Alla scoperta del Giubileo in Toscana: Lucca, Massa Carrara-Pontremoli

Per l'Anno della Misericordia ogni diocesi aprirà delle "porte sante" sul suo territorio: occasione perfetta per visitare alcune delle più belle chiese regionali

Il Giubileo Straordinario che Papa Francesco ha inaugurato prima in Centro-Africa e quindi a Roma l’8 dicembre 2015, si caratterizza anche per la possibilità conferita dal Pontefice a ogni diocesi di indicare – sul proprio territorio – delle "chiese particolari" in cui poter ricevere l’indulgenza plenaria. È così che shakerando curiosità e (per chi lo voglia) perdono, continuiamo a scoprire in ogni angolo del territorio toscano i templi in cui saranno aperte le "porte sante", ché magari con la scusa dell’indulgenza finalmente ci convinceremo a visitare. Qui ci occuperemo delle diocesi del nord, quelle di Lucca e Massa Carrara – Pontremoli.


Inauguriamo il nostro percorso con Lucca, la città delle cento chiese tiene fede al suo soprannome sorprendendoci con una scelta inusuale: anziché puntare sul Duomo o su una delle grandi basiliche si è deciso di spalancare la “porta santa” nella piccola Chiesa di San Giusto che, costruita sulle strutture di un precedente edificio di culto, risale alla seconda metà del XII secolo.

 

 

Architettonicamente articolata in tre navate con abside, ha una facciata in cui spicca la bicromia della parte superiore: dove fitte fasce di marmo bianco iniziano poco sopra il portale principale per proseguire nel corpo della muratura della navata centrale, dove si dispongono in loggette sovrapposte. Notevole il portale: uno dei più significativi della bottega di Guidetto, sia per la qualità dell’esecuzione, che per alcuni particolari decorativi, quali i telamoni in torsione che sostengono i due leoni aggettanti ai lati della lunetta e due mascheroni di impianto classico.


 

Passando al territorio di Massa Carrara & Pontremoli – seguendo così rigorosamente denominazioni e declinazioni geografiche dell’organizzazione cattolica – scopriamo che proprio a Massa, con scelta più consueta, a ricevere gli onori giubilari è la Cattedrale di San Pietro e San Francesco. L’edificio, già visibile in alcune vedute di fine ‘500, secondo i documenti fu costruito a partire dalle spoglie del precedente convento di San Francesco e fu consacrato nel 1389, come si ricava dalla lapide collocata nella Cappella delle Stimmate. Venne però designato come Duomo solo nei primi anni dell’Ottocento, poiché l’antica Cattedrale di Massa, situata davanti al Palazzo Ducale, fu demolita per volere della sorella di Napoleone. La facciata è una ricostruzione risalente al 1936, basata su un progetto di Cesario Fellini. Architettonicamente il Duomo è composto da un’unica navata e due cappelle nella parte destra, quella delle Stimmate e quella del Santissimo Sacramento. Una porta conduce a un ambiente sotterraneo, il sepolcreto Cybo-Malaspina, in cui si conservano le urne dei principi della città. All’interno si trovano numerose opere, tra cui dipinti del Pinturicchio (una Madonna con Bambino) e del Maratta, oltre agli altari marmorei eseguiti dai Bergamini e a un’ancona di Andrea e Tommaso Lazzoni.

 

 

L’ultima tappa del nostro breve pellegrinaggio nel nord della Toscana ci porta stavolta a Pontremoli, e più esattamente alla Concattedrale di Santa Maria Assunta, la cui edificazione fu decisa dal Consiglio generale della città il 7 luglio 1630, con un decreto che stabiliva l’erezione di “un tempio sontuoso, nobile e capace del popolo quanto sia possibile (…) nel luogo ove è la chiesa di Santa Maria di Piazza”. I lavori iniziarono nel 1636 su progetto dell’architetto Alessandro Capra, e si conclusero nel 1687. La chiesa fu proclamata Cattedrale il 4 luglio 1787 con una bolla di Pio VI, al momento dell’istituzione della diocesi di Pontremoli. Il Duomo è un significativo esempio di aderenza ai dettami della chiesa contro-riformata – sanciti dal Concilio di Trento e codificati esemplarmente nelle strutture gesuitiche – di cui Santa Maria Assunta di Pontremoli ripete l’impianto: unica vasta navata con cappelle laterali e breve transetto cui si aggiunge una cupola altissima e luminosa all’incrocio dei bracci.

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