Torre Figline

Il centro storico di Figline Valdarno

Un percorso nel cuore della cittadina

La funzione commerciale degli edifici che cingono la piazza, il cui aspetto attuale e' dato da modifiche successive, ha determinato l'adozione dei portici, un elemento architettonico che si ritrova in varie citta' del Valdarno e del Casentino, oltre che in Italia settentrionale, ma non a Firenze.

 

La Collegiata di S. Maria

La Collegiata di Santa Maria (che ottenne questo titolo nel 1493 da papa Alessandro VI Borgia), fondata dai Fiorentini nel 1257, ha ben poco dell'originale aspetto gotico, essendo stata ripetutamente trasformata nel XVII, XVIII e XIX secolo l'aspetto attuale, di puristica austerita', e' stato determinato dal radicale ripristino del 1913 e poi degli anni Trenta, che distrusse anche gli altari seicenteschi.

All'interno, alla parete destra, tavola datata 1539 con Madonna, Bambino e santi, ove si noti il santo di sinistra, Romolo, patrono di Fiesole e Gaville, che tiene in mano il modello della citta' cinta di mura. Il dipinto e' attribuito al marchigiano Giovanni Andrea De Magistris; la composizione, con l'angelo musicista davanti al trono della Madonna non e' fiorentina ma deriva dalle pale della maturita' di Giovanni Bellini e passa nel 1506 nella Pala del Rosario del Fondaco dei Tedeschi di Durer (oggi a Praga) e nel 1506 - 1508 nel Polittico di San Domenico di Recanati di Lorenzo Lotto, tramite fra la pittura veneta e gli epigoni marchigiani. Segue la cappella del Santissimo Sacramento ottocentesca, con fonte battesimale del Cinquecento e un San Giuseppe in terracotta parzialmente invetriata (gli incarnati serbano tracce di coloritura ad olio eseguita a freddo), di Andrea della Robbia, 1505-10 circa.

Ancora sulla destra l'opera piu' interessante della chiesa, la tavola cuspidata della Maesta' del cosiddetto "Maestro di Figline", con Madonna in trono fra angeli e in basso san Ludovico di Tolosa e santa Elisabetta di Ungheria. La composizione della Maesta' di Figline dipende da quella di Giotto dipinta per Ognissanti a Firenze verso il 1310, oggi agli Uffizi. Un terminus post quem e' dato dal 1317, anno di canonizzazione di san Ludovico di Tolosa. Si nota nel dipinto un rapporto, se non di dipendenza di analogia, con Simone Martini, che allo stesso modo in quegli anni (1315, Maesta' di Palazzo Pubblico a Siena) combinava con lo stile di Giotto un fare elegante e prezioso di origine francese e latamente transalpina.

Da Giotto giovane deriva appunto la prospettiva del trono, visto di lato, come quelli della Visione dei troni della basilica superiore di San Francesco di Assisi. Eppure il Maestro di Figline mostra un relativo disinteresse per la prospettiva, preferendo concentrare la sua sapiente arte di decoratore sui dettagli ornamentali, elaborati come in un corale miniato. Alla parete sinistra, affresco tardogotico con Annunciazione, ispirata a quella della Santissima Annunziata di Firenze, e Transito di san Giuseppe, tela di Egisto Sarri, pittore attivo a Figline fra Otto e Novecento.Accanto alla chiesa, accessibile per una porta in fondo alla parete destra, e' il museo d'arte sacra (rivolgersi al Proposto), istituito nel 1983, dove si conserva di interessante soprattutto la Coppia di Angeli di Domenico Ghirlandaio del 1480, che stavano in alto ai due lati della cuspide della tavola del Maestro di Figline.

Oltre a vari altri oggetti in possesso della chiesa (calici, libri miniati, paramenti, ecc.) il museo contiene il Martirio di san Lorenzo di Ludovico Cardi detto il Cigoli del 1590, dipendente dal quadro di uguale soggetto di Tiziano nella chiesa dei Gesuiti a Venezia. Fu eseguito per la chiesa della confraternita dedicata a San Lorenzo nell'ospedale Serristori; acquistato nel 1733 dai Medici, passo' poi ai depositi delle gallerie fiorentine, da dove e' ritornato a Figline. I Serristori sono stati fra i primi committenti del giovane Cigoli che, influenzato dal Passignano ritornato da Venezia, arricchiva la sua tavolozza di un vivace colorismo di origine veneta, in contrasto con la tradizione accademica fiorentina. I precoci legami del pittore con Figline si spiegano se veramente il Cigoli apparteneva a quella famiglia dei Cigoli Bicchierai che possedevano una casa in piazza mercatale (il nipote Giovan Battista Cardi fornisce invece un'ascendenza nobile e una origine dal paese di Cigoli presso San Miniato al Tedesco).
 

