Casentino

Foreste Sacre: da Castagno d'Andrea a Campigna

Una tappa nella natura e spiritualità del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

Ci troviamo nel cuore del Casentino, immersi tra i colori della natura, i profumi del bosco e le tradizioni artigianali (vedi l’arte del panno e del tessuto).

La magia del territorio si percepisce ancora di più nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, percorrendo gli itinerari più intimi e “spirituali” delle Foreste Sacre.

Il percorso di circa 100 chilometri si articola in sette tappe, da Lago di Ponte di Tredozio a La Verna, sette giorni in viaggio attraverso scenari silenziosi, con la possibilità di visitarne i luoghi più suggestivi: la valle dell'Acquacheta, il Monte Falterona, la Foresta di Campigna, la valle Santa, Camaldoli e La Verna.

Il primo tratto che interessa la Toscana inizia a Castagno d’Andrea, nel comune di San Godenzo (Firenze). Il Castagno d’Andrea è una delle località più suggestive dell’Appennino centro-settentrionale che ha dato i natali al grande pittore del Rinascimento Andrea del Castagno.

Oggi il paese vive soprattutto di turismo ambientale ma un’altra importante risorsa è anche quella del marrone, quello che per i nostri nonni era "il pane della montagna".

Dalla parte superiore dell'abitato di Castagno si sale nel bosco lungo il sentiero che taglia i numerosi tornanti della strada per la Fonte del Borbotto.
Dalla sorgente si continua a salire nella faggeta cosparsa di massi fino allo stagno della Gorga Nera, proseguendo poi oltre lo spartiacque fino ad una pista forestale che porta alla sorgentella di Capo d'Arno.

Il sentiero continua traversando il versante meridionale del Monte Falterona fra boschi e acquitrini fino al Lago degli Idoli, importantissimo sito archeologico che recenti lavori hanno riportato alle condizioni originarie di specchio d'acqua immerso nella foresta.


I pascoli di Montelleri conducono nuovamente sul crinale ai piedi della sommità del Monte Falterona, accessibile con una breve deviazione. Il cammino prosegue invece sulla cresta cosparsa di radure e di basse macchie di pino mugo fino alla cima del Monte Falco (1657 m), massima quota dell'Appennino tosco-romagnolo e straordinario balcone sul Casentino e sulla Romagna.

Dalla cima si scende lentamente, incontrando le antenne di un'installazione militare e poi i vasti prati della Burraia, ormai vicini al Passo della Calla. Da lì si scende verso il vicino rifugio CAI "Città di Forlì".