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Firenze com'era

I film sul volto più autentico della città si sono ispirati ai romanzi di Vasco Pratolini

I lati più nascosti della città, quelli più autentici, sono stati raccontati dallo scrittore Vasco Pratolini, autore de “Il Quartiere”, “Le ragazze di San Frediano”, “Cronache di poveri amanti”. E' in quelle pagine che possiamo oggi capire com'era la Firenze dei quartieri popolari a fine '800, nella quale i cortei dei turisti di oggi non erano che un lontano miraggio.

Romanzi che hanno raccontato volti e situazioni d'altri tempi e che hanno ispirato film d'autore. “Le ragazze di San Frediano” di Valerio Zurlini, è stato girato nel 1954 e racconta di Bob, un giovane meccanico che fa il gallo e corteggia cinque ragazze contemporaneamente. Non è difficile ancora oggi, camminando per le vie di San Frediano, ritrovare le pittoresche case descritte, anche se le osterie e i personaggi di un tempo, oggi non esistono più.

“Cronache di poveri amanti” di Carlo Lizzani, anche questo nato dalla penna di Pratolini, racconta Firenze negli anni '20 in via del Corno, all'ombra di Palazzo Vecchio.

“La Viaccia”, invece, di Mauro Bolognini, film di forte intensità drammatica, che vede come protagonista Jean Paul Belmondo, è tratto dal romanzo di Mario Pratesi “L'eredità”, anche se Pratolini partecipò alla sceneggiatura. Nel film il giovane campagnolo Amerigo s'innamora di Bianca, incontrata in un bordello di Firenze e per frequentarla deruba lo zio. Il film ci regala scorci memorabili del centro storico fiorentino.

A ben vedere Firenze, sotto la scorza di città turistica, conserva ancora oggi la sua anima popolare nei quartieri di Santa Croce, San Frediano e altre antiche strade, dove non è difficile riconoscere gli scorci immortalati dai film.
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Toscana da Cinema