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Duomo di Siena
Photo ©Ilaria Giannini

5 splendide chiese delle Terre di Siena

Un "pellegrinaggio" alla scoperta delle architetture religiose della Toscana

Siete appassionati di architettura religiosa? Entrate nelle chiese di ogni città che visitate? Se la risposta è positiva, dovete assolutamente fare un viaggio nelle Terre di Siena, tra Montepulciano, Montalcino e Asciano per visitare pievi e abbazie davvero uniche. Ecco i nostri 5 consigli.

Duomo di Siena
Duomo di Siena
Duomo di Siena

Siamo dunque alla volta degli edifici di culto delle terre di Siena e non potevamo che cominciare con il Duomo della città del Palio, una delle chiese più belle e sorprendenti al mondo. Non si hanno notizie della basilica, massimo esempio di stile romanico-gotico-italiano, prima del 1226, quando la Repubblica di Siena comincia le registrazioni dei costi e dei contratti relativi alla costruzione della Cattedrale, iniziata probabilmente verso la metà del XII secolo sulle spoglie di una struttura preesistente, a sua volta edificata al posto di un tempio di Minerva. 

Il tempio attuale è sopraelevato da una piattaforma di alcuni gradini ed è articolato in una croce latina con tre navate e una cupola all’incrocio dei bracci. Le navate sono scandite da pilastri polistili, con un transetto diviso in due. La crociera del transetto è costituita da un esagono sormontato dall’audace cupola a base dodecagonale (fra le più grandi dell’epoca). Tutta la struttura interna è dominata dalla bicromia bianca e nera, riferimento ai colori dello stemma della città. Tra le moltissime opere dei più grandi artisti medievali e rinascimentali ci limitiamo a citare la più vasta e incredibile di tutte: il pavimento a commessi marmorei, opera unica nell’arte italiana per ricchezza di inventiva, vastità e importanza dei collaboratori. Diviso in 56 riquadri mostra rappresentazioni che rispondono al disegno tematico omogeneo della Rivelazione. I riquadri più antichi sono della seconda metà del Trecento, gli ultimi ottocenteschi. Tra chi ci ha lavorato lungo i secoli spiccano i nomi di Francesco di Giorgio, Pinturicchio, il Sassetta, Neroccio di Bartolomeo de’ Landi, Antonio Federighi, Urbano da Cortona e, soprattutto, Domenico Beccafumi, che creò ben 35 scene innovando profondamente il genere. 

Santuario di Santa Maria a Pancole
Santuario di Santa Maria a Pancole
Santuario di Santa Maria a Pancole

Proseguiamo la visita con il Santuario di Santa Maria a Pancole, che si trova lungo la via Francigena ad appena cinque chilometri di distanza da San Gimignano. Il piccolo tempio è legato alla leggenda del ritrovamento di una miracolosa icona della Madonna, dipinta verso la fine del ‘400, ad opera di una giovane pastorella muta, chiamata Bartolomea Ghini. Si narra che la ragazza, nel 1668, fosse particolarmente triste per la propria povertà e portando il gregge al pascolo cominciò a piangere a dirotto. Le apparve una bella signora che le chiese il motivo di tanta tristezza. Quando Bartolomea rispose, la signora la rassicurò dicendole di andare a casa poiché lì avrebbe trovato la dispensa piena di pane, l’oliera colma e le botti gonfie di vino. Bartolomea si rese conto di aver parlato e scappò a casa chiamando a squarciagola i genitori, stupefatti di sentire la figlia parlare e di vedere la dispensa piena. Tutti i paesani andarono al pascolo dove la bambina diceva di aver visto la misteriosa signora ma trovarono soltanto un cumulo di rovi. A questo punto estirparono le piante e scoprirono che nascondevano l’edicola con l’immagine che, secondo Bartolomea, ritraeva la signora che aveva incontrato. Durante la rimozione dei rovi l’icona fu graffiata da una roncola, il segno è tuttora visibile.

Chiesa della Madonna del Soccorso di Montalcino
Chiesa della Madonna del Soccorso di Montalcino
Chiesa della Madonna del Soccorso di Montalcino

Ci dirigiamo verso Montalcino per visitare la Chiesa della Madonna del Soccorso, costruita nel 1330 sul luogo della medievale chiesetta di Porta al Corniolo, dove sarebbe stata esposta alla venerazione popolare un’antica tavola raffigurante la Vergine.

Duomo di Montepulciano
Duomo e Piazza di Montepulciano
Duomo e Piazza di Montepulciano

Proseguiamo la nostra rassegna con il Duomo di Montepulciano, che costruito nel ‘500 al posto di un’antica pieve, si affaccia su una piazza tra le più belle d’Italia. L’unica struttura superstite della precedente costruzione è la massiccia torre campanaria quattrocentesca, la cui parte superiore non venne mai ultimata. Incompiuta è anche la facciata, a salienti. All’interno la basilica mostra un impianto architettonico di ascendenza fiorentina, austero ed elegante grazie alla nitidezza delle superfici a intonaco che si alternano alle fasce murarie in conci di pietra. La pianta è a croce latina, ed è divisa in tre navate da possenti pilastri che sorreggono archi a tutto sesto. A un pilastro di destra è addossato il pulpito sorretto da colonnine ioniche.

Abbazia di Monte Oliveto Maggiore di Asciano
Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, monastero benedettino, vista dall’alto
Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, monastero benedettino, vista dall’alto - Credit: Shutterstock / Shchipkova Elena

Concludiamo il viaggio con l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, la cui storia inizia a Siena intorno al 1313, quando Giovanni de’ Tolomei, un brillante quarantenne di nobile famiglia, insieme a Patrizio Patrizi, Ambrogio Piccolomini e alcuni altri sodali decidono di rompere con la vita “normale”. Decidono così di ritirarsi e scelgono, come luogo di meditazione, uno sperduto possedimento della famiglia Tolomei a trentasei chilometri da Siena. Qui trascorrono anni di vita semi-ascetica fino a quando nel 1319, anche per non essere confusi con le varie sette eretiche di fraticelli che abbondavano nella penisola, furono riconosciuti come congregazione dal “bellicoso” vescovo di Arezzo Guido Tarlati Pietramala. La nuova Congregazione decise di appartenere all’Ordine dei Benedettini, seguendo la regola conosciuta come “ora et labora”. Ancor oggi una visita all’Abbazia è scandita dal susseguirsi della tipica vita monastica, con rigidi orari di apertura e chiusura, annunciati dall’inequivocabile suono di una campanella.

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Arte e Cultura