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Livorno capitale della comicità con 'Il senso del ridicolo'

Dal 22 al 24 settembre nella città toscana attori, scrittori, giornalisti, intellettuali, artisti e psicologi si interrogano sull'univrso della risata

Dal Vernacoliere a Ovosodo passando per lo scherzo delle teste di Modigliani e i doppiaggi in livornese stretto di Paolo Ruffini il senso dell’umorismo è ormai uno dei simboli della livornesità in Toscana e in tutto il mondo. Non a caso è nato qui tre anni fa il primo festival italiano dedicato alla comicità: Il senso del ridicolo.

Il festival, diretto da Stefano Bartezzaghi e promosso da Fondazione Livorno - Arte e Cultura, con la collaborazione del Comune di Livorno e il patrocinio della Regione Toscana, porterà dal 22 al 24 settembre nella città toscana attori, giornalisti, comici, scrittori, piscologi per riflettere su cos’è che ci fa ancora ridere. Una cosa è certa la risata quando arriva ci aiuta a esorcizzare i problemi e le difficoltà di ogni giorno, è una medicina naturale contro lo stress o il logorio della vita moderna, come diceva una nota pubblicità. L’umorismo e la comicità diffondono i loro principi attivi nell’arte, nella narrativa, nella poesia, nel cinema, nel fumetto nel giornalismo e persone nella politica.

Il festival prenderà il via venerdì 22 alle 17.30 con la lectio magistralis di Massimo Recalcati, intitolata “Il desiderio ci prende in giro? Sulle vicissitudini tragicomiche del desiderio umano”. Dopo la lectio del professor Recalcati, la serata inaugurale del festival si sposterà al Teatro Goldoni per una serata spettacolo condotta dal direttore del festival e intitolata: “Meno male che Silvio c’è”, dove per Silvio va ovviamente inteso Silvio Orlando.

Il secondo giorno del festival sabato 23 settembre vedrà un altro grande nome del teatro italiano: l’attore Fabrizio Gifuni che sempre al teatro Goldoni darà voce, corpo e profondità agli scritti di Carlo Emilio Gadda, di cui ha già affrontato i dolenti e amletici mémoires delle due Guerre in un monologo teatrale e a cui ha dato voce nell’audiolibro di Quer pasticciacccio brutto de via Merulana. L’attrice Sonia Bergamasco si impegnerà in un reading della maggiore poetessa britannica vivente, Carol Ann Duffy, la cui raccolta "La moglie del mondo" è una galleria di donne che danno, finalmente, la loro versione dei fatti. Marco Ardemagni parlerà invece sempre sabato 22 con Stefano Bartezzaghi della poesia che nasce dal gioco di parole, dal gioco enigmistico, da vincoli stravaganti, come l’abrogazione di una, o di quattro, vocali o l’uso dissennato della rima. L’autore comico Walter Fontana rifletterà su come è divenuto difficile, per un comico, spiazzare un pubblico che è oramai abituato a tutto, in tutti i campi. Il giornalista italiano Francesco Costa darà invece un'originale lettura di Donald Trump alla luce dell'uso che fa della una comicità che anche se deteriore può essere utili per andare a occupare la poltrona più potente del globo.

Domenica 24 il grande Enrico Vaime tra gli autori di “Quelli della domenica”, il programma tv che rivelò il genio di Paolo Villaggio, quasi cinquant’anni fa, dialogherà con un suo più giovane collega: Pietro Galeotti, autore di Quelli che il calcio, Anima mia, Che tempo che fa e da poco anche direttore di Linus. L’ultimo appuntamento del programma sarà davvero speciale Matteo Caccia ideatore del programma di storytelling 'Pascal' su Radio Due torna al festival per concludere un percorso cominciato a maggio, quando alla Terrazza Mascagni raccolse per un intero weekend storie e testimonianze dei livornesi sulle loro estati. Le loro parole ora sono diventate uno story show con cui Matteo metterà in scena Livorno che parla di se stessa.

Due le mostre in programma una sulle copertine vecchie e nuove di Linus alla Bottega del Caffè, sede dell’Associazione Lavoratori Comunali di Livorno, e un’altra: “ABAB. La stanza dei giochi”, presso la Sala degli Archi della Fortezza Nuova in cui l’opera di uno dei massimi artisti italiani del secondo Novecento, Alighiero Boetti, viene colta da un punto di vista del tutto inedito, quello di sua figlia.. Da bambina, la figlia Agata, con il fratello Matteo, frequentava lo studio di Boetti a Trastevere e vi ambientava i suoi giochi. I giochi coinvolgevano il padre e il suo stesso lavoro d’artista, da cui Agata prendeva spunti e a cui regalava idee e origami di rane.

Quando
Dal 22 settembre
al 24 settembre 2017
Dove
piazza del Luogo Pio