Deposizione del Rosso Fiorentino

La Maniera in Toscana

Un percorso d'arte attraverso le opere di Andrea del Sarto, Vasari, Pontormo e Rosso Fiorentino

Il Manierismo in Toscana si afferma nel corso del XVI sec. come una ulteriore elaborazione e sperimentazione della cultura e delle arti rinascimentali. Se a lungo la "Maniera" è sfuggita ad una vera e propria classificazione o definizione, acquisendo talvolta un significato negativo, in virtù dei presunti eccessi anticlassicistici, oggi il movimento manierista, pienamente rivalutato, è inteso e trattato con ben altra considerazione da parte dei critici.

La produzione manierista affonda le proprie radici nei sostrati culturali delle corti umanistiche, dove la ricerca del bello, la percezione estetica ed il buon gusto erano i canoni fondamentali che improntavano la sperimentazione artistica e lo stesso stile di vita. Il primo manierista in senso lato fu quasi certamente Andrea del Sarto, alla cui bottega si formarono il Vasari, il Pontormo e lo stesso Rosso Fiorentino, tutti personaggi di grande spessore e rilievo nel contesto della nuova corrente artistica. Questi sono i nomi di spicco di una nutrita pattuglia di artisti versati nell'architettura, nella scultura, nella pittura e nell'arte del decoro, che operarono per conto del casato dei Medici.

Il Vasari espresse il meglio di sé nella progettazione degli Uffizi e nella rivisitazione del Palazzo della Signoria, ma anche nella pittura (i noti affreschi del Salone dei Cinquecento) e nella cultura accademica (fu infatti il fondatore dell'Accademia delle Arti e del Disegno).

Tra i maggiori interpreti della pittura manierista fiorentina è il Pontormo, uno degli artisti favoriti dei Medici, che in Firenze ha lasciato opere di valore che documentano la perfezione raggiunta dalla sua ricerca formale e sostanziale, tra le quali il suo pezzo migliore rimane la Deposizione nella cappella Capponi in S. Felicita.

Strettamente connessa alla figura del Pontormo è quella di Rosso Fiorentino, un artista "rivoluzionario" in quanto a concetti e contenuti, almeno in quella che è ritenuta la fase d'esordio del movimento manierista. Di lui restano opere di assoluto valore in Firenze, ma il suo capolavoro, la Deposizione, è conservato alla Pinacoteca di Volterra.

Tra gli altri interpreti di questo rinnovamento dell'esperienza artistica pregressa, sono da citare i nomi di architetti, pittori e scultori che dettero lustro all'arte toscana del XVI secolo: il Buontalenti, l'Ammannati, il Salviati, il Bronzino, il Giambologna e Benvenuto Cellini.