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Monterchi

Natura, sapori e tradizioni della Valtiberina

Un mosaico di forme e profumi, boschi e montagna

La Valtiberina toscana si presenta al visitatore come un grande mosaico d’ambienti differenti, offrendosi in una ricca molteplicità di forme, colori e profumi. Se torniamo in queste terre di confine più volte e in diversi momenti dell’anno, possiamo gustare anche la mutevole realtà dovuta all’alternarsi delle stagioni.

Riserve Naturali dei Monti Rognosi
Riserve Naturali dei Monti Rognosi - Credit: David Butali

I terreni intorno ad Anghiari, di derivazione fluvio-lacustre, ci invitano a scoprire come anticamente in questa valle ci fosse un lago intrappenninico; oggi restano le rosse argille, spesso non facili per l’aratro, che nelle luminose giornate invernali ci regalano una sorta di vasta “fioritura” minerale. Fra Anghiari e Pieve S. Stefano troviamo invece le ofioliti, “scherzo” geologico d’origine magmatica sottomarina. .

Questi Monti Rognosi e le Serpentine di Pieve Santo Stefano originano suoli poco adatti all’agricoltura, ma rientrano oggi fra le aree protette della provincia di Arezzo per la presenza di una vegetazione particolare, adattata alle difficili condizioni di vita che queste rocce determinano. Tracce testimoniano ancora come questi siti siano stati in passato sfruttati con finalità minerarie.
Ad Anghiari, infatti, nei secoli scorsi è stata fiorente un’attività artigianale legata alla produzione di armi da fuoco di pregevole fattura. 

La bellissima città di Sansepolcro in Valtiberina Toscana
La bellissima città di Sansepolcro in Valtiberina Toscana - Credit: Marcello Piomboni

A Pieve S. Stefano compare il bianco alberese, da cui, tra l’altro, derivano suoli spesso coperti da prati o da bosco. Un altro mondo hanno creato nel tempo i corsi d’acqua valtiberini, depositando nelle depressioni da Pieve S. Stefano fin sotto la collina di Monterchi, “scrigno” della pierfrancescana Madonna del Parto, terreni preziosi per una fiorente agricoltura, formando così le pianure alluvionali. 

Resta sempre ricca di colori la “tavolozza” altotiberina, con il giallo dei girasoli, che riempie il mese di luglio e il verde delle grandi foglie del tabacco Kentucky.

Sansepolcro e i suoi campanili emergono
laggiù in fondo e ricordano, ancora una volta, quelli raffigurati da Piero della Francesca dietro le spalle del San Gerolamo, conservato a Venezia, contornati da aree montane sempre meno coltivate e più ricche di bosco a mano a mano che si sale. 

Sapori e profumi della Valtiberina
Sapori e profumi della Valtiberina - Credit: David Butali

Qui si trovano calanchi marnosi, crudi e a volte inquietanti per la mancanza di vegetazione, che emergono prima di Badia Tedalda; si contrappongono fino a Sestino, il giallo estivo e vellutato dei cereali e i pascoli, punteggiati dalle sagome rassicuranti dei bovini Chianini, dal mantello bianco porcellana.

Ambienti pieni di fascino, ma anche terre difficili queste, in cui non è possibile coltivare nemmeno il castagno. Luoghi adatti soprattutto per allevatori o boscaioli e, tuttavia, in questi terreni calcarei, abili cercatori trovano un prodotto assai pregiato, il tartufo bianco

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