Villa Reale di Marlia

L'Età Napoleonica in Toscana

L'influenza sull'arte e sull'architettura dell'epoca napoleonica

La vicenda del Bonaparte, che segnò in misura considerevole i difficili equilibri geopolitici nel complesso scenario dello scacchiere europeo, non poteva non avere riflessi (prevalentemente di carattere storico) anche in Toscana. Il granduca Ferdinando III, che aveva preso il posto di Pietro Leopoldo d'Asburgo-Lorena, aveva vanamente contrastato l'occupazione del territorio toscano, condotta dalle soldatesche francesi guidate da Napoleone.

La stagione bonapartista in Toscana non avrà vita molto lunga, condizionando comunque per tre lustri (dal 1799 al 1814) gli eventi della regione, prevalentemente per i riflessi che essa ebbe in termini di stravolgimenti politici e territoriali. Agli inizi (1801) Firenze fu la capitale dell'effimero Regno d'Etruria, che Napoleone cedette ai Borboni di Parma. Nel 1808 la Toscana fu annessa all'Impero di Francia, risultando divisa in tre dipartimenti. L'anno dopo Napoleone la riuniva nuovamente in un unico granducato, a capo del quale pose la sorella, Elisa Baciocchi Bonaparte.

A cavallo del XVIII e del XIX secolo fa il suo esordio in Toscana la corrente neoclassica, interpretata dagli architetti Pasquale Poccianti a Livorno (Cisternone e Cisternino), Lorenzo Nottolini a Lucca (Palazzo della Provincia) e Viareggio (Villa Borbone), e Gaspare Maria Paoletti a Firenze (ristrutturazioni agli Uffizi e a Palazzo Pitti, rielaborazione del Poggio Imperiale).

Nello stesso tempo, a Lucca, la sorella del Bonaparte affida ad architetti francesi la rimodulazione della Piazza Grande (da allora intitolata a Napoleone), per dare un idoneo contesto al Palazzo Ducale (oggi della Provincia). A Marlia invece, sempre grazie alle iniziative di Elisa Baciocchi Bonaparte, viene ristrutturata a tratti francesizzanti la Villa Reale (oggi Pecci Blunt), per farne la residenza di campagna della sorella dell'Imperatore.

Nel campo della scultura, uno dei nomi di spicco è quello di Antonio Canova, che operò in Toscana assieme ad alcuni allievi, mentre l'artista pratese Lorenzo Bartolini eseguì, per la città di Livorno, una Statua di Napoleone (oggi traslata a Bastia, in Corsica).
Completa il panorama delle arti figurative dell'epoca il pittore Pietro Benvenuti, un artista neoclassico di Arezzo, che rappresentò Elisa Baciocchi e la sua corte, un dipinto oggi visibile a Versailles.