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Roccatederighi
Photo ©Rossano Campinoti

Seguendo le tracce della trachite in Maremma

Un viaggio per scoprire i borghi di Roccastrada e Roccatederighi

Un viaggio alla scoperta dei borghi dell'alta Maremma, affascinanti per la loro posizione geografica ed anche per i suoi edifici; costruzioni in trachite, pietra di origine vulcanica, usata sia per l'edificazione di esterni ma anche per l'arredamento interni. 

L'utilizzo di questa pietra, peculiarità di queste zone, con i suoi colori e la sua conformazione geomorfologica rende tutti gli edifici più eleganti da un punto di vista estetico e architettonico e per questo caratterizzati da uno stile unico. 

La trachite è adoperata per la costruzione di strutture difensive come cinte murarie, castelli come per esempio la fortezza di Sassofortino e di Roccastrada, per abbellire il centro storico nel caso di Roccatederighi, per edifici in cui si svolgono funzioni lavorative come il mulino e la ferriera di Torniella. Si tratta di un patrimonio architettonico, artistico e naturalistico di grande valore che si offre agli occhi del visitatore con tutta la sua bellezza, testimoniando il ruolo che queste costruzioni hanno avuto nel corso dei secoli.

Roccastrada
Roccastrada
Roccastrada

Il borgo di Roccastrada presenta ancora oggi le originarie conformazioni degli edifici, in particolare, nella maggior parte delle strutture, si nota la trachite, come materiale utilizzato per l'edificazione.

Entrati dalla Porta nella piazzetta dell’Incrociata, si vedono nell’edificio posto sul lato destro, due portali in trachite di grandi dimensioni e fattura moderna. 

All’angolo tra via IV Novembre ed il vicolo della Salita, in occasione dell’edificazione di una nuova scala di accesso all’edificio, sono stati inseriti nella muratura con paramento irregolare composto da pietre e mattoni, due elementi in trachite di color marrone chiaro con inclusi di quarzo di grandi dimensioni, finemente scolpiti con motivi geometrici.

Roccatederighi
Roccatederighi
Roccatederighi

Anche nella frazione di Roccatederighi non mancano le testimonianze in trachite. Al termine di via del Tufolino, si apre il fronte di un edificio con copertura a doppio spiovente e portale con arco a tutto sesto, impostato su mensole aggettanti elegantemente scolpite con un motivo vegetale stilizzato. Il cuneo di chiave reca incisa la data 1466 ed alcune altre incisioni, e le caratteristiche architettoniche confermerebbero una collocazione all’interno di un orizzonte cronologico così tardo, tuttavia potrebbe trattarsi anche di un elemento reinserito in seguito, considerato il colore più chiaro rispetto agli altri, così come di un altro degli elementi dell’arco. Gli stipiti sono costituiti da lunghi conci ben squadrati in un unico blocco di trachite.

La trachite fu impiegata secondo un uso di tipo selettivo, in quanto soltanto gli elementi architettonici di un certo pregio e la porzione basamentale dei muri perimetrali dell’edificio furono realizzati con pietra vulcanica, mentre le restanti porzioni di paramenti murari furono realizzate con un’apparecchiatura muraria disordinata composta da bozze di un calcare compatto tipo galestro, corrispondente alla pietra locale.

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Arte e Cultura