Al Palazzo della Signoria

Il Palazzo della Signoria di Firenze [Photo Credits: blaque_jaques bit.ly/XQgwE7]
Il Palazzo della Signoria di Firenze [Photo Credits: blaque_jaques bit.ly/XQgwE7]

Quando si va in una città d’arte, ci sono monumenti e musei che non puoi non vedere. Come a Roma, ad esempio, è d’obbligo una visita al Colosseo, a Firenze, oltre alla Galleria degli Uffizi, non potevo non visitare il Palazzo della Signoria, detto anche Palazzo Vecchio. Entro dall’ingresso di Piazza della Signoria e subito si presenta davanti a me un bel chiostro porticato, il Cortile di Michelozzo,  con le volte affrescate e che regala uno scorcio sulla torre del Palazzo, alta più di 90 metri. Dopo una breve attesa alla biglietteria (per chi ha il Pass Bronzino, il biglietto è ridotto!), mi addentro nelle sale arricchite di arazzi e dipinti, un tempo vissute dai signori di Firenze, i Medici. Ognuno aveva una stanza per sé e le mani abili dei pittori del Cinquecento, come il Bronzino, il Ghirlandaio, Michelozzo ed altri, incaricati dal Vasari, hanno ritratto sulle pareti e i soffitti le qualità di ciascuno di essi attraverso le allegorie degli dei. Al primo piano trovo il Salone dei Cinquecento, una sala immensa ornata di pitture che raccontano la storia di Firenze all’apoteosi di Cosimo I de’ Medici: sembra di stare in libro di storia! Ad ornare la stanza che ospitava le assemblee del Consiglio Generale del Popolo, ci sono anche numerose sculture di De’ Rossi e il “Genio della Vittoria” di Michelangelo. Salendo al piano superiore, ci sono le stanze private della corte medicea, tra cui il Quartiere degli Elementi e il Quartiere di Eleonora, moglie di Cosimo I. Sono tutte  sontuosamente affrescate e nella Cappella privata di Eleonora ho subito riconosciuto i colori vivi delle pitture del Bronzino. Immaginare oggi che queste potenti famiglie di un’epoca a noi lontana vivevano tra magnifiche opere d’arte, mi lascia senza parole.

Il Genio della Vittoria di Michelangelo [Photo Credits: Darren and Brad bit.ly/WCH2Ko]
Il Genio della Vittoria di Michelangelo [Photo Credits: Darren and Brad bit.ly/WCH2Ko]

Dal Quartiere di Eleonora continuo il percorso della visita attraversando il balcone che si affaccia sul Salone dei Cinquecento per arrivare alla Sala dell’Udienza e la Sala dei Gigli, dove “mi accoglie” la statua originale di “Giuditta” di Donatello. Dopo la Sala dei Gigli, in cui lo stemma fiorentino è impresso su tutte le pareti, appunto, un enorme globo terrestre attira la mia curiosità nella Sala delle Carte Geografiche, dove le pareti, questa volta, sono ricoperte di mappe di tutte le parti del mondo che si conoscevano nel Cinquecento, e anche qui, vi assicuro, sembra di entrare in un’altra dimensione! Tra i due piani del Palazzo c’è il Quartiere del Mezzanino che accoglie dei bei dipinti e sculture di epoca medievale e rinascimentale, che il collezionista americano Loeser ha donato al Comune di Firenze. Tra questi mi hanno colpito l’espressività della “Madonna col Bambino” di Pietro Lorenzetti e della statuetta in cera del Giambologna raffigurante “Ercole che abbatte l’Idra di Lerna”. Passando per le sale del Palazzo è stato particolarmente interessante scoprire che in alcune stanze si vedono ancora quelle un tempo erano le mura esterne e che ora dividono un ambiente dall’altro. Il palazzo originario infatti era più piccolo di quello che vediamo ora e fu ampliato nel XV-XVI secolo. Ho avuto anche l’occasione di ammirare il teschio di Hirst tempestato di diamanti, esposto a Palazzo Vecchio fino al 1° maggio. È incredibile, non perdetevelo!