sul versante a meridione di un crinale tra affluenti del Serchio che scende dal vicino Colle Argegna. Superando il paese, poco dopo la strada giunge ad un crocicchio stradale sul crinale. Parcheggiando qui, imbocchiamo a sinistra il sentiero segnato in bianco-rosso ma senza numerazioni che sale verso SW. Superato un serbatoio dell’acquedotto continua a salita tra i rimboschimenti a conifere sempre seguendo i segnavia, fino a sbucare sulla strada asfaltata presso una fontanella. Si prosegue diritto verso il vicino Santuario di Monte Argegna (1015 mt).

Costruito a fine XIX sec. sui vasti pascoli del Monte Argegna in onore della Madonna della Guardia, venerata soprattutto in Liguria, vuole proteggere Lunigiana e Garfagnana, verso cui si apre la vista. Fu distrutto durante la seconda guerra mondiale, e ricostruito tenacemente com’era, in stupenda posizione dominante il golfo spezzino. Un rifugio escursionistico con trattoria accoglie i pellegrini presso il Santuario, mentre nei pressi sono sorti un ristorante e un campeggio.

Dal Santuario risaliamo il colle prativo verso N, superando la croce e la campana, e infine raggiungendo la strada asfaltata a 1032 m in un punto panoramico sulle vette appenniniche dall’Alpe di Mommio con il Gendarme al gruppo M. Prado-M. Vecchio, e più ad E sul gruppo M. Giovo-Rondinaio; alle spalle le Alpi Apuane con il M. Pisanino in primo piano. Seguendo la strada a sinistra si scende gradualmente dal colle in un viale di alti ontani, che compie un tornante e continua a scendere.

Poco dopo notiamo a sinistra un sentiero in salita con un cartello che indica i ruderi di S Nicolao: andiamo a vedere e in pochi minuti tra la boscaglia emergiamo in una radura sul crinale tra le valli del Serchio e dell’Aulella con gli scavi recenti dei basamenti medievali dell’hospitale di S. Nicolao, attivo durante l’era dei pellegrinaggi sulla Via Francigena, tra X e XIII sec, ristrutturato forse ad osteria privata tra i secc. XV e XVI, ma già diruto nel XVII sec. e ancora riportato in rudere su carte del ‘700. Poi l’oblio e la riscoperta da parte di studiosi lunigianesi come Augusto Ambrosi e le campagne di scavo negli anni ’90. Trovarono resti ceramici, sepolture, oggetti legati ai commerci, tutta una storia viva che oggi ci tocca solo immaginare dietro povere fondamenta tra i cerri. Infatti fu costruito proprio a fianco al valico di Tea, uno dei passaggi più frequentati in ogni epoca, fino al XIX sec. per collegare Lunigiana e Garfagnana, e alla lunga la pianura lombarda con Lucca e la Toscana. Ritrovamenti di origine romana fanno presupporre una importante strada di valico tra Lunigiana e Garfagnana già allora, per superare in un larga sella la costa di collegamento tra i più alti monti dell’Appennino a nord e della Alpi Apuane a sud. Gli scavi sono in procinto di proseguire nei prossimi anni.

Si può seguire poi una carraia recentemente aperta lungo il crinale verso NE, per raggiungere di nuovo la strada presso il vicino Valico di Tea 955 m, con cappella-ricovero.

Si imbocca la strada diritta, verso N, che sale leggermente, lasciando a destra la vecchia mulattiera per Ponteccio, interrotta da rovi. Divenuta sterrata aggira il M. Cucù (i toponimi appaiono strani, poi si scopre che la fiera di inizio aprile al sottostante borgo medievale di Casola si chiama proprio Fiera del Cucù…) e raggiunge di nuovo lungo il largo crinale a pascolo e siepi. Infine la strada trova un bivio dove lasciamo a sinistra una strada per Regnano in Lunigiana e voltiamo a destra. A pochi metri troviamo una fonte con panche e tabelloni (1060 m), di nuovo sul confine tra i comuni di Minucciano e Giuncugnano (e in antico tra la repubblica di Lucca e gli stati estensi).

Il toponimo Tea si estende a tutta la lunga sella percorsa finora, ma qui si innalzano le pendici boscose del M. Tondo, anch’esso fino al XIX sec. denominato Monte di Tea: infatti i segnavia del Garfagnana Trekking che lo risalgono si staccano a sinistra, mentre noi voltiamo a destra su una carraia non segnata che si snoda nel castagneto a valle della strada. Dopo pochi minuti ad un bivio manteniamo la carraia principale che scende a destra nel castagneto detto Pian di Seccia. Una discesa verso SE ci porta con un tornante verso il fondo della valletta del Fosso Grosso, e raggiungiamo infine un incrocio di carraie in località La Serra 831 m.

Scendendo a sinistra ci si porterebbe in 10’ al paese di Magliano, a destra all’agriturismo Gambrano (e da qui comunque a Giuncugnano su strada), mentre un sentiero segnato scende di fronte, piegando in discesa a destra per attraversare il Fosso di Felicaia, e risalire tra campi e siepi alquanto invadenti. Vi si arriva presso alcuni edifici agricoli 891 m. Sul bivio notiamo una Maestà a pilastrino con due immagini sacre in marmo, un S. Antonio e una Madonna di Montenero, A destra in pochi minuti raggiungiamo il crocicchio di partenza a monte di Giuncugnano.