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La Firenze Gay Friendly

Una città liberale ricca di fascino

Culla del Rinascimento, Firenze è la più grande sede al mondo di sculture, chiese, quadri, palazzi, affreschi e monumenti. Nei secoli la città ha dato i natali ad artisti, scrittori, viaggiatori e altrettanti ne ha adottati. Ma considerare Firenze soltanto una città d'arte significherebbe ignorare quel mix fondamentale che l'ha portata ad essere una città liberale, tollerante, dinamica e ricca di fascino.

Città non solo di artisti, ma anche di mercanti e banchieri, Firenze è da sempre molto liberale e tollerante. Basti pensare che fu il Granduca Pietro Leopoldo Asburgo Lorena, Leopoldo II ad abolire nel 1789 la pena di morte, primo fra tutti gli staterelli dell'Italia preunitaria (la ricorrenza è diventata occasione ogni 30 novembre per festeggiare la "Festa della Regione Toscana"). Nel 1853, poi, Leopoldo II abolì le punizioni per l'omosessualità, ancora una volta primo fra tutti in Italia.

Ancor prima del periodo di Leopoldo, la dinastia de' Medici che governò la città dal XV al XVIII secolo, promosse la tolleranza, la vita artistica, culturale e scientifica. Tre di loro erano certamente omosessuali: il Papa Leone X (Giovanni de'Medici, 1475-1521), Ferdinando II (1610-1670), e suo nipote nonché ultimo della dinastia Giovanni Gastone de' Medici (1671-1737). Per questo la storia vorrebbe che la casata si fosse estinta proprio per i componenti omosessuali dei Medici.

A dare la misura di come l'omosessualità veniva vissuta in città ai tempi del Rinascimento, ci pensa il premio Oscar Roberto Benigni, che nel libro "Il mio Dante" scrive: "[A Firenze] l'omosessualità era molto diffusa, tant'è che, nel mondo, omosessuale si diceva florenzen, fiorentino. Ma era un segno di grande civiltà, di apertura mentale".