Treppio, un castello e il suo organo
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Treppio, un castello e il suo organo

Sulla montagna pistoiese un piccolo gioiello del grande organaro Pietro Agati

Appennino

L’antica Treppio si presentava come un borgo fortificato, posto in prossimità della via Francesca, quasi al confine tra Pistoia e Bologna, città che si contesero a lungo il possesso di questa località Come la vicina Sambuca faceva parte del sistema difensivo che proteggeva i confini nordorientali del Granducato fino all’Unità d’Italia. Presso Treppio si trova una grande pieve dedicata a San Michele Arcangelo, che dipendeva con tutta probabilità dalla badia di Fontana Taona.

La chiesa, già citata come cappella nel 1120, fu ampliata a più riprese, fino ad assumere l’aspetto attuale: la facciata in pietra serena e mette in evidenza un portale ad arco stretto da due colonne, che introduce alle tre navate e agli spazi dell’interno. Sull’altare seicentesco della navata centrale spicca la figura di San Michele Arcangelo, riproduzione del dipinto del bolognese Guido Reni, uno dei maggiori pittori italiani del Seicento. La canonica a fianco della chiesa è un grande edificio frutto di rifacimenti settecenteschi, eseguiti in seguito ad un incendio che distrusse anche gli archivi parrocchiali.
Al di là dei pregi architettonici e artistici la chiesa è conosciuta per il suo grande organo costruito dal celeberrimo organaro pistoiese Pietro Agati nel 1794. Lo strumento è collocato su un balcone interno all’edificio insieme alla cantoria: come nella migliore tradizione italiana questa struttura è posta all’ingresso e rimane alla spalle dei fedeli durante le funzioni religiose. Patrizio Ceccarelli, grande esperto di musica d’organo, scrive a proposito di questo bellissimo strumento “(esso) presenta un prospetto diviso in cinque campate, d'impronta tipicamente rinascimentale, nonostante la ricca cassa in legno di gattice, scolpita a larghe volute e tralci, sia chiaramente ispirata agli schemi stilistici del tardo Barocco che, soprattutto nei piccoli centri ebbe vita più lunga rispetto alle grandi città.”
 

Lo strumento, restaurato nel 1981 dal Gabinetto restauro organi antichi di Firenze, ha attirato sulla Montagna Pistoiese molti amanti e cultori dell’arte organaria da tutto il mondo. Dopo il restauro l’organo è stato inaugurato dal maestro Luigi Fernando Tagliavini, primo di una lunga lista di musicisti che hanno suonato nella chiesa di Treppio, dando vita ad calendario concertistico di alto livello che trova il suo clou nei mesi estivi, con la settimana della musica promossa dagli enti e le associazioni locali. Tra i promotori dell’iniziativa c’è l’Accademia Gherardeschi di Pistoia, nata nel 1975 per volontà di Umberto Pineschi, organista della Cattedrale di Pistoia: il fine dell’accademia è promuovere la conoscenza e lo studio dell'organo italiano attraverso il lavoro e i concerti degli organisti professionisti appartenenti al sodalizio, con particolare riguardo alla scuola pistoiese.

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