Parchi Val di Cornia

Un giro tra i sentieri dei parchi naturali della Val di Cornia

Boschi, querce secolari e oasi di verde

Lungo la costa toscana di Piombino e San Vincenzo, si scorgono sentieri naturalistici e parchi meravigliosi di cui scrisse anche il celebre Cesare Pavese.

Il parco della Sterpaia ospita alcune splendide querce secolari, è una delle rare foreste umide italiane che ancora conserva la sua tipicità di antico paesaggio litoraneo della Maremma. Vicino al parco della Sterpaia è presente l’oasi naturalistica di Orti-Bottagone, gestita dal Wwf, dove sostano, svernano e nidificano una grande quantità di uccelli migratori.

Restando sempre nel Comune di Piombino, il suo promontorio ospita il parco di Punta Falcone, custode di tutta una serie di varietà di piante e fiori tipici del Mediterraneo. Qui tra l’altro vivono anche colonie di gabbiani e cormorani, abitanti di alcune riservette antiaeree risalenti alla seconda guerra mondiale. Per gli amanti del trekking, da qui ci si può muovere verso Baratti, attraversando un percorso naturalistico che tocca suggestive località marine: Spiaggia Lunga (segnalata da anni dalla Guida Blu di Legambiente), Cala San Quirico, Buca delle Fate, ed il golfo di Baratti, dove la natura ha sposato l’archeologia.

Andando via da Piombino, ma rimanendo sempre sul mare, ci accoglie il parco costiero di Rimigliano, a San Vincenzo, dove la vegetazione mediterranea per chilometri, la fa da padrone. Qui si possono incontrare numerosi lecci e pini domestici caratterizzati dalla suggestiva chioma ad ombrello.

Se ci sposta verso l’interno, da visitare è il parco archeo-minerario di San Silvestro, dove si possono visitare gallerie minerarie e tutta una serie di percorsi che permettono di ricostruire la vita degli antichi minatori, grazie ai quali si sono sviluppati i diversi Comuni della Val di Cornia.

Da non perdere, è una visita all’interno del parco interprovinciale di Montioni, che ha un’estensione complessiva di circa 7mila ettari. Da sempre il parco (costellato di boschi di leccio e cave d’allume) ospita daini, cinghiali ed altri ungulati allo stato libero.

Procedendo ancora verso l’interno, si arriva a Sassetta, dove si trova la caratteristica “via del carbone”, un omaggio ai vecchi carbonai, che del bosco avevano fatto la loro ragione di vita. Qui, il primo maggio di ogni anno, grazie ad una manifestazione pubblica, si può assistere alle varie fasi della lavorazione del carbone: dal trasporto della legna con i muli alla preparazione delle carbonaie, dalla “cottura” della legna nelle carbonaie alla spettacolare estrazione del carbone, ed al carico di questo sui muli.

La visita si può estendere all’interno del parco forestale di Poggio Neri, dominato da lecci e castagni, regno ideale di chi ama le attività all'aria aperta. Lungo i sentieri, sono stati predisposti percorsi di trekking, adeguatamente segnalati, percorribili a piedi, a cavallo o in mountain-bike. Qui si può sostare presso i punti attrezzati e ci si può dissetare alle vecchie sorgenti recuperate e ripercorrere le difficili condizioni di vita dei carbonai.