Cattedrale di San Martino

In viaggio in Versilia sulle orme dei Medici

Sulle tracce della cultura medicea

L'intinerario proposto unisce valenze ambientali di ampio respiro ad un ideale cammino storico, che è quello del grande sviluppo commerciale e culturale nato con la dominazione dei Medici sui territori di Seravezza, Pietrasanta e Stazzema. In particolare, andremo a percorrere una ampia curva che da Pietrasanta ci porterà prima a Seravezza e da li si inerpiccherà lungo strette e tortuose gole, fra limpidi ruscelli e freschi boschi di castagni, fino a raggiungere le più verdi valli alle pendici delle Apuane e quindi, Stazzema.

Territorio di grande importanza storica per la sua posizione strategica, la Versilia ha nel tempo cambiato i suoi "confini", che di volta in volta sono stati ridefiniti sulla base delle diverse dominazioni. Da qui l'annosa diatriba sulle "due Versilie", quella Storica e quella legata al percorso del Fiume. Storicamente, uno dei momenti più significativi di questo cammino nel passato, coincide con la nascita di quell'Enclave Medicea che proprio qui, nel 1513, venne a formarsi grazie al Lodo di Papa Leone X, al secolo Giovanni Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico. L'inizio di uno dei periodi più favorevoli per l'economia di queste aree.

Antica famiglia fiorentina, i Medici fondarono la loro fortuna sul commercio con l'Oriente, diventando attorno al 1430 una delle dinastie più potenti della storia Italiana. Nati come commercianti di allume con il capostipite Giovanni de' Medici, si espansero in seguito nel settore tessile e le loro attività finanziarie prosperarono fino a diventare la più grande banca dell'antichità, con filiali in tutte le capitali europee, Cosimo de'Medici venne definito Padre della Patria e Lorenzo, suo successore detto il Magnifico, fu uno dei più accorti uomini politici del suo tempo. Proprio durante questo periodo particolarmente glorioso per la cultura Italiana, Seravezza, Pietrasanta e Stazzema diventarono pertinenze dello stato mediceo.

Così, sotto l'illustre influenza della famiglia, il comprensorio raccolto tra gli abitati di Pietrasanta, Forte dei Marmi, Seravezza e Stazzema, già caratterizzato da un certo continuum in termini ambientali, si omogeneizzò culturalmente ed economicamente sotto il segno del marmo e dello stemma mediceo che andrà ad ornare il Duomo di Pietrasanta in onore ai Liberatori.

Proprio Pietrasanta, durante il periodo mediceo conobbe uno straordinario sviluppo, favorito dal comprensorio particolarmente esteso, che fino al 1914 comprendeva ancora l'odierna Forte dei Marmi. Individuata come centro militare di rilevante importanza, la città venne inserita in un programma di controllo dei valichi appenninici, anche se parallelamente si sviluppò come centro manifatturiero legato alla lavorazione del marmo. Proprio a Pietrasanta, Michelangelo si fermò per scegliere i marmi pregiati destinati alla facciata di S.Lorenzo a Firenze. Nella stessa città arrivarono contemporaneamente Lorenzo e Stagio Stagi, Agnolo Bronzino, ed altri importanti nomi della storia dell'arte, che lasciarono opere ancora oggi visibili, come ad esempio nella chiesa di S.Martino. Allo stesso periodo di fervore artistico appartengono la Torre delle Ore, il campanile del Monastero di S.Leone, dedicato a Leone X, e demolito negli anni '50 del secolo scorso, alcuni rimaneggiamenti nel convento di Sant'Agostino, la fontana del Marzocco e la Colonna della Libertà. Le ultime due furono omaggi alla famiglia de' Medici, prima artefice della rinascita culturale della città.

Da Pietrasanta ci spostiamo verso Seravezza seguendo la strada provinciale detta Vallecchia, per proseguire sulla Sp.9 in salita per un totale di circa 7km. Seravezza, città antichissima, le cui origini paiono risalire all'anno 1000, ha avuto alterne sorti, da sempre legate all'estrazione ferro e del marmo dalle cave limitrofe. Oggi svolge l'importante ruolo di "porta del Parco Regionale delle Apuane".

La secolare estrazione del marmo, acquisì un notevole impulso proprio a partire dal 1550, sotto la dominazione dei Medici, che disegnarono il prolungamento della strada per il monte Altissimo. In città non mancate di visitare il Palazzo Mediceo, acutamente fatto erigere da Cosimo I de' Medici in una zona strategica per il controllo dell'attività estrattiva. Il palazzo, attribuito inizialmente a Bartolomeo Ammannati, secondo studi recenti su base cronotipologica, potrebbe essere stato progettato da Bernardo Buontalenti. Utilizzato in passato come carcere e poi come palazzo comunale, oggi è sede della Biblioteca Comunale, e del Museo del Lavoro e delle Tradizioni Popolari della Versilia Storica. La facciata rigorosa denuncia la radice architettonica della villa fortificata: un impianto a corte interna arricchito da un pregevole pozzo in marmo, interamente ricavato da un blocco monolitico con colonne ed architrave decorati con figure ittiomorfe. Al medesimo periodo risale la riedificazione del Duomo dedicato ai Ss.Lorenzo e Barbara, di impianto Quattrocentesco. L'edificio cela al suo interno una fonte battesimale scolpita da Stagio Stagi, un altare riccamente decorato in marmi policromi e un Crocefisso argenteo opera del Pollaiolo. Situata in località Azzano, la Pieve della Cappella dedicata a S.Martino, è interamente realizzata in marmo, su impianto risalente all'anno 1000. Tra il 1518 ed il 1536 la chiesa venne abbellita con un porticato progettato da Michelangelo (andato purtroppo distrutto durante la IIa Guerra Mondiale) ed un rosone detto "l'occhio di Michelangelo".
Segue in allegato.
 

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