Museo di Monsummano Terme

L’arte del ‘900 nella Valdinievole

Una terra che vanta interessanti testimonianze di alcune esperienze artistiche del Novecento

A Pescia si trova un affascinante museo dei calchi in gesso di Libero Andreotti, nato a Pescia nel 1875, e considerato dalla critica moderna il maggiore scultore italiano del primo Novecento. Il museo, con il quale la città di Pescia nel 1992 ha voluto celebrare il suo illustre cittadino, offre un itinerario attraverso quella che è stata la produzione di gessi, realizzati per essere poi tradotti in opere in bronzo e marmo.
La Gipsoteca è ospitata nel Palagio, antica sede del Podestà, il cui primo nucleo, del XIII secolo, ha subito tutta una serie di modifiche fra il XVII e il XX secolo, dopo una ricostruzione quattrocentesca, per renderlo consono alle mutate destinazioni d’uso.

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento Montecatini divenne centro internazionale del “nuovo stile” vantando la frequentazione di artisti, vip e personaggi alla moda.

Provate a sintonizzarvi con l’epoca della Belle Epoque e, partendo da Piazza del Popolo, lasciatevi avvolgere dall’atmosfera elegante di Viale Verdi che si apre davanti a voi. Protagonista assoluto Galileo Chini con le sue opere e le ceramiche della manifattura da lui fondata nel 1896 affiancato dai migliori architetti, artisti e decoratori del tempo. Ammirate la Locanda Maggiore, i portici Gambrinus, il teatro Politeama oggi Cinema Teatro Imperiale, il Palazzo Municipale con le sue splendide vetrate, il Cinema Excelsior, il Padiglione Tamerici, l’ex  casinò e gran caffè, oggi centro termale, Excelsior.

Nei pressi del verde del parco apprezzate l’armonia delle Terme Leopoldine, delle Terme Torretta e delle Terme Tamerici. Al termine del viale scorgerete l’imponente facciata delle Terme Tettuccio: il massimo della espressione della bellezza attraverso spazi aperti e di ampio respiro. Potrete ammirare le decorazioni della cupola nella tribuna dell’orchestra, le sale storiche della Scrittura e dell’antico Caffè e, soprattutto, l’affascinante  “galleria delle bibite”, con i sorprendenti pannelli in ceramica sulle stagioni della vita di Basilio Cascella.

Perdetevi, infine, fra le strade della città alzando lo sguardo per ammirare lo stile eclettico del Teatro Casinò Kursaal; il prestigioso Grand Hotel La Pace; il villino Il Rinfresco, caratterizzato da fregi in maiolica dove ricorre il motivo della rosa stilizzata cara ai modelli di Mackintosh.

Infine a Monsummano presso il Mac’n dove sono attivi laboratori didattici sull’arte contemporanea e sui linguaggi del novecento rivolti agli studenti e ai docenti delle scuole del territorio. In particolare il laboratorio di tempera all’uovo e la pittura ad olio nel mondo dell’arte, il laboratorio di calcografia e incisione, laboratorio dei linguaggi per leggere l’arte contemporanea.

Non perderti Casa Chini a Borgo San Lorenzo. La famiglia Chini riveste una straordinaria importanza nel panorama del Liberty italiano. Attivi soprattutto nella prima metà del secolo, a loro si devono alcune splendide realizzazioni come le terme Berzieri di Salsomaggiore. All'interno della famiglia si distingue Galileo (1873-1956), personalità eclettica che si manifesta fra pittura ed arti minori, e che, partendo da lavori di restauro e di semplice decorazione di edifici storici medievali, giunge a maturare uno stile in sintonia con le correnti liberty mitteleuropee. Galileo Chini è stato recentemente assai rivalutato dalla critica, dopo alcuni anni di oblio. L'edifìcio fu fatto costruire da Chino Chini nel 1923 con i proventi ricavati dalla decorazione delle terme Berzieri. Situato non lontano dalle fornaci dove le ceramiche artistiche venivano prodotte, l'edificio svolgeva una funzione di catalogo per i fregi, le decorazioni e le balaustre, come anche per i cancelli e le mura di cinta, ornati da pezzi ceramici minuti, tutte testimonianze dell'abilità e dell'eleganza che contraddistinguono la produzione della Famiglia Chini. Rimane ancora la targa con il nome e la placca del vecchio campanello di ingresso con un ramarro che si morde la coda. Anche all'interno molte delle decorazioni sono rimaste intatte; notevoli soprattutto quelle della stanza da bagno, del rivestimento del caminetto e di un pavimento, disegnato da Galileo Chini, che raffigura La nascita di Venere.

Fonte by Provincia di Pistoia