Hannibal a Firenze

Dal "Grand tour" ad oggi, Firenze meta del turismo internazionale

L'anima colta e l'anima irriverente della città di "Amici miei"

La Galleria degli Uffizi, il Ponte Vecchio, Piazza della Signoria, il Duomo e le tante strade monumentali del centro storico, sono state lo scenario naturale per film d'autore di ieri e di oggi. Il memorabile “Paisà” di Roberto Rossellini ambientava a Firenze un episodio sulla guerra di Resistenza contro il nemico nazista durante la seconda guerra mondiale. Una storia drammatica che ci restituisce comunque una ferita ma bellissima Firenze in bianco e nero, dove a svettano imperturbabili i monumenti del Rinascimento.

Appassionati e romantici gli omaggi alla città e ai suoi dintorni dei registi Jane Campion, in “Ritratto di Signora”, Kenneth Branagh, in “Molto rumore per nulla” e di James Ivory, in “Camera con vista”. Quest'ultimo, tratto dal racconto dello scrittore inglese Edward Morgan Forster, descrive la passione che fin dall'800 i cittadini del Regno Unito hanno avuto per la città gigliata. Firenze era una delle mete privilegiate del grand tour ottocentesco e a metà del XIX secolo nella città era presente una nutrita comunità anglosassone, fatta di scrittori, poeti, pittori, amanti dell'arte e di una campagna da cartolina, tipica delle colline che si ergono ai limiti del centro abitato.

Un omaggio appassionato è anche quello che ha dedicato alla città Leonardo Pieraccioni, nel recente “Io & Marilyn”, dove il protagonista ama la bionda più sexy di tutti i tempi, in incontri immaginari all'ombra del Cupolone, amando per traslato la città che la ospita.E poi tanta comicità. I Fiorentini, come è noto, hanno sempre sulla punta della lingua un motto di spirito, pronti a irridere senza distinzioni i potenti come i compagni di strada. Come non ricordare le mitiche scene del film “Amici Miei” di Monicelli, e i sequel, dove Firenze, la stazione di Santa Maria Novella, Via dei Bardi, i Lungarni, fanno da cornice a scherzi e zingarate, divertenti quanto crudeli.

Firenze, città con un grande passato, ma con occhi rivolti al futuro nei film ambientati ai nostri giorni: in “C'è chi dice no” di Giambattista Avellino, tre giovani laureati lottano contro le baronie universitarie e le raccomandazioni nei posti di lavoro; in “Mar nero” di Federico Bondi è a Firenze che possono nascere storie di condivisione tra un'anziana signora e la sua badante rumena, brandelli d'umanità nella società globalizzata, ai confini di quartieri dormitorio e anonimi centri commerciali.
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Toscana da Cinema