Abetone estate

Passeggiate sull'Appennino
Tra orti botanici e riserve naturali

I colori e i profumi della montagna più vera

Oltre allo sci e agli sport invernali la montagna toscana offre una gamma di sorprese capaci di invitare alla scoperta di un territorio ricco e "segreto" anche tutti coloro i quali a volte ne stanno alla larga perché poco pratici con racchette da neve, snowboard e slittini. Tra le tante opportunità di vivere e scoprire una montagna 'diversa' di sicuro spiccano le riserve naturali e anche dei veri e propri orti botanici, scopriamone insieme qualcuno.


Orto botanico forestale dell'Abetone


Come gli altri orti botanici montani di recente istituzione (ce ne sono nelle province di Massa e Lucca), questo giardino unisce la finalità di conservazione delle piante rare nel loro luogo di origine alla funzione didattica e di sensibilizzazione dei visitatori e degli escursionisti. L'orto dell'Abetone si distingue, anche nel nome, per l'impostazione "forestale": si trova infatti in una foresta di abeti bianchi e faggi, presso il torrente Sestaione e mira alla conservazione e allo studio delle piante arboree locali con un erbario e una xiloteca dedicati alle specie forestali, alla conservazione delle tradizioni dei boscaioli (per mezzo di un museo con attrezzi d'epoca e tradizionali), e alla divulgazione degli ecosistemi forestali grazie a un itinerario attraverso i boschi che porta fino al paese di Abetone. Fra le molte specie arboree che si possono ammirare lungo il percorso ricordiamo il maggiociondolo, il sorbo degli uccellatori, la betulla, l'abete rosso.

Nell'orto sono stati ricostruiti tutti gli ambienti montani locali: un giardino di rocce sia arenacee che calcaree per le specie di tutti gli ambienti rupestri tipiche della zona; su silice troviamo le genziane, i mirtilli, il raro rododendro, i gigli di montagna ecc.; sul calcare i semprevivi, la globularia, oltre a campanule e ginestre. Una grande roccia offre anche la possibilità di osservare molti tipi di muschi e licheni. Infine un laghetto-torbiera ospita le specie igrofile montane come la calta, il veratro, gli eriofori nonché molte rarità come la viola palustre e piccole piante insettivore come la pinguicola.


[Visitabilità: dal 15/6 al 30/9; orari variabili, ma sempre sia al mattino che al pomeriggio
Informazioni: Corpo Forestale dello Stato, Fontana Vaccaia, Abetone, tel. 0573.60363. Accesso, da Abetone (fraz. Fontana Vaccaia) per gli impianti sciistici Sestaione-Campolino]



Riserve naturali di Abetone, Campolino, Pian degli Ontani

La riserva naturale di Campolino e quelle biogenetiche di Abetone e Pian degli Ontani formano un unico sistema di aree protette che si estende dal passo dell'Abetone al Monte Caligi, sopra Cutigliano.   

La riserva di Campolino (visitabile solo con accompagnamento del Corpo Forestale di Fontana Vaccaia, tel. 0573.60363) protegge una delle ultime stazioni relitte di abete rosso in Appennino: questo albero, infatti, è molto diffuso sulle Alpi, ma ormai rarissimo sugli Appennini, dopo essersi ritirato verso nord in seguito alle glaciazioni e perché abbattuto per ricavarne un legno particolarmente pregiato. L'area raggiunge anche le aree cacuminali con praterie e brughiere ricche di fiori in primavera, quali genziane e viole. Nei circhi glaciali scavati da antichi ghiacciai si trovano ancora laghetti e torbiere di sfagni con specie di acquitrino montano come gli eriofori, la calta e il veratro.

La riserva dell'Abetone, liberamente accessibile, tutela invece boschi d'alto fusto di faggio (Fagus sylvatica) e abete bianco (Abies alba), con inserimenti artificiali di abete rosso (Picea excelsa); completano la flora di questi boschi l'acero montano e l'acero riccio (Acer pseudoplatanus, A. platanoides), il maggiociondolo (Laburnum anagyroides), il sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia) e altre specie. La riserva di Pian degli Ontani, raggiungendo quote minori rispetto alle precedenti, è caratterizzata da dense faggete un tempo cedue, oggi avviate all'alto fusto. Numerosi sono gli alberi monumentali della zona: fra questi l'abete bianco (Abies alba) nel bosco della Crocina presso l'Abetone, l'acero montano (Acer pseudoplatanus) della piazza della chiesa di Cutigliano, il castagno (Castanea sativa) di melo e il faggio (Fagus sylvatica) di Roncacce (frazioni di Cutigliano, sul versante opposto di quello delle riserve).

Una ricca rete di sentieri attraversa la zona, collegando i centri abitati di fondovalle attraverso i boschi dei versanti e dei crinali indisturbati.

[Visitabilità: libera per Abetone e Pian degli Ontani; solo con accompagnamento per Campolino (Corpo Forestale dello Stato, Fontana Vaccaia, Abetone, tel. 0573.60363). Accesso, da Abetone (fraz. Fontana Vaccaia, Le Regine, Pian di Novello) e da Cutigliano (fraz. Pian degli Ontani), lungo la statale 12 dell'Abetone e del Brennero e strade limitrofe. Vasta rete di sentieri dalle valli circostanti].
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