Alla scoperta del Giubileo in Toscana: Firenze, Prato e Fiesole

Per l'Anno della Misericordia ogni diocesi aprirà delle "porte sante" sul suo territorio: occasione perfetta per visitare alcune delle più belle chiese regionali

Il Giubileo della Misercordia è nato sotto il segno della sorpresa e così, assecondando la sua vocazione, abbiamo pensato che l’occasione di redenzione spirituale potesse combinarsi perfettamente alla possibilità della riscoperta del territorio. Infatti in occasione di questo particolarissimo Anno Santo Papa Francesco ha dato a ogni diocesi la possibilità di indicare alcune “chiese giubilari” in cui ricevere l’indulgenza plenaria. Ed è così che verranno aperte in tutti gli angoli della Toscana delle “Porte Sante” in alcune tra le basiliche più suggestive del Paese. Armati di penna abbiamo così iniziato a segnare su una mappa le oltre quaranta chiese che compongono l’arcipelago del nostro Giubileo regionale. Un percorso sorprendente e articolato, che per comodità abbiamo diviso in diverse tappe, quella che proponiamo in questo articolo tocca le città di Firenze, Fiesole e Prato.

 

 

Nel territorio di Firenze sono tre le chiese pronte a diffondere il perdono sui fedeli in cerca di redenzione e, in tutti e tre i casi, si tratta di basiliche che vale la pena scoprire. Partiamo naturalmente dalla Cattedrale di Santa Maria del Fiore, che comprendendo nel suo complesso il Battistero, il Campanile di Giotto, la Cupola del Brunelleschi (da ammirare sia all’esterno che all’interno), l’antica cattedrale di Santa Reparata e il nuovissimo Museo dell’Opera del Duomo – in cui è ricostruita a grandezza naturale la facciata incompiuta di Arnolfo di Cambio – meriterebbe anche da solo visita e viaggio. Al Duomo la città gigliata aggiunge la Basilica della Santissima Annunziata, il principale Santuario mariano di Firenze. La chiesa in questo caso per ricchezza e abbondanza delle decorazioni fa pensare – più che alla classica basilica toscana – ai templi cattolici di Roma, ed è proprio qui che i Medici, molto devoti all’icona custodita nella Cappella della Madonna, si erano fatti costruire un passaggio privato e una finestra segreta da cui contemplare l’immagine sacra.

 

 

L’ultima chiesa del territorio di Firenze in cui si potrà varcare una Porta Santa è quella della Basilica di Santa Maria all’Impruneta, la cui origine affonda nella leggenda di un miracoloso ritrovamento. Si narra che quando si decise di costruire un tempio in onore della Vergine, le mura che venivano innalzate di giorno si disfacevano durante la notte. Le pietre furono allora caricate su un carro e quando i buoi si fermarono e si inginocchiarono si cominciò a scavare, in quel punto venne rinvenuta l’immagine e lì si riuscì finalmente a erigere l’edificio.

 

Continuiamo il nostro pellegrinaggio passando sui colli di Fiesole, la cui diocesi come chiese giubilari ha scelto l’antico Duomo di San Romolo – eretto dal vescovo Jacopo il Bavaro nel 1028, e ampliato nel XIII secolo – e il Santuario di Santa Maria delle Grazie di San Giovanni Valdarno.

 

 

Concludiamo questo itinerario giubilare con la città di Prato, recentemente visitata perfino da Papa Francesco! Nel centro medievale del borgo sarà il Duomo a spalancare la porta della misericordia, e per descrivere la cattedrale della città ci affidiamo alle parole usate da Curzio Malaparte in “Toscani maledetti”, certi di non poter fare di meglio:

 

 

“M’affaccio alla finestra, e sporgendomi un po’ di lato, m’appare la fronte marmorea del Duomo, a strisce bianche e verdi, il Pergamo di Michelozzo e di Donatello, appeso come un nido all’angolo della facciata, e il bel campanile che servì da modello al campanile di Giotto, ma più di quello è semplice, snello, e schietto: di pietra tagliata, di buona e liscia pietra pratese”.