Montalbano, i prodotti dell'artigianato

I ricami della biancheria, la ceramica e la saggina: si presentano le eccellenze del territorio

Molte delle attività imprenditoriali di oggi traggono la propria origine dalla storia di questo territorio e dall'ambiente naturale che lo circonda. E' il caso della produzione di spazzole e scope, tipica del Comune di Larciano: in passato molti abitanti di questo territorio vivevano raccogliendo erbe palustri nel Padule di Fucecchio che, una volta essiccate, costituivano la materia prima per rivestimenti di damigiane e fiaschi, mentre con la saggina venivano prodotte scope e spazzole.

Anche a Lamporecchio ed a Monsummano era diffuso l'utilizzo del "sarello" per impagliare sedie e damigiane e della cannella, con la quale venivano costruite i cannicci. La lavorazione delle erbe palustri è stata oggi rivalutata attraverso dei corsi di apprendimento delle varie tecniche di lavorazione organizzate da alcuni Comuni della zona, molto apprezzati anche dai giovani, curiosi di conoscere la vecchia cultura contadina e le antiche tradizioni.A Lamporecchio è esistita anche una produzione artigianale dei cappelli di paglia, ed andando a cercare le stipe per le scope, qualcuno cominci anche a raccogliere agrifoglio e pungitopo, e nacque così la produzione dei fiori secchi, tipica di Larciano e di Lamporecchio.

La tradizione dei ricami è diffusa in vari Comuni del Montalbano; sia pur in maniera limitata ancora sopravvive a Lamporecchio soprattutto nella zona collinare di San Baronto, Porciano, Papiano.... Esiste anche un tipo particolare di punto, chiamato significativamente "punto di Lamporecchio", che pare sia nato all' interno della scuola di cucito istituita da Laura Merrick. Ma soprattutto, il ricamo è diffuso nel Comune di Serravalle, dove tra Casalguidi a Cantagrillo, alla fine dell''800 e più avanti negli anni del secolo scorso, fino a dopo la seconda guerra mondiale, riprese vigore e si diffuse l'arte del ricamo. Qui le bambine imparavano a ricamare, era questo il loro lavoro dopo la scuola, o più adulte, dopo il lavoro nei campi. E tanto crebbe l'abilità di quelle mani e tanto si esercitò la fantasia delle datrici di lavoro che si giunse a creare un "punto Casale" divenuto così noto da essere oggetto di un volumetto pubblicato dalle edizioni Sonzogno agli inizi del secolo. Il Comune di Serravalle Pistoiese gli ha dedicato il Museo del Ricamo. Dopo tanto ricamare, anche le giovani donne di Casalguidi si sono lasciate affascinare dalle macchine, e nel tempo da fondamentalmente femminile la produzione dei ricami è divenuta anche maschile: i figli, i mariti delle produttrici pian piano si sono dati ad organizzare l'attività delle madri o delle mogli, e sono sorte così anche le industrie dei ricami visibili all' ingresso del paese, all'uscita dell'autostrada.

La ceramica si è sviluppata nel comune di Capraia e Limite fino dall'epoca etrusca ed è tuttora attiva nonostante sia poco conosciuta rispetto a quella creata nel vicino comune di Montelupo Fiorentino. La ceramica è nata e si è sviluppata soprattutto presso Capraia dove edifici come la Fornace Pasquinucci confermano la prestigiosa storia della ceramica capraina. Ancora oggi sono presenti nel comune molte ditte che lavorano la ceramica, apprezzate in tutto il mondo e che continuano ad eseguire vere opere d'arte seguendo sempre l'antica tradizione del decoro a mano e ricreando lo stile antico.

A Monsummano Terme, ma anche nei Comuni di Larciano, Vinci, Lamporecchio, si è sviluppata la produzione delle calzature e di altri prodotti di pelletteria, che iniziata come produzione artigianale si è trasformata in industria. Oggi molti dei più qualificati modelli di scarpe che si acquistano sul mercato sono stati prodotti a Monsummano, anche se appaiono con marchi di società con sedi in altre zone del paese, ed anche all'estero. A Quarrata, ha invece grande diffusione l'industria del mobile.

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