passo della Futa

Dal Passo della Futa alla Piana degli Ossi: cammino dei Legionari

Alla scoperta dell'antica Flaminia Militare

Questo facile percorso permette di scoprire uno dei tratti più affascinanti della Flaminia militare, l'antica strada romana fatta costruire nel 187 a.C. dal console Caio Flaminio. Il tratto qui proposto è sicuramente il più ricco di tracce riconducibili a questa antichissima strada, meritando così di essere conosciuto. Il tutto immerso in bellissimi boschi di faggio.

Dal Passo della Futa si lascia la strada statale numero 65 per prendere a sinistra la strada provinciale che porta a Bruscoli che percorreremo per 400 metri (quella strada che costeggia il parcheggio del cimitero dei tedeschi), dove sulla destra apparirano ben visibili i segnali:
Cai, Bo-Fi, Soft.
Qui inizia il sentiero Cai n° 019 che prenderemo come riferimento su tutti gli altri e lo seguiremo per tutto l' intero itinerario.
Si prosegue seguendo i segnavia Cai n°019 per ampio bosco salendo dolcemente, a circa due chilometri si incontrano i primi lastricati romani della "Via Flaminia".
Si prosegue sempre a diritto in salita costeggiando gli antichi selciati, immersi in una bellissima faggieta, fino a trovarsi in prossimità della cima di Poggio Castelluccio (l' effettiva cima di questo poggio rimane fuori dal sentiero).
Dopo circa 800 metri in un'ampia radura circondata dal bosco, sulla nostra sinistra appare una conca di un basso laghetto (d'estate appare erboso, secco o appena acquitrinoso), del quale alcuni studi hanno riscontrato che si tratta di un bacino semi-artificiale che serviva come riserva d'acqua per gli eserciti romani che qui sostavano .
Si ricomincia a salire, il sentiero curva verso destra, raggiungiamo la cima boscosa del Poggiaccio (segnalato anche da un
cartello in loco), punto più alto di tutto il percorso.
Dalla cima del Poggiaccio, il sentiero scende, fino ad arrivare dopo circa km 2 attraverso i prati delle Banditacce, in località "Passeggere" (antico crocivia di importanti vie di comunicazione).

Il sentiero circonda un lago artificiale protetto da una rete metallica, svolta poi bruscamente a sinistra in lieve discesa in direzione del bosco.
Seguendo sempre i segnavia Cai  n° 019, si giunge dopo un'altro chilometro circa in una radura chiamata Piana degli Ossi, luogo solitario e facilmente riconoscibile,dove si trovano i resti di antiche fornaci, dove gli antichi romani vi fabbricavano la calce.
Di questi forni uno in particolare è stato riportato alla luce ed è coperto da una impalancatura in legno, ne resta ben visibile la bocca del forno stesso.
Il nome Piana degli Ossi, deriva dal fatto che in epoca medioevale la credenza popolare attribuiva i resti di calce sparsi in quei luoghi ad ossa umane.
Qui dopo una meritevole sosta, si torna indietro ripercorrendo il medesimo itinerario al contrario.

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