Ex-Spedale Serristori

Usciti dalla chiesa, ci si diriga al lato opposto della piazza dove sorge un lungo edificio seicentesco, ma alterato, che ha al piano terreno un loggiato (che fino alla fine dell'Ottocento era a due piani). Si tratta della prima sede dello spedale Serristori, fondato da Ser Ristoro Serristori, il capostipite di questa nobile famiglia, un notaio che nel suo testamento del 1399 lasciava alla pia istituzione i suoi averi, pur riservandosi che la sua famiglia ne rimanesse proprietaria (e' lecito sospettare che il documento stesso sia pero' un falso cinquecentesco). L'istituzione, tipica in un'epoca in cui privato e pubblico non erano ancora distinti e in cui la Chiesa e la nobilta' praticavano sotto forma di beneficenza l'attivita' assistenziale, fiori' per secoli, riuscendo ad evitare, per l'influenza dei Serristori soppressioni e tentativi di annessioni (dal 1637 I'ospedale ed i suoi numerosi beni sparsi per Figline e dintorni costitui' una commenda dell'ordine di Santo Stefano, di cui i Serristori rimanevano pero' " commendatari"). Nel 1890 I'ospedale lascio' la primitiva sede (che subito fu ridotta ad abitazioni private e scempiata) e si trasferi' nella villa di San Cerbone (vedi visita ai dintorni ). Le lunette sotto il loggiato sono state affrescate da Niccolo' Lapi alla fine del Seicento.
 

Palazzo Pretorio

Uscendo dalla piazza si incontra, nella piazza B. Bianchi, il Palazzo Pretorio, costruzione trecentesca poi rimaneggiata, ripristinata in stile neomedievale nel 1924-31 da Ezio Cerpi (dello stesso stile e' anche il vicino palazzetto gia' dei mutilati di guerra). Il palazzo reca vari stemmi di podesta' e iscrizioni con i loro nomi. All'interno, il Duca Alessandro de ' Medici che rapisce una monaca da un convento, di Egisto Sarri. Nella merlata torre e' una campana del secolo XIV, che chiamava all'adunanza i cittadini, con iscrizione che ricorda la sconfitta della parte ghibellina; si tratta di una preda di guerra proveniente da Susinana in Romagna.

Ai piedi della torre, nella cappella dedicata ai Caduti, e' una terracotta invetriata di Benedetto Buglioni con Madonna in trono fra i santi Sebastiano ed Antonio abate, in alto angeli che reggono la corona. Proviene dalla cappella di Caiano sul Pratomagno, donde fu trafugata, recuperata e rivenduta, e passo', a seguito di varie vicende, ai depositi del Bargello. Nel 1930, quando fu ceduta a Figline, fu integrata (cornice, angeli, parte del san Sebastiano e porco di sant'Antonio) dalla fabbrica Cantagalli.

Monastero della Santa Croce delle Agostiniane

Vicino e' il monastero della Santa Croce delle Agostiniane (clausura), fondato nel 1542 al posto di un monastero di Benedettine Vallombrosane. La chiesa ha un gradevole interno settecentesco. Da notare una Crocefissione, tela del Cinquecento all'altare di destra.
 

Chiesa gotica di S. Francesco

Nell'adiacente piazza Stanislao Morelli si trova la chiesa gotica di San Francesco, documentata fino dal 1229, che presenta ampi resti in facciata di una originale bicromia bianconera, comune a molti edifici del Trecento toscano. La facciata e' preceduta da un portico dei primi del Quattrocento, sotto al quale e' una scultura trecentesca della Madonna col Bambino entro un tabernacolo (confrontabile con la Madonna all'esterno dell'oratorio del Bigallo a Firenze). Inoltre vi si trovano vari stemmi e nelle lunette affreschi di buona qualita' del Seicento.

