Poppi - Castello dei Conti Guidi

In Casentino tra pievi e castelli

Le meraviglie dei paesaggi casentinesi

L'itinerario proposto vi accompagnerà lungo vie percorse anticamente da romei, cavalieri, semplici viandanti, personaggi illustri alla ricerca di fede e di culture nuove. Castelli e borghi fortificati ne sono testimonianza diretta del loro passaggio,  pievi millenarie, abbazie e monasteri che conservano tracce e vestigia di quel mondo medievale che ancora oggi affascina e incuriosisce. Il Casentino è questo, un'ampia valle racchiusa ad ovest dai rilievi del Pratomagno che la separano dal Valdarno e ad est, dalla catena dell'Alpe di Catenaia, dai monti della Verna che la separano dalla Valtiberina, interamente attraversata dal corso dell'Arno.
 
Da Arezzo s'imbocca la SR 71 fino a Rassina, da dove, consigliamo una breve deviazione per visitare la pieve di Sant'Antonino a Socana. L'edificio religioso è uno degli esempi più straordinari di continuità di culto: gli Etruschi prima (è visibile nella parte absidale una grande ara sacrificale, parte di un tempio etrusco databile al V° sec. a.C.), i Romani dopo e i cristiani poi vollero erigere lì il loro luogo di culto.

Ritornati sulla strada regionale si prosegue fino a Bibbiena, da dove, attraversato il centro città, s'imbocca a sinistra la SR 70 della Consuma che conduce a Poppi.  Da lontano si scorge il castello medievale dei Conti Guidi, edificato tra la metà e la fine del 1200. Il progetto è attribuito a Lapo di Cambio, con interventi più tardi (XV sec. ) di un architetto locale Jacopo Turriani. Un attento e lungo restauro ci permette, oggi, di ammirare un gioiello di architettura civile e militare del luogo, testimonianza superba della ricchezza e del fasto dei Conti Guidi. La pittura si manifesta nella elaborata ed elegante decorazione della cappella comitale, con un ciclo di affreschi dipinti da Taddeo Gaddi, uno dei più fedeli seguaci della pittura giottesca, nella prima metà del XIV sec.

Da visitare anche il centro storico con la via centrale, via Cavour, fiancheggiata da portici. L'inizio e la fine della ruga maestra sono segnati da due edifici religiosi: l'Oratorio della Madonna del Morbo, elegante esempio di architettura barocca (XVII sec.) e l'abbazia vallombrosana di San Fedele (fine XII sec.).

Continuando lungo la statale fino al bivio di Campaldino e proseguendo sulla destra s'imbocca la SS 310 del Bidente fino a raggiungere Pratovecchio. Cuore del centro storico è la piazza Paolo Uccello, dedicata al grande pittore rinascimentale che qui nacque nel 1397. Notevoli sono anche gli edifici religiosi come il convento delle monache camaldolesi fondato dai Conti Guidi nel XII sec., il monastero delle monache domenicane di Santa Maria della Neve ( XVI sec.) con l'annessa chiesa e la Propositura  con dipinti del '600.

Da Pratovecchio una strada collinare conduce al castello di Romena, imponente struttura, roccaforte dei Conti Guidi,  che dall'alto dei suoi 600 metri domina tutta la valle. Dal castello una stradina conduce direttamente ad uno dei più maestosi edifici romanici del Casentino, la pieve di San Pietro a Romena. La costruzione risale al XII sec., più volte rimaneggiata, con semplice facciata e campanile. L'interno spartito in tre navate presenta colonne monolitiche di macigno con capitelli ornati di sculture raffiguranti foglie e figure, ricche di simboli e di significati a volte misteriosi.

Da Romena si percorre a ritroso la strada fino ad arrivare a Stia. Il ponte sul fiume Staggia dà accesso al centro storico, situato lungo via Tanucci con la sua piazza centrale arricchita da portici, resti di edifici medievali e dalla facciata rimaneggiata della sua pieve romanica dedicata a Santa Maria Assunta. L'edificio risalente al XII sec., più volte rimaneggiato si presenta al suo interno con una architettura sobria, a tre navate scandite da colonne e capitelli ornati con figure umane e animali. Notevoli opere d'arte arricchiscono l'interno della chiesa.

 A qualche chilometro da Stia,  una strada lungo la collina conduce al castello di Porciano, (XI sec.), una delle prime residenze dei Conti Guidi. Attorno al castello si raccoglie il minuscolo borgo di Porciano. Dell'antico maniero oggi rimane solo la Torre e parte delle mura castellane. Interessante è la visita al piccolo museo ospitato nel castello che raccoglie oggetti d'uso comune e della tradizione contadina e pastorale del luogo, vasellame medievale e una piccola collezione d'artigianato indiano del Nord-America.
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Terra di boschi e monumenti della fede, di silenzi profondi e di rivoluzioni dell’anima, il Casentino parla il linguaggio della meditazione e del raccoglimento. Qui vincono i colori e dominano le atmosfere spirituali della foresta. ...
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