Villa Paolina
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Villa Paolina Bonaparte a Viareggio

L'ultima dimora della sorella di Napoleone, detta "Il rifugio di Venere", sorge nel punto in cui, secondo la leggenda, il mare restituì il corpo del poeta Shelley

Via Machiavelli, 2

Restaurata nel 2005, l'ottecentesca Villa Paolina Bonaparte, detta "Il rifugio di Venere", sorge isolata, in riva al mare a nord di Viareggio: nel punto in cui, secondo la leggenda, il mare restituì il corpo di Percy Bysshe Shelley.
Paolina, sorella di Napoleone, che amava la poesia di Shelley, qui ne commissionò la costruzione, ultimata nel 1822, e vi si insediò per avvicinarsi al suo amore, il musicista Giovanni Pacini. Un breve periodo di felicità conclusosi precocemente nel 1825 con la morte della giovane donna.
La villa, ultima e riservatissima dimora della vera "Principessa" Bonaparte, rispecchia nella compostezza dell'impianto e nella sobria eleganza degli arredi, oggi totalmente restaurati, il gusto ricercato di Pauline che qui soggiornò gli ultimi anni della sua vita, prima della dolorosa trasferta a Firenze, dove iniziò un periodo drammatico, sia per la fine della relazione con il musicista, sia per il progredire della malattia che ben presto pose fino alla sua tormentata esistenza.
Un prototipo di donna assolutamente innovativa per l'epoca, quella che ritroviamo nel celebre marmo del Canova, intraprendente e colta, amava circondarsi di artisti e musicisti e la villa, "amabile ritiro", come amava definirla, costruita in pieno gusto romantico proprio in quel punto della riviera Viareggina, era quanto di meglio si potesse desiderare, dotata com'era di salotti e spazi all'aperto per ricevere gli innumerevoli ospiti e persino un piccolo teatro.
L'edificio, dall'impianto semplice, sembra volersi armonizzare nel contesto paesaggistico di passaggio fra la pineta ed il mare, realizzando attraverso l'integrazione fra i salotti e i diversi giardini un continuum abitativo e spaziale, accentuato anche dalle preziose decorazioni parietali a trompe l'oeil che i recenti restauri hanno restituito all'interno delle stanze.
Lontana dai fasti parigini, ma non priva di preziosismi, la villa ha infatti rappresentato luogo di cultura, ma anche di ritiro, necessario alla metabolizzazione da parte di Paolina, della morte del suo amato fratello Napoleone; da qui l'organizzazione degli spazi con il piano superiore dedicato ai più riservati "appartementi della principessa", con un gusto decorativo, che nello stile parigino, alterna putti neoclassici, scene tratte dall'Orlando Furioso, ghirlande e finti tendaggi.
(Articolo a cura dell' APT della Versilia)

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