Carnevale a Paperino

Paperino, l'identità forte di un paese di periferia

Alla scoperta dell'area a sud di Prato, ingiustamente ritenuta un'area anonima

Lungo l’antica Via del Ferro, che collega la pieve di Tobbiana con San Giorgio a Colonica, si stacca via dell’Alloro che conduce al paese di Paperino. Molto probabilmente il nome di questo antico borgo ha origine da un predio romano – Paperium - anche se alcuni hanno fatto derivare il toponimo da un’erba palustre che era molto diffusa nella zona fino all’epoca delle bonifiche.

Nelle vie della cittadina, in cui si alternano piccoli capannoni e villette a due piani, nonché nella campagna circostante sono presenti molti tabernacoli ed edicole, simboli della devozione popolare, scampati miracolosamente alle distruzioni dei tempi moderni. L’edificio storico più importante di Paperino è la chiesa di San Martino, edificata nel Duecento, prima come cappella, poi come vera e propria parrocchia. I rifacimenti ottocenteschi hanno conferito all’edificio una sobria facciata a capanna che protegge un affresco del Trecento raffigurante la Madonna con il Bambino tra i Santi Martino e Giovanni Battista, attribuita al fiorentino Francesco di Michele.

La visita a Paperino può proseguire negli antichi vicinali che dividono l’abitato dalla via Pistoiese. In questa zona si possono notare alcuni edifici turriti di grande interesse, tra i quali la Torre a Mattoni, che conserva ancora oggi il portalino cinquecentesco e lo stemma dei proprietari e la Torre Armata, una torretta merlata che si inserisce in un grande complesso colonico, frutto di successivi ampliamenti che si sono susseguiti a partire dal Seicento. Da segnalare anche La Rugea in via dell’Oro, una villa signorile che fu proprietà degli Arrighi tra XVI e XVIII secolo. La struttura, integrata da vari annessi, quali le stalle, i granai, le stanze dei telai e le stanze dei bachi, è completata da una un oratorio dedicato a San Giovacchino, edificato nel 1725.

Sulla Via del Ferro lungo la gora "del Lonco" è testimoniato fin dal 1271 un mulino, recentemente trasformato in edificio industriale. Il Mulino del ferro, questo il suo nome, fu di proprietà di Ricovero degli Scrigni, padre di Ser Convenevole Grammatico, maestro del Petrarca.

Paperino oltre ad essere diventato famosa per il celeberrimo film con Francesco Nuti, Alessandro Benvenuti e Athina Cenci, intitolato Ad Ovest di Paperino, è conosciuto per la festa del carnevale, uno delle più interessanti di tutta la Piana fiorentina e pratese. La manifestazione nacque nel 1977, con l’intenzione di rievocare la cultura contadina in occasione del martedì grasso. Il successo e la grande partecipazione di pubblico suggerirono di inserire la sfilata dei carri e delle maschere, accompagnando la manifestazione con musica, stands e balli nelle vie principali del paese. Motore dell’organizzazione divenne il locale circolo Arci, che riuscì a coinvolgere tutta la cittadinanza e a dare continuità ad un evento che ben presto ha ottenuto il patrocinio del comune di Prato e della Circoscrizione Sud.

Il Carnevale di Paperino vede la partecipazione di oltre 300 persone, tra figuranti, truccatori, gestori degli stands, fonici e altri operatori di vario tipo. Alla sfilata del 2000 era presente una delegazione del Carnevale di Wangen, città tedesca gemellata con Prato: 50 persone con maschere di legno che rappresentavano figure mitologiche e pagane. Inoltre i paperinesi partecipano ogni anno al concorso per esterni dell’ultima giornata del carnevale di Foiano della Chiana, il più importante carnevale toscano dopo quello di Viareggio.