A cavallo lungo la Costa degli Etruschi

Itinerari insoliti tra il mare e la campagna

Si parte dal Cisternino in località Pian di Rota, proprio di fronte alla cisterna dell'acqua riprogettata e realizzata dall'architetto Poccianti nel 1827. L'edificio neoclassico è stato utilizzato come cisterna e filtro dell'acqua condotta dall'Acquedotto Leopoldino di Colognole fino al centro città, precisamente in Piazza Guerrazzi dove si trova l'altro Cisternino, ultima cisterna che doveva alimentare 27 fontane cittadine. 

Punto di partenza: 
Località Cisternino (Pian di Rota, Porta del Parco dei Monti Livornesi)
Punto di arrivo: Valle Benedetta
Tempo di percorrenza. 3-4 ore
Distanza: 16 km circa
Tipo di strada: strada sterrata con un tratto di sentiero.

L' Ippovia inizia imboccando il viale delimitato da pini domestici che si sviluppa seguendo la traccia dell'Acquedotto Leopoldino, importante opera idraulica di circa 18 km progettata dagli ingegneri Salvetti e Poccianti (1794 - 1824). Alla fine del viale si attraversa una strada asfaltata imboccando un sentiero immerso nella macchia, parallelo all'acquedotto stesso, per circa 4 km. Lungo il sentiero sono visibili un primo tratto di arcate dell'acquedotto e, successivamente, una serie di pozzi di ispezione. Ci si allontana dall'acquedotto e il sentiero continua per circa 500 metri fino al guado di un torrente per immettersi poi in una carrareccia: in leggera salita circondati dalla macchia mediterranea si giunge in prossimità del campo di tiro a segno, nelle vicinanze in una grande cava. Dopo circa 1 ora e mezzo di passeggiata si apre la prima grande veduta panoramica verso la città di Livorno, la costa e le isole dell'Arcipelago Toscano.

Si aggira lateralmente una sbarra per proseguire in lieve pendenza fino a un evidente incrocio dove si scende leggermente fino ad incontrare Villa Cristina, già sede del Corpo Forestale dello Stato e recentemente ristrutturata. Si prosegue fino al cartello che indica l'Eremo della Sambuca. La deviazione richiede circa 15 minuti ed è consigliata anche per osservare le "ghiacciaie", i pozzi dove, fino ai primi del '900, veniva conservato il ghiaccio. L'Eremo è circondato da un bosco mesofilo e fu eretto intorno alla fine del XII secoli dai padri agostiniani che scelsero questo luogo per la sua tranquillità. Tornati sull'Ippovia la strada procede ininterrotta senza difficoltà di orientamento fino alla Valle Benedetta. Lungo questo tratto si incontrano significativi punti panoramici verso la costa. La chiesa di Valle Benedetta dedicata ai Santi Cosma e Damiano conserva un organo ligneo di pregevole fattura e risale al XVI secolo quando era la cappella della grande fattoria di Nugola.

Possibile deviazione
La prima parte dell'Ippovia consente l'effettuazione di un anello giornaliero con partenza e arrivo dalla località Cisternino presso il Pian di Rota. Lasciandosi alle spalle la struttura ottocentesca dell'acquedotto e dirigendosi verso la città (senso opposto all'Ippovia con viale alberato) si costeggia inizialmente la struttura con gli archi dell'acquedotto leopoldino fino alla fine su strada inghiaiata per poi imboccare a sinistra, nei pressi di un "bottintondo" (pozzo d'ispezione), una vecchia via asfaltata in dismissione percorrendola tutta e passando nei pressi di due circoli ippici (Associazione Ippica Limone a sinistra, Associazione Ippica Livornese a destra). 

Si prosegue fino a un grande incrocio dove si prende a sinistra seguendo il viale alberato con pini fino a guadare (in alternativa si oltrepassa un ponte in legno) il Rio Puzzolente e proseguendo a destra lungo la via comunemente chiamata "degli orti", fino a guadare nuovamente il torrente. Poco dopo si lascia la carrareccia e, aggirata una sbarra, si continua sul sentiero che entra nel bosco caratterizzato da una imponente lecceta. Inizia così il tratto in salita che prosegue immerso nella macchia fino al "crocione" dove si incontra l'Ippovia. L'anello si chiude girando a sinistra lungo la carrareccia fino al Cisternino.

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