Alla scoperta del Giubileo in Toscana: da Grosseto a Pitigliano

Per l'Anno della Misericordia ogni diocesi aprirà delle "porte sante" sul suo territorio: occasione perfetta per visitare alcune delle più belle chiese regionali

Nel sud della Toscana il Giubileo della Misericordia non mancherà di accogliere fedeli e pellegrini in chiese, pievi e monasteri sparsi su tutto il territorio maremmano. Nella diocesi di Grosseto sarà possibile varcare una “porta santa” direttamente in città, ma come in ogni altra parte della regione anche qui le possibilità di redenzione si moltiplicano offrendo l’occasione per una visita a qualche gioiello nascosto che forse è stata rimandata per troppo tempo…

 

Partendo proprio da Grosseto scopriamo che la prima chiesa giubilare è proprio il Duomo di San Lorenzo, costruito a partire dalla fine del XIII secolo sotto la direzione del maestro Sozzo Rustichini, che partecipò anche alla realizzazione della facciata del Duomo di Siena. La cattedrale in seguito è stata ampiamente rimaneggiata ma il fianco meridionale conserva ancora molto dell’aspetto originario. Notevole soprattutto il portale, riccamente decorato con motivi vegetali, zoomorfi e antropomorfi. Sempre nella diocesi che porta il nome del capoluogo troviamo la Pieve di San Martino a Batignano, una piccola chiesa sorta nel XII secolo e costruita con materiali di recupero di epoca romana provenienti dalla vicina città di Roselle.

 

 

Continuiamo il nostro piccolo pellegrinaggio maremmano con le chiese giubilari della diocesi di Pitigliano, Sovana e Orbetello. La prima che visiteremo in questo breve resoconto è l’antica Cattedrale dei santi Pietro e Paolo di Pitigliano. La prima notizia di una pieve dedicata ai due santi risale addirittura al 1061, nel 1276 ne risultano invece tre, una delle quali – che certamente sorgeva nel punto in cui ora si trova il duomo – divenne in seguito "collegiata" e prese a sua volta il titolo dei Santi Pietro e Paolo. Venne nel corso dei secoli ristrutturata molte volte, in particolar modo nel 1509. Di particolare interesse la torre campanaria, utilizzata inizialmente per attività civili e militari. La struttura in principio prevedeva solo due ordini ai quali in epoca medicea ne fu aggiunto un terzo, affidando alla torre il ruolo di campanile.

 

 

Proseguiamo con il piccolo e davvero “segreto” Santuario dell’Addolorata a Cerreto di Sorano, sorto nel 1854 con lo scopo di sostituire la degradata pieve di Santa Maria dell’Aquila e di ricordare l’apparizione della Madonna – avvenuta esattamente in quel luogo – a una ragazza del posto. L’evento miracoloso è stato poi anche celebrato con l’aggiunta di una cappella agli inizi del Novecento.

 

 

Concludiamo planando sulle pendici del Monte Argentario, in cui perso tra i boschi si trova il bel Santuario della Presentazione di Maria Santissima, casa madre della Congregazione dei Padri Passionisti. La costruzione del luogo di culto sul promontorio fu intrapresa nel 1733 da Paolo Danesi di Ovada, fondatore della Congregazione – più tardi San Paolo della Croce. Il santo, approdato casualmente a Porto Ercole nel 1721, decise di fondare sul monte il suo ritiro, e il vescovo di Pitigliano gli concesse il romitorio di Sant’Antonio. Una volta aumentati i religiosi il frate decise di costruire un nuovo edificio sul luogo indicatogli dalla Vergine. Dopo un’interruzione a causa della guerra di successione tra gli spagnoli e gli austriaci i lavori di costruzione ripresero e il 14 settembre 1737 il santuario fu aperto al culto.

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