L'interno, ripristinato all'inizio del Novecento da Giuseppe Castellucci che ne ha eliminato le decorazioni barocche, d'aspetto austero, e' a navata unica, a croce, secondo una tipologia frequentemente adottata dagli ordini mendicanti, con soffitto a capriate rifatto dopo le distruzioni belliche. Nella controfacciata affreschi (Crocefissione e santi a destra, Annunciazione e Incoronazione della Vergine di Francesco d'Antonio, dei primi del Quattrocento, prima opera nota dell'artista, in cui e' forte la dipendenza da Agnolo Gaddi. Un altro affresco, con San Francesco, e' dello stesso pittore ma di un tempo posteriore. Nel braccio destro del transetto, affresco trecentesco con Cristo in Pieta' fra i santi Bartolomeo, Francesco, Ludovico di Tolosa, santo vescovo, san Jacopo; in alto Crocefissione. Nella cappella Serristori che si apre sul transetto sinistro, copia moderna del polittico di Mariotto di Nardo del 1424 (che e' passato alla Casagrande, alla collezione Serristori di Firenze ed infine e' stato venduto all'asta).

Alla parete sinistra, affresco della fine del Quattrocento, con la Madonna Assunta che dona la cintola a san Tommaso, in cui sono evidenti le desunzioni dal Botticelli. In sacrestia Madonna col Bambino, 1420-30 circa, in stucco dipinto, della bottega di Lorenzo Ghiberti. Per la presenza dei santi francescani e' probabile che la Maesta' del Maestro di Figline provenga da questa chiesa. Da una porta sulla parete sinistra si accede al chiostro tre-quattrocentesco del convento francescano, che ha nelle lunette resti di affreschi del primo Seicento e un affresco staccato entro arcosolio, quattrocentesco, attribuito a Pier Francesco Fiorentino. Vi si apre, illuminata da bifore, l'antica sala capitolare (oggi cappella), che contiene un affresco trecentesco con la Crocefissione gia' attribuito al Maestro di Figline e la Madonna col Bambino, tavola datata e firmata di Giovanni del Biondo del 1392, eseguita, come informa l'iscrizione, per la fiorentina compagnia d'Or San Michele e Santa Maria Nuova, caposaldo per la datazione delle opere di questo pittore.
 

Casagrande dei Serristori

Usciti da San Francesco ci si diriga a destra, Ritornando in piazza Marsilio Ficino per vicolo Libri, e da qui per via G. Oberdan, a destra della chiesa, passando davanti alla seicentesca Canonica, si raggiunge via Castelguinelli, dove al numero 86 sulla destra e' la cosiddetta Casagrande dei Serristori, un complesso di palazzi gia' abitato dai Serristori, la famiglia egemone di Figline, che vi avevano raccolto una collezione di opere d'arte e mobilio antico, sistemata dal Castellucci nei primi anni venti e poi in gran parte dispersa. Si puo' visitare (rivolgersi al ristorante Taverna Antica) il bel cortile del palazzo, aperto con un doppio loggiato rinascimentale su un giardino all'italiana in un canto del borgo medioevale, cinto dalle mura cittadine e da un'alta torre. Le mura urbiche, costruite a piu' riprese fra 16 il 1356 e il 1375, di cui qui si vede un tratto ben conservato, si presentano ben visibili a chi faccia il giro attorno al centro medievale soprattutto dal lato verso le colline, dove e' stato sistemato un giardino con pini.
 

Teatro Garibaldi

Addossato alle mura, presso il Cassero, e' il teatro Garibaldi, eretto nel 1868-70 dall'architetto figlinese Angelo Pierallini e decorato da Egisto Sarri (recentemente restaurato). Dietro il palcoscenico sono state messe in luce le mura medievali. Da qui si raggiunge in breve, verso destra, il quadrato cimitero monumentale della Misericordia, neoclassico, costituito da quattro cappelle cupolate, agli angoli, congiunte da porticati; in fronte al solenne ingresso e' un sacrario preceduto da colonne, di gusto palladiano. Vi si trovano varie statue in terracotta e monumenti funebri otto-novecenteschi di qualche interesse.


Fonte by Comune di Figline Valdarno