Passo della Cisa

Da Pontremoli a Villafranca sulla via della fede

Il primo tratto della Francigena in Lunigiana

La Lunigiana, terra ricca di storia e tradizioni, è attraversata da numerosi itinerari “spirituali”, primo fra tutti quello più conosciuto della Via Francigena. Nella nostra regione, la prima tappa inizia proprio da Pontremoli, definita nel medioevo "Porta della Toscana", per poi terminare ad Aulla: 33 km di percorso lungo strade sterrate, sentieri e camminate nel bosco.

Ma vediamo più nel dettaglio il tragitto da Pontremoli a Villafranca

Il nostro itinerario parte quindi dalla cosiddetta “città dei campanili”, nonché la XXXI tappa di Sigerico. Il centro si è subito sviluppato in modo da poter accogliere viandanti e pellegrini, dominato dal possente Castello del Piagnaro, costruito intorno al X secolo proprio con l’intento di proteggere e difendere i abitanti. Oggi il Castello ospita il Museo delle Statue Lunigianesi, delle misteriose sculture in pietra che rappresentano la più antica testimonianza della presenza umana sul territorio.

Pontremoli è stata per molto tempo una città autonoma anche per quanto riguarda la Diocesi: infatti ancora oggi vanta numerosi edifici ecclesiastici, come il Convento dei Cappuccini (che oggi offre accoglienza e ospitalità anche ai pellegrini della Via Francigena, della Via degli Abati e della Via del Volto Santo), il Museo Diocesano, l’oratorio della Madonna del Ponte, la chiesetta di S. Cristina, la chiesa di San Giacomo d’Altopascio e, infine, la concattedrale di Santa Maria del Popolo ovvero il Duomo della città.

Nella piazza centrale, dove si affaccia anche il Comune di Pontremoli, si trova un caposaldo della tradizione gastronomica toscana: l’Antica Pasticceria degli Svizzeri. Fondata nella seconda metà dell’Ottocento, l’azienda propone ancora dolci e leccornie preparate seguendo i ricettari originali. Una delle specialità che hanno reso celebre la pasticceria è senza alcun ombra di dubbio la spongata.

Sempre a Pontremoli è possibile acquistare il “quaderno del pellegrino”, realizzato in cuoio e utile per lasciare una traccia dei propri pensieri e sensazioni lungo il cammino.

Si procede a piedi seguendo l’apposita segnaletica; superati Ponticello – piccolo borgo medievale risalente al XIV secolo - e l’elegante Pieve di Sorano – costruita con pietre “povere”, provenienti dal fiume Magra, uno dei migliori esempi di arte romanica della Lunigiana -, ci si introduce appieno nell’atmosfera della Francigena e si arriva a Filattiera.

Oltre ad essere stato un punto essenziale per il ricovero dei pellegrini, qui sorge anche il maestoso Castello dei Malaspina, storica residenza di Opizzino.

Il percorso attraversa poi la valle del torrente Monia e la zona di Filetto, un borgo che da sempre è associato al mistero a causa delle numerose stele ritrovate nella selva.

Si giunge infine a Villafranca, una “Libera Villa” come ricordano gli scritti di Filippo Auguro re di Francia, proprio perché esente da dazi e tributi. Territorio ricco in cui prosperavano scambi e commerci, l’antico borgo era ideale per accogliere e dar riparo ai pellegrini. Oggi è possibile visitare anche il Museo Etnografico della Lunigiana: un’esposizione che consente di scoprire la cultura contadina delle generazioni antiche.

Cosa Mangiare:

Dopo una giornata di sudore e fatica, il pellegrino ha anche la necessità di trovare ristoro e serenità per recuperare energie. La Lunigiana è una delle mete più interessanti per quanto riguarda la tradizione culinaria: gli ingredienti utilizzati sono quelli tipici della cucina povera che, tuttavia, riempiono di gusto anche i piatti più semplici.
Testaroli, gnocchi, spalla cotta, torte di erbe e funghi ripieni: sono solo alcune delle prelibatezze “salate” che compongono il menù. Unici anche i dessert, a cominciare dagli Amor alla crema, per poi finire alla Spongata. Da non dimenticare infine il vino locale e l’eccellente miele della Lunigiana DOP.