Parco naturalistico “Le Biancane” - Monterotondo Marittimo

Il parco naturalistico “Le Biancane”

Dal centro della terra al cielo un panorama surreale

Il parco naturalistico "Le Biancane" è il simbolo del rapporto tra Monterotondo Marittimo e l'energia che viene dalla profondità della terra. Il termine geotermia deriva dal greco e significa appunto “Calore della terra”. Questo calore risiede, sotto forma di fluido, sotto la crosta terrestre ed in questa zona si trova a profondità tali che permettono il loro sfruttamento. Quella delle "Biancane" è una zona straordinaria per le sue emissioni di vapori e per il modo in cui l'energia ha modificato l'habitat naturale e i colori tipici della natura delle Colline Metallifere. Proprio per queste caratteristiche geologiche e climatiche si è sviluppata in quest'area una flora atipica che la rende unica. I vapori bianchi che fuoriescono dal terreno, il fango in ebollizione e le macchie biancastre che segnano il suolo regalano a questo paesaggio un aspetto suggestivo ed inconsueto.
Il Comune di Monterotondo Marittimo ed Enel Green Power hanno pensato di valorizzare questo patrimonio naturalistico creando un percorso tra le manifestazioni geotermiche più affascinanti della zona e le testimonianze “storico-industriali” dello sfruttamento del fluido endogeno da parte dell'uomo. Questo percorso prende il nome da un luogo magico che si trova a poche centinaia di metri ad ovest del centro storico di Monterotondo Marittimo, le Biancane appunto. Il Parco delle Biancane si può visitare tutto l'anno gratuitamente. La "Porta del Parco" di Monterotondo Marittimo organizza inoltre visite guidate in tutte le stagioni dell'anno.
 
Il percorso
Il punto di partenza del percorso si trova a poche decine di metri dal centro storico di Monterotondo e precisamente a Lagoni nell'area detta del “Vecchio Vascone”. Nelle acque del lagone Cerchiaio nel  1777 fu scoperta per la prima volta la presenza di acido borico.

Proprio di fronte al lago Cerchiaio ci sono i vecchi lavatoi dai mattoni ottagonali. Questi lavatoi  furono costruiti dalla società Larderello intorno alla metà degli anni '30 del ‘900.  Erano alimentati con acqua calda di origine naturale. I caratteristici mattoni ottagonali delle colonne di questi lavatoi uscirono dalla fornace di Vecchienne, dismessa nei primi anni ‘50.

A destra del “Lagone Cerchiaio” una piccola strada conduce alla vecchia centrale ENEL e all'area detta del “vecchio Vascone”che ospita anche l'impianto di teleriscaldamento che serve le case e gli edifici pubblici di Monterotondo.
 
Da un terrazzamento si giunge dove scorre l'acqua a 40 gradi della sorgente “di Chiorba”. Essa proviene da una nicchia nella collina. Una volta fatta scorrere per depositare gli agenti incrostanti e per permetterle di perdere temperatura quest'acqua raggiunge, tramite delle tubazioni, gli orti circostanti per essere usata per l'irrigazione.
 
Appena superato un sopra-passo su di una tubazione di vapore endogeno uno spettacolo di putizze e fumarole si presenta agli occhi del visitatore come un qualcosa di surreale.
Proseguendo nel tracciato delimitato da pali di castagno si arriva ad una terrazza erutta un “Lagone” di grande dimensione,  che ha creato in modo naturale un grande cratere ricoperto da terra grigia simile a quella vulcanica.
 
Se il visitatore è un appassionato di trekking può raggiungere a piedi  in 15-20 minuti la parte alta del percorso oppure può ritornare al “Lagone Cerchiaio” per prendere la strada asfaltata e raggiungere in auto la località “Le Pianacce” da dove, scendendo per pochi metri, in una strada sterrata in mezzo ai castagni, si arriva alle “Biancane”.
 
La seconda parte del percorso è un anello intorno alle sorprese che la natura nei secoli ha regalato a questa parte di Colline Metallifere. Tutti possono percorrerlo. La durata va da un minimo di 20 ad un massimo di 40 minuti.
 
Un primo terrazzamento panoramico,  a stretto contatto delle manifestazioni endogene, consente, nelle giornate chiare,  di vedere  la costa da Piombino a Punta Ala  oltre ai boschi immensi della vallata sottostante e la bellissima campagna circostante.

Il percorso continua tra curiosità naturalistiche affascinanti:  vapore che esce dalle fenditure delle pietre, concrezioni di vario colore dei materiali che il vapore ha trascinato con sé, acqua bollente che scorga dal terreno, rumori e sibili strani degni di un film thriller, il colore del terreno che passa come per magia da un rosso intenso ad un giallo ocra, ad un bianco intenso e luminoso.
 
Come arrivare
Da  Massa Marittima si prende per la SS439  (13.6 km), girare a sinistra per la SS398 poi ancora a sinistra per la SP136  e si arriva a Monterotondo Marittimo.

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