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Itinerario sul Monte Amiata tra arte e castagne

Un viaggio in montagna alla ricerca dei sapori antichi

Il Monte Amiata si staglia imponente all'orizzonte e sembra non svelare immediatamente quanto di buono (oltre che di bello) è in grado di offrire ai viaggiatori. Questo imponente massiccio alto oltre 1700 metri, un tempo, era un vulcano impetuoso. Oggi è invece una mite formazione montuosa, innevata d'inverno e fresca d'estate che con la sua mole protegge, abbracciandola, la vicina Val d'Orcia.
 
Quello che vi proponiamo è un itinerario che potete percorrere in un giorno, alla scoperta dei tesori artistici e dei sapori del territorio, da Radicofani a Piancastagnaio.
PRIMA TAPPA
I tesori di Radicofani
Radicofani - Credit: Visit Tuscany

Si può partire in mattinata da Radicofani. Al fianco dei tesori alimentari, nell'Amiata troverete anche tesori artistici rinascimentali. Nel versante senese della montagna amiatina, nel borgo di Radicofani, ci si può immergere nella produzione di opere in terracotta invetriata della famiglia dei Della Robbia.

Nella chiesa romanica di San Pietro è conservata una parte cospicua di quella produzione, una Madonna col Bambino di Andrea della Robbia e, della sua bottega, una grande pala d'altare raffigurante la Madonna col Bambino e i Santi Antonio Abate e Giobbe; la composizione dell'altare maggiore Crocifissione con la Maddalena dolente attribuita a Benedetto Buglioni (1490-95); e un'altra grande raffigurazione, sempre della bottega di Andrea, la Madonna col Bambino e i santi Michele Arcangelo e Caterina d'Alessandria.

Nella Chiesa di Sant'Agata, la pala dell'altare maggiore costituisce uno dei capolavori delle ceramiche robbiane: la Madonna col Bambino e i santi Francesco, Elisabetta d'Ungheria, Cristina di Bolsena (o Orsola), Lorenzo, elaborata da Andrea intorno al 1500. 

SECONDA TAPPA
L'arte di Piancastagnaio
Il centro storico di Piancastagnaio

Da Radicofani potete avventurarvi su per le pendici della montagna, sino a Piancastagnaio. Qui, troverete uno dei cicli pittorici più rilevanti del territorio amiatino, eseguito nel 1468 dal pittore orvietano Nanni di Pietro, per la chiesa della Madonna delle Grazie. 

Nella stessa zona, si può godere di un ottimo pranzo. L'Amiata infatti è una montagna magica anche per i sapori antichi, per i suoi funghi, i suoi extravergine e le sue ricette modeste ma molto saporite. Soprattutto, però, l'Amiata gourmet significa castagna, il dono più prezioso di questi boschi. Da unica salvezza contro la brutalità della fame, sino a protagonista delle ricette eleganti di grandi chef, la castagna dell'Amiata si trova a proprio agio in tutti i contesti. Protetta dal marchio Igp, la si può gustare in molte varianti. È infatti ottima sia bollita che come "caldarrosta", si esalta se seccata e ridotta in farina, pronta per trasformarsi in frittelle, castagnaccio e torte sublimi.

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