Amiata, la montagna delle Castagne

Itinerario alla ricerca dei sapori antichi

Il Monte Amiata si staglia imponente all'orizzonte e sembra non svelare immediatamente quanto di buono (oltre che di bello) è in grado di offrire ai viaggiatori. Questo imponente massiccio alto oltre 1700 mslm un tempo era un vulcano impetuoso. Oggi è invece una mite formazione montuosa, innevata d'inverno e fresca d'estate che con la sua mole protegge, abbracciandola, la vicina Val d'Orcia. Ma il suo fascino non si ferma solo a questo ruolo di "paladino" della vicina Val d'Orcia.
 

L'Amiata è infatti una montagna magica che vale la pena visitare, se si è alla ricerca di sapori antichi, anche per i suoi funghi, i suoi extravergine e le sue ricette modeste ma molto saporite. Soprattutto, però, l'Amiata gourmet significa Castagna, il dono più prezioso di questi boschi. Da unica salvezza contro la brutalità della fame, sino a protagonista delle ricette eleganti di grandi chef, la Castagna dell'Amiata si trova a proprio agio in tutti i contesti. Oggi, protetta dal marchio Igp (Indicazione geografica protetta), essa si cela dentro il proprio acuminato riccio e, come il più classico dei tesori, richiede determinazione e coraggio per essere conquistata. Ma una volta fuori dal guscio, regala dolcezza infinita, assieme a teneri ricordi di tempi passati. Non mancate di assaggiarla in una delle sua molte preparazioni. È infatti ottima sia bollita che come "caldarrosta", si esalta se seccata e ridotta in farina, pronta per trasformarsi in frittelle, castagnaccio e torte sublimi.


Partenza: ore 9.00, Radicofani. Al fianco dei tesori alimentari, nell'Amiata troverete anche tesori artistici rinascimentali. Nel versante senese della montagna amiatina, nel borgo di Radicofani, chi volesse avere un'idea assai ampia della produzione di opere in terracotta invetriata della famiglia dei Della Robbia troverebbe quasi un'antologia di quei manufatti, testimonianze tre le più compiute della statuaria rinascimentale. Nella chiesa romanica di San Pietro è conservata una parte cospicua di quella produzione una Madonna col Bambino di Andrea della Robbia e, della sua bottega, una grande pala d'altare raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Antonio Abate e Giobbe; la composizione dell'altare maggiore Crocifissione con la Maddalena dolente attribuita a Benedetto Buglioni (1490-95); e un'altra grande raffigurazione, sempre della bottega di Andrea, la Madonna col Bambino e i santi Michele Arcangelo e Caterina d'Alessandria. Nella quasi prospiciente Chiesa di Sant'Agata, la pala dell'altare maggiore costituisce uno dei capolavori delle ceramiche robbiane: la Madonna col Bambino e i santi Francesco, Elisabetta d'Ungheria, Cristina di Bolsena (o Orsola), Lorenzo, elaborata da Andrea intorno al 1500. (durata visita: 3 ore)

Da Radicofani potete avventurarvi su per le pendici della Montagna, sino a Piancastagnaio. (arrivo ore 13.00) Qui troverete uno dei cicli pittorici più rilevanti del territorio amiatino è certo quello eseguito nel 1468 dal pittore orvietano Nanni di Pietro, per la chiesa della Madonna delle Grazi e a Piancastagnaio; nelle figurazioni si avvertono gli influssi della cultura figurativa senese per i molteplici contatti che l'artista, collaboratore di Matteo di Giovanni e attento alle novità elaborate dal Vecchietta, ebbe modo di intessere col capoluogo. (durata visita: 2 ore e mezzo, compreso il pranzo)
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