Prato lungo la Via Roma

Le interessanti testimonianze architettonico-religiose della strada che congiunge la città laniera con il Montalbano

La prima testimonianza architettonica che troviamo lungo Via Roma è il Santuario della Madonna del Soccorso all’angolo del Ceppo nella zona di Gello, fuori Porta S. Trinita. Come altre chiese toscane anche questo Santuario venne eretto per dare riparo ad un tabernacolo che aveva dato origine ad un fatto prodigioso.

La tradizione vuole che il 6 novembre del 1570 una pastorella, sorpresa da una forte bufera, trovasse rifugio presso questa edicola, che recava un’immagine della Madonna che allatta il bambino. I fossati cominciarono a straripare e la campagna rischiava di rimanere alluvionata. La bambina cominciò a pregare, rivolgendosi alla sacra immagine e le acque, nonostante fossero alte risparmiarono lei e il suo gregge.

Questo evento fu seguito da altri fatti prodigiosi che convinsero le autorità religiose di Prato a costruire un Santuario suburbano, che venne realizzato su disegno dell’architetto Alfonso di Santi Parigi, tra il 1575 e il 1585. Il 25 aprile del 1578, con una cerimonia solenne, il tabernacolo miracoloso venne traslato all’interno della chiesa. Santi di Tito, discepolo del Bronzino, fu incaricato di dipingere la tavola dei sette doni dello Spirito Santo che avrebbe racchiuso l’edicola della Madonna. L’accogliente porticato che circonda l’edificio venne pensato per offrire un riparo ai numerosi pellegrini che si recavano periodicamente a visitare la chiesa: nella prima domenica di maggio, si svolge ancora oggi la festa dell'offerta dell'olio per le lampade votive, ricorrenza che vede coinvolta la comunità di Santa Lucia.
Santa Maria del Soccorso, Prato

Dopo essersi lasciati alle spalle il monumentale Ospedale cittadino iniziato nel 1932 su progetto di Brunetto Chiaramonti si arriva all’area dell’Ippodromo di Prato, una struttura nata nel 1926 e trasformata e arricchita dopo la guerra. Si tratta di un’area verde molto ampia dove sorgono le piscine comunali, i campi da tennis, i campi da calcio e i galoppatoi. L’ippodromo ospita nei mesi estivi anche molte manifestazioni cittadine e di quartiere, tra cui le tradizionali feste dell’Unità e i concerti.

Proseguendo lungo via Roma si possono ammirare molte ville signorili che risalgono al XVIII e al XIX secolo tra le quali spiccano la Villa Cipriani e la Villa Inghirami vicino alla zona del Depuratore di Baciacavallo. Il paesaggio cambia sensibilmente lasciando spazio alla campagna e alle prime propaggini delle Cascine di tavola, una vasta tenuta agricola voluta da Lorenzo il Magnifico, che si sviluppa tra il territorio del comune di Prato e quello di Poggio a Caiano. In questa zona e più precisamente in via del Palasaccio, che si ricollega alla via di Castelnuovo – parallela di Via Roma - si trova un interessante edificio dotato di mulino, risalente alla seconda metà del Quattrocento. Vicino al mulino sorge un piccolo oratorio seicentesco, con facciata a capanna e tetto di legno, che sostituì una chiesetta ora inglobata nella colonica.

L’abitato più importante di questa zona è l’antico borgo di Castelnuovo, nato nel XIII secolo come presidio pratese nella zona confinante con Firenze e Pistoia. Il castello aveva una pianta quadrangolare, ed era dotato di due porte che risultavano ancora presenti alla fine del Settecento. Durante la Seconda Guerra Mondiale le truppe tedesche minarono e distrussero l’accesso nord di cui rimangono solo i conci in alberese, mentre la porta più a sud era già stata demolita nel corso dell’Ottocento.

Nell’abitato di questo antico borgo fortificato, si trova la chiesa di S. Giorgio, che ha un’interessante facciata di gusto Settecentesco. Alla chiesa è affiancato l’oratorio della compagnia della Natività di Maria. Pur non discostandosi dai canoni delle chiesette disperse nella campagna ai piedi del Montalbano, la chiesa di San Giorgio si distingue per la bellissima tela attribuita la fiorentino Cosimo Lotti, che ritrae una suggestiva Natività di Maria. La zona intorno a Castelnuovo è disseminata di coloniche, mulini, fienili ed altri edifici rurali di notevole interesse, alcuni di origine medievale, come si deduce dalle molte torri presenti, altri presumibilmente risalenti al XVI secolo.

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Francigena e vie della fede