capraia

Itinerari nell'Isola di Capraia
Tra birdwatching e trekking

La macchia mediterranea e il mare

L'unica strada asfaltata di tutta Capraia congiunge, in poco meno di un chilometro, il porto al paese. Per il resto, ci sono solo una serie di sentieri che si staccano dalla mulattiera che attraversa l'isola, unendo l'abitato di Capraia al Semaforo di Monte Arpagna.

Ecco alcuni itinerari per esplorare l'isola:

1. Il facile itinerario che, in mezz'ora e un chilometro, dal paese conduce alla Cala della Zurletta, sfiorando Forte S. Giorgio e la dirupata Punta della Bellavista, fra fichi d'india, timidi conigli selvatici, volteggi di gheppi e polane in caccia.

2. L'agevole percorso che, sempre dal paese, raggiunge il Piano con un paio di Km ed un'ora di cammino, toccando l'antichissima Chiesetta di S. Stefano.

3. Il più impegnativo sentiero che dall'abitato arriva al Monte delle Penne (6 Km e tre ore di cammino), tra erica, corbezzoli, felci aquiline e cisto, con la Corsica all'orizzonte ed in cielo i grandi corvi imperiali. Tappa d'obbligo è lo Stagnone (o Laghetto), preceduto da una steppa ad asfodeli. Saliamo tra l'erica e, all'improvviso, lo Stagnone ci si schiude davanti, letteralmente ammantato da una bianca distesa di ranuncoli d'acqua; sulla riva cespi di giunchi, qualche biacco impigrito al sole, nell'aria un inconfondibile aroma di menta. Gli appassionati di birdwatching avranno di che divertirsi. Infine, dopo una ripida salita, immersi a tratti in una gariga profumatissima, ecco il Monte delle Penne, straordinario punto panoramico da cui si abbraccia buona parte dell'isola.

4. L'impervio trekking che raggiunge la punta dello Zenobito, segnalato con cippi di pietra, veri e propri "testimoni" per non smarrire la retta via. Nelle pozze d'acqua, tra le rocce, appaiono i grossi e lucenti bulbi della scilla, poi la macchia bassa a cisto marino s'alterna con tratti d'aromatica gariga ed elicriso. Ecco la Torre dello Zenobito, guardinga sui basalti dell'ex vulcano. Il sentiero piega a destra, scende, poi gira a sinistra raggiungendo la falesia di Cala Rossa: il tappeto d'elicriso e cineraria contrasta con la roccia vulcanica e, giù in basso, con il cobalto intenso del mare, mentre i gabbiani reali riempiono l'aria di grida acute.