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Alba nel fosso Burlamacca
Photo ©Shutterstock / Giovanni Bertagna

Un itinerario per tutti per vivere appieno la natura

Escursione nel Parco Naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli

Trekking&Outdoor by Trekking&Outdoor

A una manciata di chilometri dal vociare dei turisti che visitano Pisa e la sua splendida Piazza dei Miracoli, c’è un’isola di natura che rimane silenziosa e lontana dalle modifiche dell’urbanizzazione. È il Parco Naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, un sito protetto che comprende aree umide, paludi, dune costiere e il grande lago di Massaciuccoli, un tempo antica laguna salmastra.

L’area del parco coincide a grandi linee con una pianura dunale formatasi nell’età del Bronzo, nel punto in cui il corso dell’Arno si getta nel Mar Tirreno. Il territorio del parco racchiude 16 Riserve naturali e 4 siti Natura 2000 di importanza comunitaria. Una particolarità del Parco di Migliarino sta nella sua collocazione geografica: rappresenta infatti una vera oasi di natura in un’area costiera densamente urbanizzata e industrializzata, regalando respiro a un tratto di costa che nelle vicinanze presenta un intenso sfruttamento balneare.

L’ente parco, fin dal 2003, è impegnato a offrire la possibilità a tutti di poter visitare i suoi ambienti più preziosi. Per questo motivo, sono stati disegnati alcuni itinerari allestiti con passatoie, passerelle, scivoli in legno e speciali strutture per stimolare la vista e l’udito, in modo da consentire anche alle persone con disabilità motoria e sensoriale di poter vivere questo angolo di Toscana.  

La tenuta di San Rossore rappresenta l’ambiente più rilevante del parco: stretta dall’abbraccio del Serchio a Nord e dell’Arno a sud, nasconde fitte pinete e boschi di caducifoglie derivanti dalle foreste originarie. Gli itinerari accessibili della tenuta si sviluppano lungo le dune e i tomboli, le lame e i boschi che nascondono fauna e flora ricchissime.

PRIMA TAPPA
Il percorso “Sabrina Bulleri”
Il canale di San Rossore
Il canale di San Rossore - Credit: Shutterstock / Sergiy Palamarchuk

Partendo dalla Tenuta di San Rossore imbocchiamo Viale del Gombo per la prima tappa del nostro percorso. L’Ente Parco ha realizzato un itinerario che racchiude i diversi ambienti del parco, dai boschi di specie igrofile a quello tipico delle dune. Lungo il tragitto si notano rilievi dunali e aree depresse come la Buca delle Ghiande, ed è ideale per immergersi nella ricchezza di biodiversità del parco. Al contempo, è un ottimo punto d’osservazione sull’evoluzione storica dell’area, per osservare ad esempio, la dinamica della formazione delle dune. Il percorso è attrezzato con due strutture per le persone con disabilità sensoriale, che consentono di ascoltare i rumori nascosti tra i rami alti degli alberi, non udibili a terra, e i colori della natura, giocando con la percezione visiva. Seguendo il sentiero tracciato da piccole grate, si arriva nei pressi di un capanno affacciato sulla Riserva Naturale del Paduletto. Questo è un ottimo punto d’osservazione per l’avifauna – in particolare composta da anatidi – che nidificano in zona.

SECONDA TAPPA
Le Lame di Fuori
Coppia di daini nel Parco di San Rossore
Coppia di daini nel Parco di San Rossore - Credit: Shutterstock / Marco Taliani de Marchio

Una volta ritornati sul Viale del Gombo, si prosegue verso il mare lungo l’ampio vialone contornato dai pini marittimi. Superando Via dei Pini si incontra, sulla sinistra, uno sterrato che conduce alle Lame di Fuori. Questa località rappresenta un’area umida di circa 620 ettari molto importante per la sosta degli uccelli migratori. La vegetazione si fa più rada e compaiono degli stagni retrodunali, sulle cui sponde si possono osservare germani reali, alzavole, cormorani e aironi cenerini. Con un po’ di fortuna, sarà altresì possibile vedere brucare indisturbati gli splendidi daini che abitano il territorio del parco. Seguendo lo sterrato si costeggia la spiaggia del Gombo, caratterizzata dalla foresta pietrificata, una curiosa distesa di tronchi che si affacciano sul mare. Una volta raggiunte le Lame si torna su via del Gombo percorrendo il sentiero a ritroso e, da lì, si prosegue prima verso il mare, poi prendendo a destra per Viale Bicchi. Si cammina quindi verso nord lungo la costa e si supera successivamente il fiume Morto Nuovo in prossimità di un ponticello.

TERZA TAPPA
Il Sentiero del Fratino
Germani reali sul Lago di Massaciuccoli
Germani reali sul Lago di Massaciuccoli - Credit: Shutterstock / Valentino Nobile

Raggiungiamo la località Torre Riccardi, per la terza e ultima tappa: il Sentiero del Fratino, un itinerario breve, di soli 350 metri, che si distacca dal Fortino Nuovo e conduce fin sulla spiaggia. Inaugurato nel 2015, il percorso prende il nome dal piccolo uccello che trova abitualmente rifugio nell’arenile di San Rossore. Ideato anch’esso per le persone con disabilità motoria, è attrezzato con passerelle in legno da cui si possono ammirare le risorse naturali della zona senza il rischio di danneggiare il fragile ecosistema dunale. Dal punto di partenza, si attraversa un’area boschiva a pineta e si procede poi nella macchina mediterranea. Dopo sono le dune costiere, alte un paio di metri, infine si riscende sull’arenile. Lungo il percorso si individuano pannelli didattici e punti d’osservazione, da cui con un po’ di fortuna, si potranno notare le piccole uova che l’uccello depone direttamente sulla spiaggia. Una volta raggiunta la spiaggia si fa ritorno lungo il sentiero del Fratino fino a imboccare Viale Bicchi sulla sinistra. Oltrepassato il ponte sul fiume Morto Vecchio si prende una sterrata a destra, che conduce verso Torre Ricciardi. Qui imbocchiamo il bel viale alberato che passa in località Piaggeta e riporta verso il Centro Visite del Parco.

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Famiglie e bambini