Maremma, il paese di Torniella - Roccastrada

Le Ferriere e il Mulino di Torniella

Architetture tipiche del paese

Il mulino è in un ottimo stato di conservazione ed è costituito da un corpo di fabbrica a pianta rettangolare costruito su due livelli, oltre ad un piano interrato del quale sono visibili i due archi di scarico delle acque che erano state convogliate all’interno per il funzionamento dei meccanismi di molitura. L’edificio, rimasto in uso fino alla metà del secolo scorso e successivamente abbandonato, è stato recentemente restaurato ed è divenuto sede di un piccolo museo.

 

L’edificio, interamente edificato in pietra locale a pianta rettangolare di circa 8 x 14 metri e conserva un ingresso principale costituito da una porta con arco a sesto ribassato . A questi bisogna aggiungere due elementi con cinque lati che fungono da cunei di imposta, collocati esattamente tra gli stipiti ed il primo cuneo dell’arco. Non identici e asimmetrici tra loro i due elementi evidenziano probabilmente come gli scalpellini li realizzarono direttamente in cantiere per adattare l’arco alle quote di imposta dei due stipiti. Un simile espediente costruttivo, mancante nei due archi a tutto sesto del piano seminterrato funzionali allo scarico delle acque nel fosso antistante, è stato individuato invece in alcuni archi di tipo simile a Roccatederighi o anche nel castello di Montemassi.

 

Alla sinistra del prospetto principale del mulino, in corrispondenza del suo lato sud, si trovano i resti conservati allo stato di rudere degli impianti per la lavorazione del ferro.

Le strutture relative al complesso delle Ferriere risalgono molto verosimilmente alla prima metà del XV secolo,  datazione che ben si accorda con le evidenze materiali conservate, abbastanza ben leggibili anche se allo stato di rudere. Si tratta di un unico ambiente di forma quadrata di circa 12 metri di lato i cui muri perimetrali furono costruiti con una tecnica mista composta da pietre non lavorate miste a laterizi. Esclusivamente in laterizio furono realizzate quelle strutture che richiedevano una maggior regolarità di posa in opera, come archi, piccole volte, pilastri, condutture di scarico. La presenza di roccia trachitica ben lavorata è limitata alle due ruote da macina ormai non più in  posto ma verosimilmente destinate ad una delle fasi della lavorazione del metallo. Hanno un diametro di circa 70 cm ed un foro centrale di forma quadrata di 15 cm di lato, accuratamente levigate non è chiaro se per l’usura subita nel tempo o se originariamente lavorate.

Un’ultima annotazione riguarda la ricchezza cromatica del tipo di trachite impiegata nella costruzione del mulino apparentemente senza un preciso criterio, con sfumature che tendono a tonalità rossastre o arancio attribuibili forse ad una presenza più massiccia di depositi ferrosi nelle vicinanze, laddove il colore predominante della trachite che componeva i monumenti del centro di Torniella era dato da un’omogenea tinta di grigio.
 

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