Mercato di Sant'Ambrogio

I mercati di Firenze

Tra turismo e shopping

La partenza è il mercato di S. Ambrogio. L'orario migliore non può essere che la mattina, anche perché chi volesse trovare il mercato aperto il pomeriggio andrebbe incontro ad una delusione.Venendo in macchina ci si arriva dai viali e esattamente dal Viale della Giovine Italia, dopo piazza Beccaria e dopo la sede della Nazione al semaforo si gira a destra per via dell'Agnolo e poi alla prima a destra. Qui si apre una piazza brulicante di gente ma è quasi sicuro trovare un parcheggio in zona.

Lasciato l'automezzo ci si può immergere nel variopinto caos del mercato. Questo è un mercato vero, un mercato fatto per le massaie che da qui partono con sporte piene di carciofi e cavoli trascinandosele per chilometri fino a casa. Non è roba per turisti e quelli che ci capitano hanno un'aria un po' incredula.

Il mercato è così diviso: nell'edificio centrale, molto bello in tipico stile mercato-di-ferro decò restaurato, c'è la parte carne, pesce, formaggi e salumi e questi banchi sono fissi cioè il giorno dopo li ritrovi lì. Tra l'altro ci si possono trovare un paio di macellerie Koscer.
Nell'edificio i profumi e il brusio si fondono in un tutt'uno. Fuori invece sono i colori che predominano.

Nella parte antistante l'entrata principale ci sono i "barrocci" dei verdurai urlanti. Questi sono per così dire stanziali, cioè le facce sono le stesse da anni, e anche i loro richiami alle massaie che passano divertite. I colori e gli odori cambiano a seconda delle stagioni: dai rossi pomodoro estivi ai marroni fungo autunnali.

Le tonalità cromatiche si mischiano con quelle dei banchi al lato dell'edificio, qui ci sono vestiti, scarpe, giocattoli e altre cose futili. Questi sono girovaghi cioè se dovete cambiare la giacca che vi sta enorme dovete tornare fra sette giorni e, mi raccomando, con lo scontrino in mano.
(Fonte: Esercizi Storici Fiorentini)