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Alla Strozzina in mostra le ‘Utopie Radicali’ degli anni ’60 e ‘70

Per la prima volta in un’unica esposizione fino al 21 gennaio 2018 il rivoluzionario movimento architettonico che si sviluppò a Firenze negli anni Sessanta e Settanta

Fino al 21 gennaio 2018 gli spazi della Strozzina a Firenze ospitano “Utopie Radicali. Oltre l’architettura: Firenze 1966-1976”, una mostra, curata da Pino Brugellis, Gianni Pettena e Alberto Salvadori con la collaborazione di Elisabetta Trincherini, che celebra la straordinaria stagione creativa fiorentina del movimento radicale tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento. ‘Utopie Radicali’ presenta per la prima volta insieme tutti gli architetti radicali di Firenze, a mezzo secolo di distanza dalla loro nascita e diffusione tra 1966 e 1976. Da una Firenze riemersa dalle acque del 6 novembre 1966 nacque una generazione di artisti, inizialmente studenti legati principalmente alla facoltà di Architettura di Firenze, che fu la prima in Italia a portare avanti una profonda revisione e una nuova visione della disciplina architettonica, alla ricerca di un inedito connubio tra l’utopia architettonica e la ricerca basata sulle tecnologie più avanzate, già in atto a livello internazionale con gruppi e autori come Hollein e Pichler a Vienna, gli Archigram a Londra, i Metabolisti in Giappone, Yona Friedman in Francia, Buckminster Fuller negli Stati Uniti, Frei Otto in Germania, il movimento situazionista di Costant e Debord in Francia e Olanda. La mostra offrirà un caleidoscopico dialogo tra oggetti di design, video, installazioni, performance e narrazioni con le opere visionarie di Archizoom, Remo Buti, 9999, Gianni Pettena, Superstudio, UFO, Zziggurat, gruppi e personalità capaci di rendere Firenze negli sessanta e settanta il centro di una rivoluzione creativa che ha segnato lo sviluppo delle arti a livello internazionale. In tutto 320 opere tra cui abiti, gioielli, tessuti, porcellane, lampade, mobili, foto, fotomontaggi, collage, modellini e progetti. Definito inizialmente come “superarchitettura”, “controdesign”, “architettura concettuale” o “utopia”, il movimento architettonico radicale a Firenze si contraddistinse per l’originale e proficuo scambio tra la ricerca architettonica e le arti visive, andando appunto oltre l’architettura. Caratteristica del ruolo “radicale” dei ricercatori fiorentini fu quella di innovare profondamente strategie progettuali e piattaforme concettuali, manifestandosi anche attraverso performance urbane e cortocircuiti operativi, con teorizzazioni globali e contributi concettuali che si trascrivono sia nelle architetture per gli interni che negli spazi urbani. Le ricerche radicali fiorentine hanno ispirato celebri architetti come Bernard Tschumi, Zaha Hadid, Rem Koolhaas. Non a caso la maggior parte delle opere e dei materiali dei protagonisti radicali sono raccolti ed esposti in musei come il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Canadian Center for Architecture di Montreal, il FRAC Centre di Orleans, il MAXXI di Roma.
Quando
Dal 20 ott 2017 
al 21 gen 2018
Piazza degli Strozzi, 1 map
Dove
Piazza degli Strozzi, 1
Info
Tel. +39 055 2645155,