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Stia – Castel San Niccolò: il Casentino, il suo panno arancio e la pietra serena

Boschi, pievi romaniche e sapore di cose antiche

La storia di Stia e del Casentino più in generale si muove tra i fili del famoso panno casentino, il sapore dolce delle castagne e la dura consistenza della pietra serena: materie prime che hanno disegnato il profilo di una terra difficile, dei suoi pastori e di tradizioni lontane da città e grandi centri abitati.

 

La vita intesa nella sua genuinità è il punto di forza degli artigiani locali. Nei loro prodotti non c'è eccesso, esigenza di prevaricare l'antico con formule artistiche moderne: al contrario c'è la volontà di preservare ciò che altrove è sfumato.

 

Sono loro le guide più autentiche e attendibili lungo le vie che conducono a Romena, nei boschi di castagni, attraverso i castelli e i ruderi sepolti dalla vegetazione, fino ad giungere al santuario della Verna e alle loro botteghe.

 

Massima essenzialità e compostezza di gesti, costumi e manufatti: tutto rispecchia l'essenza di una terra misteriosa, percorsa da santi, lupi, personaggi straordinari e oggetti di altissima qualità, mai banali o privi di personalità. Di cosa si tratta ve lo raccontiamo qui

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Casentino
Terra di boschi e monumenti della fede, di silenzi profondi e di rivoluzioni dell’anima, il Casentino parla il linguaggio della meditazione e del raccoglimento. Qui vincono i colori e dominano le atmosfere spirituali della foresta. ...
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