Notte a bagno Vignoni

La natura rigogliosa e le acque curative delle terre di Siena

Itinerari per scoprire i luoghi delle acque più preziose

La Terra di Siena è terra ricca di acque e la sua storia è segnata da molte vicende legate a questa risorsa: scoprire il territorio senese attraverso l’acqua può essere un’esperienza diversa e affascinante. Un bene semplice e naturale per quanto preziosa e indispensabile, ha la straordinaria capacità di presentarsi in molteplici forme. La sua trasparenza si veste di colori e assume nomi diversi secondo luoghi, paesaggi e stagioni.
 
Qui si vede l’acqua nascere in alcune sorgenti e la si vede ingrossarsi e farsi fiume: fiumi piccoli, che scorrono nel fondo di boschi profumati e ombrosi; fiumi senza barche, regno di pescatori silenziosi e di chi ama fare il bagno, d’estate, nelle acque sempre fresche, ricche di pesci, di piccole cascate e pietre su cui sdraiarsi a prendere il sole. E' anche dolcezza di laghi, piccoli anch’essi, come quello di Chiusi detto “Il Chiaro” dagli etruschi che lo volevano specchio della Luna, ed è anche acqua dalle grandi proprietà terapeutiche quando sgorga, calda e ricca di minerali, dalle viscere della terra.

Il Monte Amiata
, grande vulcano spento che con il verde dei suoi boschi caratterizza il paesaggio, ha regalato a questa terra tante sorgenti termali conosciute e sfruttate da secoli: dall’affascinante, vasca di Bagno Vignoni, a Petriolo e le Galleraie, alle moderne e attrezzate stazioni termali come quelle di Rapolano, Chianciano, San Filippo, San Casciano dei Bagni e altre, tutte con proprietà diverse, tutte da scoprire. Mancano solo quella del mare, ma il Tirreno, costellato di isole, si può vedere, in certe giornate chiare, dalla vetta delle Cornate.

Lago di Chiusi

Partendo dal centro storico di Chiusi e, attraverso una rigogliosa campagna, si raggiunge il "Chiaro". Gli Etruschi chiamavano il "Chiaro" il Lago di Chiusi, ritenendo che nelle sue limpide acque si specchiasse di notte la Dea del Cielo. Di notevole interesse storico-archeologico sono le tombe etrusche della Scimmia e della Pellegrina. Rientro a Chiusi passando dalle torri medievali di "Beccati questo" e "Beccati quello". Un immergersi tra storia e leggenda: uno specchio d'acqua per la Dea del Cielo e due torri medievali i cui nomi narrano già una storia.

L'anello di Stigliano
Percorso di interesse storico e artistico nella splendida cornice naturalistica della Valle del fiume Merse e dei fitti boschi di latifoglie che ammantano le colline circostanti. Il percorso passa da Stigliano, che conserva ancora due belle torri che furono proprietà della famiglia degli Ardengheschi; il Poggio di Siena Vecchia con i resti di un antichissimo castelliere pre-etrusco e Torri, con l'abbazia vallombrosana di Santa Mustiola ed il bellissimo chiostro in marmo bianco e nero. Attraversare una valle incantata, per piccoli deliziosi paesi in armonia di colori con i boschi, per un chiostro dove l'immaginazione potrebbe farci ambientare una favola de "Le mille e una notte", per una sosta, all'imbrunire, alla buona tavola all'aperto di una trattoria di campagna.

L'anello di  Bagno Vignoni

Il percorso parte in prossimità degli stabilimenti termali e raggiunge, dopo una breve salita, il caratteristico borgo medievale di Vignoni Alto. Raggiunto il crinale della collina, il sentiero conduce al Castello della Ripa, costruito sulle suggestive gole dell'Orcia. Infine, attraverso un caratteristico bosco di macchia mediterranea, il sentiero torna a Bagno Vignoni. Un paese la cui piazza principale è una vasca piena d'acqua a 45 gradi lo trovate solo qui e luoghi in cui vi sarà altrettanto facile sentirvi sospesi nello spazio e nel tempo, con la mente estraniata e libera.

Castiglion Balzetti

Da Brenna costeggiando il fiume Merse, uno dei corsi d'acqua più importanti, dal punto di vista naturalistico, della provincia di Siena, il percorso passa dai resti del vecchio mulino della Ricausa e poi sale a Castiglion Balzetti, meglio conosciuto con il nome di Castiglion che Dio Sol Sa. Il maniero è stato recentemente restaurato e sorge in un luogo molto selvaggio e di grande suggestione e il cui fascino è accresciuto proprio dalla difficoltà di raggiungerlo tanto è nascosto e protetto da una vegetazione rigogliosa e avvolgente.

L'anello di Rapolano Terme
Dal centro di Rapolano una facile escursione nelle boscose colline e nella fertile campagna circostanti, tra blocchi di travertino e sorgenti termali. Assai curiosa la concrezione che si trova nei pressi delle Terme di San Giovanni, dotate anche di un singolare "geyser". Nella seconda parte, il percorso passa per la pieve di San Vittore, deliziosa chiesetta romanica con vista sulla prospiciente piana del fiume Ombrone. Merita un'escursione per lo scintillare del travertino e per le cave scolpite da anni di pioggia, sole e vento; per l'acqua calda che sgorga dalla terra e per regalarsi un po' di relax in un centro termale attrezzato.

Le sorgenti del fiume Elsa
Il percorso prende inizio dalle antiche terme dette "caldane" e tocca alcune delle principali sorgenti del fiume Elsa. Lungo il percorso è possibile vedere un tratto dell'antica Via Francigena che collegava Roma con l'Europa del nord ed era percorsa da mercanti, pellegrini, cavalieri, prelati e briganti. Sul fiume un antico mulino e le cascate del Diborrato. Il sentiero lungo l'Elsa permette di osservare la tipica vegetazione ripariale. Percorrere una delle strade più importanti del medioevo per spiegarsene il tracciato e per capire l'importanza dell'acqua in ogni epoca e quanto oggi, più che mai, sia necessario avere fiumi lungo i quali sia possibile effettuare percorsi naturalistici.

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